NOVITA' FISCALI
Istituzione della causale contributo FAST
Venerdì, 15 Dicembre , 2017
Con la risoluzione n. 148/E del 6 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'FAST' denominata 'Fondo per i Dipendenti da Aziende del Settore Turismo' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dello stesso fondo.
(Vedi risoluzione n. 148 del 2017)

Operazioni ipotecarie connesse all'attività di riscossione coattiva da parte degli enti locali
Venerdì, 15 Dicembre , 2017
Una società concessionaria per la riscossione delle entrate tributarie e non degli enti locali chiede se per le iscrizioni di ipoteca a garanzia dei crediti dei Comuni sia applicabile l'esenzione di cui all'art. 47 del Dpr 602/1973. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 149/E del 12 dicembre 2017, chiarisce che la riscossione coattiva delle entrate, tributarie e non, degli Enti locali è articolata in due modalità: affidamento all'Agenzia delle Entrate-Risccossione; riscossione in forma diretta o con affidamento a c.d. 'concessionari locali'. Nel primo caso la riscossione coattiva è effettuata sulla base del ruolo. Nel secondo caso, invece, tramite l'ingiunzione fiscale. Con il decreto legge 70/2011 il legislatore ha previsto che le disposizioni in tema di iscrizione ipotecaria si rendono applicabili alla riscossione coattiva effettuata dai Comuni, direttamente o tramite affidamento, sulla base di ingiunzione fiscale. Dal punto di vista fiscale occorre valutare se l'impianto normativo consente ai Comuni e ai concessionari locali di usufruire anche delle agevolazioni tributarie di cui all'art. 47 del Dpr 602/1973. Il Legislatore, con l'introduzione del decreto legge 70/2011, ha inteso assimilare il trattamento da riservare alla riscossione coattiva effettuata dai Comuni a quello previsto per l'agente nazionale della riscossione. Tale equiparazione trova una simmetrica corrispondenza anche dal punto di vista fiscale. Di conseguenza, le agevolazioni fiscali previste dall'art. 47 del Dpr 602/1973 possono essere applicate anche nelle ipotesi in cui l'amministrazione comunale provveda a riscuotere coattivamente le proprie entrate tributarie e patrimoniali, sia direttamente che tramite concessionari locali.
(Vedi risoluzione n. 149 del 2017)

Istituzione dei codici tributo per i versamenti ai sensi dell'art. 36 bis del Dpr 600/1973
Venerdì, 15 Dicembre , 2017
Con la risoluzione n. 150/E del 12 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell'articolo 36 bis del Dpr 600/1973. I nuovi codici sono utilizzabili nell'eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione, intenda versare solo una quota dell'importo complessivamente richiesto. In tale caso, deve predisporre un mod. F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione 'Erario', esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna 'importi a debito versati', riportando, nel campo 'rateazione/regione/prov./mese rif.', il codice della regione di riferimento e nei campi specificamente denominati, il codice atto e l'anno di riferimento presenti all'interno della comunicazione stessa.
(Vedi risoluzione n. 150 del 2017)

Reddito di lavoro dipendente – Retribuzioni di risultato – Tassazione separata
Venerdì, 15 Dicembre , 2017
Alcune amministrazioni hanno chiesto chiarimenti in merito alla corretta modalità di tassazione degli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente, in riferimento ai casi in cui la corresponsione degli stessi avviene nel periodo d'imposta successivo a quello di maturazione. In particolare, veniva chiesto se le retribuzioni di risultato, relative al periodo 2013-2015, erogate nel 2017, siano da assoggettare a tassazione separata. Per 'emolumenti arretrati' s'intendono tutte le somme corrisposte per anni precedenti a quello in cui vengono percepiti. Questi redditi tardivamente corrisposti possono fruire del particolare regime della tassazione separata. A tal fine incidono sia situazioni di carattere giuridico (ad esempio il sopraggiungere di nuove leggi), che di fatto. Per l'applicabilità del regime della tassazione separata agli emolumenti arretrati di lavoro dipendente sono quindi richieste specifiche condizioni, oltre al pagamento delle somme in un periodo d'imposta successivo a quello di maturazione del diritto alla percezione. Le Amministrazioni istanti chiedono se il ritardo, dovuto ad oggettive situazioni di fatto, possa ritenersi fisiologico solo nell'ipotesi in cui l'erogazione delle retribuzioni di risultato avvenga nell'anno successivo a quello di maturazione. Inoltre, chiedono chiarimenti in relazione alle ipotesi in cui nel medesimo periodo d'imposta siano corrisposte retribuzioni di risultato riferite a più anni precedenti. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 151/E del 13 dicembre 2017, precisa che il ritardo può essere considerato fisiologico anche se l'erogazione della retribuzione non avvenga nell'annualità successiva a quella di maturazione ma in quelle ancora successive. Qualora nel 2017 siano erogate retribuzioni di risultato relative agli anni 2013, 2014 e 2015, si ritiene che la tassazione separata sia applicabile alle retribuzioni relative agli anni 2013 e 2014, mentre per quella relativa al 2015 occorre valutare se ricorrono le condizioni per l'applicazione di detta tassazione, fermo restando che la circostanza che l'erogazione avvenga oltre l'anno immediatamente successivo a quello di maturazione di per sé non basta a ritenere non fisiologico il ritardo.
(Vedi risoluzione n. 151 del 2017)

