NOVITA' FISCALI
Trattamento Ires applicabile ai componenti positivi di reddito derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie a tempo determinato
Venerdì, 18 Maggio , 2018
Con la risoluzione n. 37/E del 15 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul trattamento applicabile, ai fini Ires, ai componenti positivi di reddito derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie a tempo determinato su un terreno di proprietà. La società istante ha chiesto in particolare se il corrispettivo previsto, incassato in tranches trimestrali anticipate, debba concorrere alla formazione del reddito d’impresa anno per anno come ricavo o come plusvalenza da cessione interamente nel periodo d’imposta di stipula dell’atto. Nel caso di specie l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto corretta la contabilizzazione dei ricavi in base alla maturazione contrattuale. Ai fini Ires, il corrispettivo conseguito dalla società istante per la costituzione del diritto di superficie a tempo determinato, contabilizzato secondo la maturazione contrattuale, concorre alla formazione del reddito d’impresa della società come ricavo e non come plusvalenza così come imputato in bilancio, in coerenza con il principio di derivazione rafforzata recato dall’art. 83 del Tuir.
(Vedi risoluzione n. 37 del 2018)

Regime Iva del servizio di consulenza in materia di investimenti alla luce del parere espresso dal Comitato Iva nel Working Paper n. 849/2015
Venerdì, 18 Maggio , 2018
Il servizio di consulenza in materia di investimenti fornito da una società non è inquadrabile tra i servizi di intermediazione esenti da Iva se gli interlocutori della società istante sono costituiti unicamente dai propri clienti e non vi è alcun rapporto, sia pure indiretto e/o economico, con i soggetti che promuovono gli strumenti finanziari raccomandati. Ad affermarlo l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 38/E del 15 maggio 2018. Le modalità con le quali la società istante fornisce il servizio di consulenza in materia di investimenti e, in particolare, la mancanza di qualsiasi collegamento/rapporto tra la società istante e i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella realizzazione della proposta di investimento rivolta al cliente, inducono ad escludere che nel caso prospettato sia ravvisabile un’attività di intermediazione/negoziazione (esente da Iva) secondo la definizione fatta propria dalla Corte di Giustizia Ue e, in senso conforme, dal Comitato consultivo Iva (Working Paper n. 849 del 22 aprile 2015).
(Vedi risoluzione n. 38 del 2018)

Iva. Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti.
Venerdì, 11 Maggio , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 7 maggio 2018, illustra le novità, in vigore dal 1°gennaio 2018, che hanno interessato la disciplina della scissione dei pagamenti. Il documento di prassi amministrativa si sofferma sulle norme introdotte dal dl 148/2017 che hanno esteso l’ambito applicativo dello split payment. A partire dal 1°gennaio 2018 il meccanismo trova infatti applicazione alle operazioni effettuate nei confronti: degli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona; fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%; società controllate direttamente o indirettamente dagli enti sopra elencati e dalle società soggette allo split payment; società partecipate per una quota non inferiore al 70% da amministrazioni pubbliche e da enti società soggette allo split payment. Il documento chiarisce in quali casi il meccanismo della scissione dei pagamenti trova applicazione. Nel caso di società, le cui quote sono intestate a una società fiduciaria, la valutazione circa l’applicazione della disciplina deve essere effettuata con riferimento alla natura del soggetto a cui fanno capo le quote. Andrà verificato se il fiduciante rientri o meno nell’ambito dello split payment. In merito alle modalità di liquidazione dei compensi e degli oneri accessori dovuti ai consulenti tecnici d’ufficio (Ctu), l’Agenzia sottolinea che tale compenso è posto a carico di tutte le parti in solido. Pertanto, la Pa, cioè l’amministrazione della giustizia, pur essendo riconducibile nell’ambito della scissione dei pagamenti, non effettua alcun pagamento del corrispettivo nei confronti del Ctu. La conseguenza è che l’Agenzia esclude l’applicabilità della disciplina della scissione dei pagamenti. Per facilitare l’individuazione dei soggetti che rientrano nello split payment il Mef ha pubblicato alcuni elenchi che permettono ai soggetti passivi Iva di verificare le informazioni relative ai cessionari/committenti e stabilire se applicare o meno la scissione dei pagamenti. Il Dip. Finanze ha di recente chiarito che la disciplina dello split payment ha effetto solo a partire dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e della sua pubblicazione online. Questo significa che fino a quando l’ente non risulterà inserito nell’elenco aggiornato, non potrà considerarsi assoggettato allo split payment. Per individuare se una Pa rientri o meno nel perimetro applicativo dello split payment, l’Indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa) permette ai fornitori di verificare i riferimenti degli enti pubblici ai quali devono emettere fattura con il meccanismo della scissione. Nei casi dubbi le Pa possono fornire un documento attestante la loro riconducibilità al novero dei soggetti per i quali la scissione trova applicazione.
(Vedi circolare n. 9 del 2018)

Utilizzo in compensazione di un credito inesistente, già recuperato in ambito accertativo e sanzionato
Venerdì, 11 Maggio , 2018
Con la risoluzione n. 36/E dell’8 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate risponde ad un quesito formulato dall’ufficio Accertamento di una Direzione Regionale in merito al trattamento sanzionatorio da adottare a seguito dell’utilizzo in compensazione dei crediti Iva inesistenti, già recuperati in ambito accertativo e sanzionati per illegittima detrazione e infedele dichiarazione. L’ufficio ha chiesto di chiarire se, nell’ipotesi prospettata, debba essere irrogata anche l’ulteriore sanzione di cui all’art. 13, comma 5, del Dlgs 471/1997. La riforma del sistema sanzionatorio amministrativo, introdotta proprio all’articolo 13 del decreto legislativo citato, ha portato una definizione normativa di credito inesistente e uno specifico regime sanzionatorio dedicato agli omessi versamenti. Si definisce inesistente il credito al quale manca il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile mediante controlli. Dal Decreto legislativo 471/1997 e dal decreto legge 185/2008 emerge la volontà del legislatore di dettare una disciplina speciale per sanzionare e recuperare il credito che, artificiosamente creato, è stato utilizzato in compensazione nei modelli F24. In tal caso, poiché l’inesistenza del credito non è riscontrabile partendo dal controllo delle dichiarazioni fiscali, le modalità di recupero dello stesso non possono che essere la notifica di apposito atto di recupero. Viceversa, laddove il credito inesistente da eccedenze d’imposta sia stato esposto in dichiarazione e successivamente utilizzato, si deve procedere unicamente con l’emissione dell’atto di accertamento in rettifica della dichiarazione. Dopo le modifiche del Decreto legislativo 158/2015, detta sanzione è stata ‘aggravata’ qualora la violazione venga realizzata mediante l’utilizzo di fatture false o mediante artifici o raggiri. Nella fattispecie prospettata non deve essere sanzionato, in aggiunta a quanto recuperato in ambito accertativo e sanzionato quale infedele dichiarazione ed illegittima detrazione, anche il successivo utilizzo in compensazione del credito inesistente.
(Vedi risoluzione n. 36 del 2018)

Natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati (Sta)
Venerdì, 11 Maggio , 2018
Con la risoluzione n. 35/E del 7 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate risponde a un interpello in merito alla natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati (Sta). L’esercizio della professione forense svolta in forma societaria costituisce attività d’impresa in quanto è determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria piuttosto che svolgere un’attività professionale. Anche sul piano fiscale, alle società tra avvocati costituite sotto forma di società di persone, di capitali o cooperative, si applicano le previsioni di cui agli articoli 6, ultimo comma, e 81 del Tuir, per effetto delle quali il reddito complessivo delle snc e sas, delle società e degli enti commerciali di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 73, comma 1, lettera a) e b), da qualsiasi fonte provenga è considerato reddito d‘impresa.
(Vedi risoluzione n. 35 del 2018)

Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta ecc.
Venerdì, 4 Maggio , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la corposa circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, fornisce indicazioni ai Caf, in vista delle dichiarazioni 2018, su detrazioni, deduzioni, ritenute e crediti d’imposta. Il documento di prassi amministrativa aggiorna la precedente circolare-guida n. 7/2017, tenendo conto delle novità normative intervenute nel corso del 2017. Per agevolare l’individuazione dei chiarimenti necessari a contribuenti e intermediari, l’Amministrazione ha scelto di mantenere lo schema che segue l’ordine dei quadri del modello 730/2018. La circolare richiama i documenti di prassi da ritenersi ancora attuali e fornisce nuovi chiarimenti non solo alla luce delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte fornite ai quesiti posti dai contribuenti in sede di interpello o dai Caf e dai professionisti abilitati. Il documento elenca anche la documentazione che i contribuenti devono esibire al Caf o al professionista abilitato per l’apposizione del visto di conformità, documentazione che può essere richiesta in sede di controllo documentale.
(Vedi circolare n. 7 del 2018)