Super ammortamento dei beni dal costo unitario non superiore ad euro 516,46 – Ulteriori chiarimenti
Venerdì, 1 Dicembre , 2017
L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 145/E del 24 novembre 2017 al super ammortamento dei beni dal costo unitario non superiore a 516,46 euro. Nella richiesta di chiarimenti pervenuta all'Amministrazione finanziaria viene chiesto se, nell'ipotesi in cui i beni vengano ammortizzati in bilancio in più esercizi, sia corretto operare la deduzione extracontabile del 40% in un'unica soluzione oppure si debba obbligatoriamente far riferimento ai coefficienti di cui al dm 31 dicembre 1988 e, pertanto, si debba ripartire tale deduzione in funzione della percentuale di ammortamento ivi prevista. Con il super ammortamento l'imprenditore e il lavoratore autonomo hanno la possibilità di maggiorare il costo di acquisizione del 40% ai soli fini delle imposte sui redditi e in riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. La legge di Bilancio 2017 ha prorogato il super ammortamento agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017 o, in presenza di determinate condizioni, entro il 30 giugno 2018. L'Agenzia delle Entrate, con le circolari 23/E/2016 e 4/E/2017 hanno chiarito che per i beni strumentali nuovi il cui costo unitario non sia superiore a 516,46 euro, la maggiorazione del 40% non influisce su tale limite; pertanto, nell'ipotesi in cui il costo del bene, per effetto della maggiorazione, superi l'importo di 516,46 euro, la possibilità di deduzione integrale nell'esercizio non viene meno. A tal riguardo il documento di prassi amministrativa fornisce ulteriori precisazioni in merito all'ipotesi in cui il contribuente decida di ammortizzare i beni in questione in più esercizi. La scelta di dedurre le quote di ammortamento annuali porta a riconoscere la maggiore deduzione solo attraverso l'applicazione, di anno in anno, dei coefficienti previsti dal dm 31 dicembre 1988. La decisione di non dedurre l'intero costo del bene nell'esercizio di sostenimento impedisce di fruire integralmente, nello stesso esercizio, della corrispondente maggiorazione del 40%.
(Vedi risoluzione n. 145 del 2017)

Inapplicabilità degli incentivi previsti per il rientro dall'estero di docenti e ricercatori alle attività assistenziali prestate presso le aziende ospedaliero-universitarie
Venerdì, 1 Dicembre , 2017
Una università ha chiesto chiarimenti in merito agli incentivi previsti per il rientro in Italia di docenti e ricercatori. La disciplina agevolativa interessa un professore ordinario di cardiologia che dal 1°gennaio 2017 ha chiesto di usufruire dell'agevolazione fiscale per la sua attività di docenza e ricerca svolta nel Regno Unito. Il suddetto docente svolge anche attività assistenziali presso un'Azienda Ospedaliero-Universitaria. Detta attività assistenziale si integra a quella di docente e ricercatore universitario. L'Università esprime dubbi sulla possibilità di estendere l'agevolazione in commento al trattamento economico aggiuntivo per l'attività assistenziale e ai compensi per l'attività intramuraria esclusiva svolta. Per quanto concerne l'applicazione del beneficio rivolto a docenti e ricercatori che decidono di acquisire la residenza fiscale in Italia, occorre fare riferimento al concetto di residenza valido ai fini reddituali il quale considera residenti in Italia le persone fisiche che sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno la residenza o il domicilio nel territorio dello Stato. Il soggetto trasferitosi all'estero che non si è mai cancellato dall'anagrafe della popolazione residente non può essere ammesso all'agevolazione. Il quesito formulato dall'università verte essenzialmente sulla riconducibilità all'attività di docenza e ricerca dei redditi prodotti dal docente universitario per l'attività assistenziale prestata, anche in regime libero professionale, nel quadro della convenzione tra la stessa università e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 146/E del 29 novembre 2017, precisa che i trattamenti economici previsti per lo svolgimento dell'attività assistenziale presso le aziende ospedaliero-universitarie, non possono essere considerati alla stregua di 'redditi derivanti da rapporti aventi ad oggetto attività di docenza e ricerca'. Il ricercatore, con esperienza di docenza, che rientra in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente o autonomo può far ricorso al regime speciale per lavoratori impatriati. Tale regime trova applicazione con riferimento ai redditi di lavoro dipendente ed assimilati e di lavoro autonomo prodotti nel territorio dello Stato, che concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef nella misura del 50%. Il nuovo regime speciale per i lavoratori impatriati richiede, fra i requisiti, l'acquisizione della residenza fiscale.
(Vedi risoluzione n. 146 del 2017)