Riconducibilità degli interventi di demolizione e ricostruzione tra gli interventi relativi alla adozione di misure antisismiche per le quali è possibile fruire della detrazione di imposta
Venerdì, 4 Maggio , 2018
Gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono fruire della detrazione di imposta ai sensi dell’art. 16 del Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63, sempreché concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 34/E del 27 aprile 2018. Dunque nel caso esaminato affinché l’intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio possa fruire della detrazione d’imposta è necessario che dal titolo amministrativo che autorizza i lavori risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione. Il documento di prassi amministrativa risponde anche ad un altro quesito specificando che per fruire della detrazione è necessario essere titolari del diritto di proprietà sull’immobile o di un diritto reale. La detrazione è ripartita in funzione della spesa effettivamente sostenuta da ciascun soggetto partecipante. A tal fine è opportuno che i documenti di spesa riportino il nominativo di chi ha sostenuto i costi con l’indicazione della relativa percentuale. Da ultimo l’Amministrazione precisa che per la demolizione con fedele ricostruzione si applica l’aliquota Iva agevolata prevista per gli interventi di ristrutturazione, vale a dire l’aliquota del 10%, a patto che le opere siano qualificate come tali dalla documentazione amministrativa che acconsente i lavori.
(Vedi risoluzione n. 34 del 2018)

Novità in tema fatturazione e pagamento delle cessioni di carburanti
Venerdì, 4 Maggio , 2018
La legge di Bilancio 2018 ha previsto che dal prossimo 1°luglio per le cessioni di benzina e gasolio destinate ad essere usate per motori per uso autotrazione diventa obbligatoria la fatturazione elettronica. L’obbligo si estende anche agli appalti pubblici ma limitatamente ai rapporti diretti tra il soggetto titolare del contratto e la Pa nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione dei passaggi successivi. A partire dal 1°gennaio 2019 la fattura elettronica si estenderà a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da partite Iva. Per quanto concerne i carburanti, sono state introdotte specifiche regole in base alle quali la deducibilità dei costi d’acquisto e la detraibilità dell’Iva sono vincolate all’utilizzo di particolari mezzi di pagamento definiti con il provvedimento del 4 aprile 2018. Con la circolare n. 8/E del 30 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate precisa che l’obbligo di documentare con fattura elettronica la cessione di carburanti interessa solo i motori da autotrazione. Ciò significa che restano fuori le cessioni di benzina per motori di gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, e attrezzi vari. Dalla fattura non dovrà necessariamente comparire il numero di targa o il modello del veicolo rifornito. Dovrà essere elettronica la fattura cumulativa che contiene più o operazioni anche se non tutte soggette all’obbligo di emissione online. Sarà possibile ricorrere alla fatturazione differita anche per le cessioni di carburanti, a patto che al momento della cessione venga consegnato all’acquirente un documento, analogico o elettronico, che contenga la data della cessione, le generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale trasportatore nonché la descrizione della natura, quantità e qualità dei beni ceduti. Per facilitare la predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture l’Agenzia delle Entrate affiancherà gli operatori con una serie di servizi in rete. Chi aderisce al sistema Sdi vedrà conservati gratuitamente dall’Amministrazione finanziaria i documenti fiscali emessi. La circolare sottolinea che per la deducibilità ai fini delle imposte dirette e la detraibilità Iva l’acquisto deve avvenire con strumenti di pagamento tracciabili. E’ sempre riconosciuto il credito d’imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018 a favore degli esercenti di impianti di distribuzione di carburanti per le transazioni effettuate a partire dal 1°luglio 2018 con carte di debito, di credito o prepagate. Non saranno sanzionati gli errori relativi alle modalità di fatturazione utilizzate fino a tutto il 2018 per carte e buoni carburante.
(Vedi circolare n. 8 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale Nazionale Settore Privato
Venerdì, 27 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 29/E del 19 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo ‘EBSP’ per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale Nazionale Settore Privato ‘E.BI.NA.S.P.’
(Vedi risoluzione n. 29 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale Generale della Sicurezza e del Terziario
Venerdì, 27 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 30/E del 19 aprile 2018, ha istituito la causale contributo ‘EBIG’ per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale Generale della Sicurezza e del Terziario ‘EBIGEST’.
(Vedi risoluzione n. 30 del 2018)

Contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato – attestazioni - trattamento ai fini dell’imposta di registro e di bollo
Venerdì, 27 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 31/E del 20 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate risponde ad un interpello di un’organizzazione sindacale che ha chiesto di conoscere se, in relazione ai contratti di locazione non assistiti, l’attestazione debba ritenersi obbligatoria al fine di poter godere delle agevolazioni fiscali previste per tali tipologie di contratti. L’istante ha inoltre espresso la necessità di conoscere se l’attestazione rilasciata debba essere allegata al contratto di locazione, in sede di registrazione e, in caso di risposta affermativa, se la stessa debba essere assoggettata ad imposta di bollo. Per i contratti di locazione a canone concordato ‘non assistiti’, l’attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie dell’accordo esplica i suoi effetti anche ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali. Dunque, l’acquisizione dell’attestazione è necessaria per il riconoscimento delle agevolazioni. Per quanto attiene al quesito relativo alla necessità di produrre detta attestazione in allegato al contratto di locazione, l’allegazione non è obbligatoria, ma appare opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti, laddove il contribuente chieda di fruire dell’agevolazione ai fini dell’imposta di registro. In sede di registrazione del contratto di locazione l’ufficio delle Entrate provvederà alla registrazione anche dell’attestato senza autonoma applicazione dell’imposta di registro. Considerato che l’attestazione è necessaria per certificare la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo, anche con riguardo al riconoscimento delle agevolazioni fiscali, deve ritenersi che per il rilascio della predetta attestazione non debba essere applicata l’imposta di bollo.
(Vedi risoluzione n. 31 del 2018)

Trattamento fiscale dei corrispettivi ricevuti a seguito di costituzione e cessione di diritto reale di superficie
Venerdì, 27 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate ha dedicato la circolare n. 6/E del 20 aprile 2018 al trattamento fiscale dei corrispettivi percepiti a seguito di costituzione e cessione di diritto reale di superficie. I nuovi chiarimenti superano quelli forniti nel 2013 con la circolare n. 36/E/2013 e si adeguano all’orientamento della Corte di cassazione in materia di regime tributario applicabile alle plusvalenze derivanti dalla cessione del diritto di superficie su un terreno agricolo di proprietà di una persona fisica. Alle plusvalenze derivanti da cessioni a titolo oneroso di terreni e aree fabbricabili si rendono applicabili gli articoli 67 e 68 del Tuir. Per la persona fisica, il corrispettivo derivante dalla cessione del diritto di superficie costituisce redito diverso, qualora si tratti di area fabbricabile e sarà tassata la differenza tra il costo, rivalutato e maggiorato delle spese, ed il prezzo di vendita. In caso di terreno agricolo, invece, nessuna tassazione è applicabile, salvo che non siano trascorsi almeno 5 anni dall’acquisto. Contrariamente a quanto affermato con la circolare n. 36/E/2013, il reddito afferente tale corrispettivo non può essere inquadrato tra i redditi diversi ed in particolare tra quelli derivanti dall’assunzione di obblighi di permettere in quanto i redditi determinati dall’assunzione di obblighi vanno ricollegati a diritti personali piuttosto che a diritti reali. E nel caso di diritto di superficie si è indiscutibilmente in presenza di diritti reali. Considerato che la costituzione del diritto di superficie genera una plusvalenza, qualora il terreno agricolo sia posseduto da meno di 5 anni e in ogni caso per le aree fabbricabili, occorre individuare le modalità di determinazione della stessa. Nel caso di cessione del diritto di superficie acquistato da meno di 5 anni, la plusvalenza sarà costituita dalla differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo di imposta e il costo di acquisto del diritto stesso. Nel caso in cui il diritto reale di superficie sia concesso senza un precedente acquisto a titolo oneroso, la plusvalenza sarà determinata individuando il ‘prezzo di acquisto’ originario del diritto secondo un criterio di tipo proporzionale, fondato sul rapporto tra il valore complessivo attuale del terreno agricolo o dell’area fabbricabile e il corrispettivo percepito per la costituzione del diritto di superficie, da applicare al costo originario di acquisto del terreno.
(Vedi circolare n. 6 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale ‘ASSICURMED’
Venerdì, 27 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 32/E del 23 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo ‘ASSI’ denominata ‘Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale – ASSICURMED’ per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi per il finanziamento del fondo stesso.
(Vedi risoluzione n. 32 del 2018)