Detrazione per lavori antisismici
Venerdì, 1 Dicembre , 2017
Con un interpello si chiedono chiarimenti in merito alle detrazioni per interventi antisismici. L'istante comunica di voler ristrutturare un fabbricato ubicato in zona sismica ad alta pericolosità. L'intervento comporterebbe la spettanza di una detrazione dall'Irpef pari al 70% delle spese sostenute fino ad un ammontare complessivo di 96mila euro, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo. L'istante rende noto, inoltre, che parallelamente dovrà affrontare anche spese di manutenzione ordinaria e straordinaria sullo stesso immobile. Si chiede se la detrazione maggiorata per il sisma bonus possa essere fruita in dieci quote annuali e non in cinque e se per gli interventi di riqualificazione del rischio sismico valga quanto chiarito per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ossia che qualora la manutenzione ordinaria sia necessaria per il completamento dell'opera, occorra tener conto del carattere assorbente dell'intervento di natura 'superiore' rispetto a quello di natura 'inferiore'. L'istante chiede inoltre di sapere se il limite massimo di spesa previsto per gli interventi di ristrutturazione sia riferibile anche ad interventi sostenuti per misure antisismiche sullo stesso immobile. In merito al primo quesito la risoluzione n. 147/E del 29 novembre 2017 dell'Agenzia delle Entrate fa presente che la norma non prevede la possibilità di scegliere il numero di rate in cui fruire del beneficio. Il contribuente, pertanto, se intende avvalersi della maggiore detrazione del 70% o dell'80% dovrà necessariamente ripartire la detrazione in 5 rate. In merito al secondo quesito l'Agenzia conferma che anche per gli interventi antisismici vale il principio secondo cui l'intervento di categoria superiore assorbe quello inferiore ad esso collegato. La detrazione prevista per le misure antisismiche può essere dunque applicata anche alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie al completamento dell'opera. In ordine al terzo quesito si precisa che per gli interventi di cui all'art. 16-bis del Tuir il limite di spesa agevolabile, attualmente stabilito in 96mila euro annuali, è unico in quanto riferito all'immobile.
(Vedi risoluzione n. 147 del 2017)

Istituzione della causale contributo EBFW
Venerdì, 24 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 141/E del 17 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'EBFW' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Nazionale Socio-Assistenziale-Educativo 'EBINWELFARE'.
(Vedi risoluzione n. 141 del 2017)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta relativo ai versamenti effettuati in favore dei fondi speciali per il volontariato
Venerdì, 24 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 142/E del 20 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo '6880' per l'utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d'imposta relativo ai versamenti effettuati in favore dei fondi speciali per il volontariato istituiti presso le Regioni.
(Vedi risoluzione n. 142 del 2017)

Il design industriale se creativo e artistico può essere considerato opera d'arte
Venerdì, 24 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 143/E del 22 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al corretto trattamento fiscale dei compensi corrisposti da una Spa a una Fondazione, soggetto di diritto francese, per il diritto di utilizzazione economica di icone riguardanti prodotti di arredamento e di lusso. La società aveva stipulato, infatti, un contratto per acquisire i diritti di utilizzazione economica di alcune icone riferite ad elementi di arredamento in cambio del pagamento di royalties. Il dubbio verteva sulla riconducibilità di tali royalties all'art. 12, paragrafo 3, della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia. L'Amministrazione finanziaria chiarisce che a tale fattispecie è applicabile la Convenzione che prevede che i canoni possono essere tassati, oltre che nello Stato di residenza del beneficiario effettivo, anche nello Stato della fonte mediante l'applicazione di una ritenuta del 5% applicabile sull'importo lordo dei canoni. Con riferimento al caso trattato è importante chiarire cosa intendere per opera artistica, cioè se i prodotti in esame sono da considerare alla stregua di opere artistiche o meno. L'art. 22 del Dlgs 95/2001 ha apportato importanti modifiche in tema di diritto d'autore sulle opere dell'industrial design e ha introdotto la previsione che estende la protezione del diritto d'autore alle opere del disegno industriale che presentino carattere creativo e valore artistico. Grazie a questa legge oggi è consentito anche alle opere del disegno industriale, prima escluse, di accedere alla tutela autoriale. Il concetto di valore artistico può essere individuato, di volta in volta, sulla base di parametri soggettivi e oggettivi. Tra i primi la Cassazione ha ricompreso l'idoneità dell'oggetto a suscitare emozioni estetiche; la maggiore creatività o originalità delle forme. Tra i secondi, il riconoscimento da parte degli ambienti culturali ed istituzionali; la circostanza che l'opera sia commercializzata nel mercato artistico e non in quello commerciale e che questa sia stata creata da un noto artista. Alla luce di quanto espresso le royalties corrisposte dalla Spa alla Fondazione non saranno imponibili.
(Vedi risoluzione n. 143 del 2017)

La delibera è la prova per dimostrare la provenienza degli utili di fonte estera percepiti dal socio italiano
Venerdì, 24 Novembre , 2017
Una S.p.A. (Alfa) detiene il controllo totale di una società olandese (Beta) la quale, a sua volta, controlla la società (Gamma) residente in Olanda. Fino al 2009 quest'ultima ha prodotto utili sia in Olanda che in Svizzera per il tramite di una branch ivi situata. In seguito Gamma ha ceduto tale branch a una consociata, assoggettata a tassazione in parte in Olanda e in parte in Svizzera. A seguito della cessione gli utili di Gamma sono stati tassati integralmente in Olanda in quanto ivi prodotti. Nelle annualità 2008/2013 Gamma ha distribuito i propri utili a Beta che ne ha riversato una parte ad Alfa. Tali utili sono stati esclusi da imposizione in Italia, ma l'Agenzia delle Entrate, nella propria attività di accertamento e verifica, ha parzialmente disconosciuto il trattamento fiscale considerando gli utili percepiti dall'istante provenienti dalla Svizzera cioè da un Paese black list. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 144/E del 22 novembre 2017, fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale applicabile al suddetto dividendo. Gli utili provenienti da Paesi a regime fiscale privilegiato, concorrono interamente a formare il reddito del percettore, in deroga al regime di esclusione in misura del 95% del loro ammontare. Qualora gli utili siano distribuiti da un soggetto non residente nei suddetti Stati si pone il problema di individuare la fonte dei dividenti erogati. Ma nell'ordinamento tributario manca un principio generale che ne regoli la distribuzione. Occorre, dunque, documentare, di volta in volta, la provenienza degli utili distribuiti al socio residente. Quest'ultimo deve dimostrare, documenti alla mano, se e in quale misura gli utili provengono o meno da Paesi blak list. Nella fattispecie, le riserve pregresse della società Gamma, residente in Olanda, risultano formate anche da utili prodotti dalla stabile organizzazione che la medesima ha detenuto fino al 2009 in un paese black list (Svizzera). Pertanto, l'individuazione del regime fiscale del dividendo distribuito da Alfa richiede la ricostruzione analitica degli utili erogati al fine di verificare la loro provenienza. Le riserve pregresse di Gamma sono formate da utili qualificabili come white list e da utili qualificabili come black list. Le delibere della società erogante possono costituire la prova di utilizzo delle riserve di utili. In conclusione, si ritiene che le delibere adottate da Beta e Gamma costituiscono un supporto documentale idoneo a dimostrare che i dividendi percepiti da Alfa non derivano da utili provenienti da Paesi black list.
(Vedi risoluzione n. 144 del 2017)

Iva. Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti
Venerdì, 17 Novembre , 2017
L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 27/E del 7 novembre 2017, illustra la nuova disciplina Iva della scissione dei pagamenti applicabile dal 1°luglio 2017. Scopo dello split payment è contrastare l'evasione. Il meccanismo prevede che l'Iva addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dalla Pa e Società direttamente all'Erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta. Con il Ddl di Bilancio 2018 il legislatore estende la platea dei soggetti coinvolti nella scissione dei pagamenti. Alle amministrazioni dello Stato, agli enti territoriali, alle Università, alle società controllate dallo Stato si aggiungono nuovi soggetti. Sono interessati anche gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, le fondazioni partecipate da Pa, le società controllate, in misura non inferiore al 70%, dalla Pa e le società quotate nella Borsa italiana. Dal 1° luglio 2017 vengono ricondotte alla disciplina dello split payment, oltre alle cessioni di beni e prestazioni di servizio effettuate alle Pa e alle Società sopra indicate anche le prestazioni di lavoro autonomo rese a favore delle stesse che fino al 30 giugno 2017 erano escluse. La scissione dei pagamenti riguarda le operazioni documentate mediante emissione di fattura da parte dei fornitori: la fattura deve indicare tra l'altro l'imposta addebitata. Numerose le esclusioni dalle operazioni con inversione contabile a quelle effettuate dai fornitori in regimi speciali, dalle operazioni certificate con ricevuta fiscale o scontrino alle operazioni senza pagamento dell'imposta, dalle operazioni eseguite senza pagamento di corrispettivo alle operazioni permutative o rese in favore di dipendenti. Qualora dopo il 1° luglio 2017, ma entro il 6 novembre, siano state emesse fatture in regime ordinario nei confronti di soggetti esclusi negli elenchi pubblicati dal Dip. Delle Finanze, il fornitore non dovrà effettuare alcuna variazione. Non è parimenti sanzionabile il caso in cui il fornitore abbia emesso una fattura in scissione dei pagamenti nei confronti di un soggetto non incluso negli elenchi, prima, però, in questo caso, dell'emanazione degli elenchi definitivi, vale a dire entro il 31 ottobre 2017. Per errori commessi successivamente a tali date il fornitore sarà tenuto a regolarizzare il comportamento irregolare con l'emissione di una nota di variazione e l'emissione di un nuovo corretto documento contabile. La nuova disciplina della scissione dei pagamenti presenta delle novità anche sotto il profilo dell'esigibilità dell'imposta. L'imposta relativa alla cessione di beni e alle prestazioni di servizi diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi. La novità è rappresentata dalla circostanza che le Pa e le Società possono comunque optare per l'esigibilità dell'imposta anticipata al momento della registrazione della fattura di acquisto. Regolarizzazione e note di variazione. Il documento di prassi amministrativa richiama e conferma quanto espresso con la circolare 15/E/2015. Ribadisce che in caso di emissione di una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti. Quando invece il fornitore emette una nota di variazione in diminuzione, che si riferisce a fatture originarie emesse prima dell'entrata in vigore della scissione dei pagamenti, alla stesa di applicheranno le regole ordinarie. Inoltre viene precisato che nell'ipotesi in cui il fornitore abbia emesso una nota di variazione in diminuzione, la Pa e Società che abbiano già eseguito il versamento diretto all'Erario dell'imposta indicata nella fattura originaria, potranno scomputare il maggior versamento eseguito dai successivi versamenti da effettuare sempre nell'ambito della disciplina della scissione dei pagamenti. Acconto Iva. Con riferimento all'acconto Iva, la circolare precisa che la Pa e le Società, soggetti passivi Iva, nel determinare il versamento dell'acconto Iva da effettuare a dicembre, devono tener conto dell'imposta versata all'Erario nell'ambito della scissione dei pagamenti. Per l'anno 2017, tuttavia, Pa e Società che determinano l'acconto con il 'metodo storico', dovranno operare un ulteriore versamento di acconto, determinato sulla base dell'ammontare dell'imposta da scissione dei pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017, ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017. Rimborsi. Al fine di limitare gli effetti finanziari negativi per i fornitori della Pa che, a seguito della disciplina dello split payment, non incasseranno l'Iva dovuta sulle operazioni rese agli enti pubblici, la circolare rammenta che i contribuenti possono chiedere in tutto o in parte il rimborso dell'eccedenza detraibile (se di importo superiore a 2.582,28 euro) all'atto della presentazione della dichiarazione annuale o nell'istanza trimestrale. Ciò al fine di consentire ai fornitori della Pa, in sede di richiesta di rimborso, di computare nel calcolo dell'aliquota media, tra le operazioni cd ad aliquota zero, le operazioni effettuate nei confronti della Pa. Le predette disposizioni intendono accelerare i rimborsi da conto fiscale per i soggetti a cui si applica il regime della scissione dei pagamenti. Sanzioni. Per le forniture di beni e servizi effettuate nei confronti delle Pa e Società, i fornitori devono emettere fattura con l'indicazione 'scissione dei pagamenti'. In caso contrario è applicabile la sanzione amministrativa di cui all'art. 9, comma 1, del Dlgs 471/1997. L'omesso o ritardato adempimento del versamento all'Erario (per conto del fornitore) da parte delle Pa e Società è sanzionato ai sensi dell'art. 13 del Dlgs 471/1997. Fino all'emanazione della presente circolare sono comunque fatti salvi i comportamenti dei contribuenti i quali hanno assolto l'imposta anche se irregolarmente.
(Vedi circolare n. 37 del 2017)

Istituzione dei codici tributo e istruzione per il versamento delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali
Venerdì, 17 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 137/E dell'8 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo e ha fornito le istruzioni per il versamento, mediante il modello F24, delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali. I nuovi codici tributo sono: '3964' denominato 'Imposta comunale sulla pubblicità/canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (ICP DPA/CIMP)'; '3965' denominato 'Imposta comunale sulla pubblicità/canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (ICP DPA/CIMP) – Interessi'; '3966' denominato 'Imposta comunale sulla pubblicità/canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (ICP DPA/CIMP) – Sanzioni'.
(Vedi risoluzione n. 137 del 2017)

Istituzione dei codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell'art. 36-bis del Dpr 600/1973
Venerdì, 17 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 138/E dell'8 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell'articolo 36-bis del Dpr 600/1973. Per agevolare i contribuenti, nella tabella, in corrispondenza dei codici tributo di nuova istituzione, è riportato il codice di riferimento utilizzato per il versamento spontaneo. I codici tributi sono utilizzabili nell'eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell'articolo 36-bis del Dpr 600/1973, intenda versare solo una quota dell'importo complessivamente richiesto.
(Vedi risoluzione n. 138 del 2017)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dell'Iva dovuta dalle pubbliche amministrazioni e società a seguito della scissione dei pagamenti
Venerdì, 17 Novembre , 2017
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 139/E del 10 novembre 2017, ha istituito i codici tributo per il versamento, mediante i modelli F24 ed F24 Enti pubblici, dell'Iva dovuta dalle pubbliche amministrazioni e società a seguito della scissione dei pagamenti (split payment). Per il modello F24 si istituisce il codice tributo '6041' denominato 'Iva dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA' identificate ai fini Iva – scissione dei pagamenti per acquisti nell'esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015'. Per il modello F24 EP si istituisce il codice tributo '621E' denominato 'Iva dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA' identificate ai fini Iva – scissione dei pagamenti per acquisti nell'esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015'.
(Vedi risoluzione n. 139 del 2017)

Accollo del debito d'imposta altrui – Estinzione per compensazione
Venerdì, 17 Novembre , 2017
Sono pervenute all'Agenzia delle Entrate richieste di chiarimenti circa la possibilità che, in seguito all'accollo del debito altrui, lo stesso possa essere estinto utilizzando in compensazione crediti dell'accollante. Con l'accollo un soggetto assume l'obbligo di estinguere il debito altrui, con eventuale liberazione del debitore originario, previo accordo del creditore. Tuttavia, nell'ordinamento tributario il legislatore ha stabilito che il debitore originario non è mai liberato. Come chiarito dalla giurisprudenza, assumere volontariamente l'impegno di pagare imposte altrui non significa 'assumere la posizione del contribuente o di soggetto passivo del rapporto tributario, ma la qualità di obbligato in forza di titolo negoziale', tanto che il fisco non può esercitare nei confronti degli accollanti i propri poteri di accertamento e di esazione. La circostanza che il contribuente/soggetto passivo del rapporto tributario rimanga sempre il medesimo pone il dubbio se nell'accollo possa trovare applicazione in favore dell'accollante la compensazione. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 140/E del 15 novembre 2017 risponde in senso negativo. La compensazione trova, infatti, applicazione solo per i debiti in essere tra i medesimi soggetti e non tra soggetti diversi. Il debito oggetto di accollo non può quindi essere estinto utilizzando in compensazione crediti vantati dall'accollante nei confronti dell'erario. Non sono comunque punibili i comportamenti tenuti in difformità a quanto ora chiarito. Sono dunque validi e non sanzionabili i pagamenti dei debiti accollati, effettuati tramite compensazione, prima della pubblicazione della presente circolare, a patto che siano stati spesi crediti esistenti e utilizzabili. Per i pagamenti successivi alla pubblicazione di questa circolare, occorre distinguere la posizione dell'accollato da quella dell'accollante. Per l'accollato, l'omesso pagamento comporterà il recupero dell'imposta non versata, degli interessi e l'applicazione di una sanzione pari al 30% di ogni importo non versato. Per l'accollante, l'utilizzo di un credito d'imposta in violazione delle modalità di legge, comporterà l'erogazione della sanzione pari al 30% del credito utilizzato, qualora questo sia effettivamente esistente, o dal 100 al 200% della misura dei crediti utilizzati, laddove inesistenti.
(Vedi risoluzione n. 140 del 2017)

Nuovo regime di determinazione dell'agevolazione Ace
Venerdì, 10 Novembre , 2017
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il decreto 3 agosto 2017, ha operato la revisione della disciplina concernente l'Ace, l'aiuto alla crescita economica. Il citato decreto interviene su diversi aspetti della disciplina agevolativa. Con la circolare n. 26/E del 26 ottobre 2017 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in relazione al termine per la presentazione delle istanze di interpello probatorio relative al 2016 e sulla decorrenza della nuova disciplina antielusiva speciale. In presenza di operazioni potenzialmente in grado di determinare indebite duplicazioni del beneficio la disciplina Ace prevede la possibilità per il contribuente di presentare un'istanza di interpello probatorio. In relazione al periodo d'imposta 2016, la preventività delle istanze di interpello deve essere parametrata rispetto al termine prorogato dal Dpcm 26 luglio 2017. Pertanto, sono ammissibili tutte le istanze di interpello, incluse quelle di interpello probatorio Ace, presentate dai contribuenti entro il termine di presentazione della dichiarazione. Per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare, si tratta delle istanze da presentare entro il 31 ottobre 2017. Una delle ultime modifiche apportate dal decreto 3 agosto 2017 è rappresentata dalla rimodulazione della normata antielusiva Ace allo scopo di evitare, soprattutto nell'ambito dei gruppi societari, effetti moltiplicativi dell'agevolazione. La circolare ricorda che per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare la nuova disciplina antielusiva si applica a partire dal periodo d'imposta 2018. Il documento di prassi amministrativa ricorda che occorre tenere conto della clausola di salvaguardia prevista dal decreto, in base alla quale per i periodi di imposta dal 2011 al 2017, i comportamenti posti in essere dai contribuenti attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi sono salvaguardati, a prescindere dall'effetto positivo o negativo sulla determinazione dell'agevolazione. Pertanto, è preclusa ai contribuenti la possibilità di presentare dichiarazioni integrative finalizzate a correggere le dichiarazioni presentate in materia. Poiché per i periodi d'imposta 2016 e 2017 i termini di presentazione della dichiarazione non sono ancora scaduti, la circolare ricorda che i comportamenti che saranno cristallizzati nelle predette dichiarazioni non sono suscettibili di contestazione. Di conseguenza, il singolo contribuente può anticipare l'applicazione della nuova disciplina antielusiva, ma dovrà farlo integralmente in quanto non è possibile un'applicazione parziale. Con riferimento al periodo d'imposta 2016, i contribuenti che abbiano già presentato la dichiarazione prima dell'emanazione della presente circolare, possono procedere alla sua rettifica al fine di adeguarsi alle novità del decreto, entro il termine di 90 giorni. Quindi, con riferimento alle istanze di interpello relative al 2016, i contribuenti cui sia stata notificata una richiesta di documentazione, in sede di risposta possono rinnovare l'intenzione di avvalersi delle nuove disposizioni, mentre coloro che hanno l'istanza in corso di valutazione possono manifestare la detta intenzione integrando spontaneamente la stessa domanda, entro i termini di decadenza della risposta dell'istanza iniziale.
(Vedi circolare n. 26 del 2017)

Imputazione degli utili al convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera nell'impresa del proprio convivente
Venerdì, 10 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 134/E del 26 ottobre 2017 l'interpellante chiede chiarimenti in merito alla possibilità di conferire, a decorrere dall'anno d'imposta 2017 ed in applicazione della legge Cirinnà che ha regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e ha disciplinato le convivenze, una parte degli utili alla sua convivente. Il quesito ha oggetto il corretto trattamento fiscale della quota imputabile alla convivente di fatto. La scelta del legislatore di introdurre una disciplina specifica per il convivente, diversa da quella dell'impresa familiare, riflette l'intenzione di mantenere su posizioni differenti la collaborazione del convivente rispetto a quella del familiare. La disciplina recata dall'art. 230-ter c.c. presuppone: a) il rapporto di convivenza; b) lo svolgimento stabile di prestazioni di lavoro; c) l'esistenza di un'impresa cui risulti connessa la prestazione lavorativa. Si applica quando non sia configurabile un rapporto di società o di lavoro subordinato. In merito all'istanza formulata, il documento di prassi amministrativa, alla luce dei chiarimenti del Mef contenuti nella circolare 40/1976 sul concetto di impresa familiare, ritiene che il reddito spettante alla convivente di fatto derivante dalla partecipazione agli utili dell'impresa del convivente sia a lei imputabile in proporzione alla sua quota di partecipazione.
(Vedi risoluzione n. 134 del 2017)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle sanzioni amministrative pecuniarie
Venerdì, 10 Novembre , 2017
Con la risoluzione n. 135/E del 6 novembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello F24 Accise, delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui agli articoli 5-bis e 6-bis del decreto legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017 n. 96.
(Vedi risoluzione n. 135 del 2017)

Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura – 'Art bonus'
Venerdì, 10 Novembre , 2017
Una fondazione di diritto privato costituita per iniziativa di un ministero chiede chiarimenti in merito alla corretta corretta applicazione del c.d. 'Art Bonus' cioè del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. L'istante, in particolare, chiede se può essere qualificata come 'luogo della cultura di appartenenza pubblica' e, quindi, se i soggetti finanziatori dell'omonimo museo, che la fondazione gestisce, possono fruire dell'agevolazione in argomento. Il decreto legge n. 83/2014, convertito nella legge 106 dello stesso anno, prevede un credito di imposta, nella misura del 65% delle erogazioni effettuate, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. Tale credito d'imposta spetta per le erogazioni liberali in denaro finalizzate ad interventi di manutenzione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno di istituti e luoghi di cultura di appartenenza pubblica, di fondazioni lirico-sinfoniche e teatri, per il restauro di strutture pubbliche e di beni culturali pubblici. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 136/E del 7 novembre 2017, precisa che gli istituti della cultura aventi personalità giuridica di diritto privato, ad esempio perché costituiti in forma di fondazione, hanno in realtà natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali per il sostegno delle loro attività, che beneficiano del credito di imposta. Alla luce di ciò la la fondazione istante, vista la sua natura giuridica appositamente costituita da un ente pubblico, per la gestione di un museo, può essere ammessa al beneficio fiscale.
(Vedi risoluzione n. 136 del 2017)

NOVITA'
Elezioni del 18/12/2017 del comitato dei Delegati alla Cassa Nazionale Previdenza Ragionieri - Quadriennio 2017-2021
Lettera inviata dalla Vicepresidente dell'Ordine, Anna Bernabei, agli iscritti alla Cassa Raionieri
allegato
Elezioni CNPR
Regolamento
allegato
Elezioni CNPR
Modulistica
allegato
18 DICEMBRE 2017
19 DICEMBRE 2017
20 DICEMBRE 2017
27 DICEMBRE 2017
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Istituzione della causale contributo FAST
Con la risoluzione n. 148/E del 6 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo ...continua

Operazioni ipotecarie connesse all'attività di riscossione coattiva da parte degli enti locali
Una società concessionaria per la riscossione delle entrate tributarie e non degli enti locali chiede se per ...continua

Istituzione dei codici tributo per i versamenti ai sensi dell'art. 36 bis del Dpr 600/1973
Con la risoluzione n. 150/E del 12 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il ...continua

Reddito di lavoro dipendente – Retribuzioni di risultato – Tassazione separata
Alcune amministrazioni hanno chiesto chiarimenti in merito alla corretta modalità di tassazione degli ...continua

Super ammortamento dei beni dal costo unitario non superiore ad euro 516,46 – Ulteriori chiarimenti
L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 145/E del 24 novembre 2017 al super ammortamento dei beni ...continua