Inps – Soppressione della causale contributo ‘EBII’
Venerdì, 27 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 33/E del 23 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate sopprime la causale contributo ‘EBII’ istituita nel 2015 per consentire il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica. La soppressione decorre a partire dal 7 maggio 2018.
(Vedi risoluzione n. 33 del 2018)

Trattamento Iva delle prestazioni rese dalle banche depositarie in seguito all’emanazione del Dlgs 18 aprile 2016 n. 71
Venerdì, 13 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 26/E del 6 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate interviene sul trattamento Iva delle prestazioni rese dalle banche depositarie di Oicr nei confronti delle Sgr. Dopo le modifiche normative introdotte dal Dlgs 71/2016, l’incidenza delle attività soggette a imposta non può più essere calcolata nella misura del 28,3% del corrispettivo pattuito così come stabilito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 97/E del 17 dicembre 2013. Il decreto legislativo citato, di recepimento della direttiva 2014/91/Ce, ha modificato il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, eliminando la possibilità per le Sgr di ‘affidare’ alla banca depositaria il calcolo del valore della quota delle parti degli Oicr e lasciando quale unica opzione la possibilità di delegare tale attività alla banca depositaria secondo il regime dell’esternalizzazione, a condizione, tuttavia, che si provveda a separare, sotto il profilo gerarchico e funzionale, l’espletamento delle funzioni di depositario dagli altri compiti potenzialmente confliggenti. La Banca d’Italia, successivamente, ha adeguato il testo del regolamento sulla gestione collettiva del risparmio alle nuove disposizioni, introducendo nel compenso spettante alla Sgr una nuova componente rappresentata dal ‘costo per il calcolo del valore della quota, che dovrà essere avvalorata sia nel caso di svolgimento diretto da parte della Sgr di tale attività, sia nel caso in cui sia esternalizzata a terzi’. In questo modo è venuta meno la possibilità per le Sgr di delegare al depositario il calcolo del valore delle parti degli Oicr in base al modello dell’affidamento. Tale attività può essere ora svolta dalla banca depositaria per conto del gestore esclusivamente secondo il ‘regime di esternalizzazione’. Dal radicale mutamento del quadro normativa consegue che il modello teorico elaborato nel 2013 non può più essere utilizzato per la corretta determinazione del regime Iva applicabile ai corrispettivi delle prestazioni rese dalle banche depositarie di Oicr nei confronti delle Sgr. Inoltre, la percentuale di imponibilità del 28,3% non è più adeguata a quantificare le attività imponibili Iva rispetto al totale delle attività prestate indistintamente dalle banche depositarie, essendo il risultato di un’analisi che includeva nella forfetizzazione anche il calcolo del valore delle parti degli Oicr, secondo il modello dell’affidamento, oggi non più consentito.
(Vedi risoluzione n. 26 del 2018)

Iper ammortamento – Ulteriori chiarimenti sui termini per l’acquisizione delle perizia giurata da parte dell’impresa
Venerdì, 13 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 27/E del 9 aprile 2018 all’iper ammortamento per gli investimenti strumentali finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’. Per beneficiare della maggiorazione al 150% e del 40% i beni materiali e immateriali devono rispettare il requisito della interconnessione. Interconnessione che deve risultare dalla dichiarazione del legale rappresentante, dalla perizia tecnica giurata o dall’attestato di conformità. L’impresa deve acquisire tali documenti entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Non è previsto un termine entro il quale devono essere acquisiti i documenti attestanti la sussistenza dei requisiti necessari per l’agevolazione. Nell’ipotesi in cui l’acquisizione dei documenti avvenga in un periodo di imposta successivo a quello di interconnessione, la fruizione dell’agevolazione deve iniziare dal periodo di imposta in cui i documenti vengono acquisiti. Pertanto, l’assolvimento dell’onere documentale nel periodo d’imposta successivo all’interconnessione non ostacola la spettanza dell’agevolazione, ma produce uno slittamento del momento dal quale si inizia a fruire del beneficio.
(Vedi risoluzione n. 27 del 2018)

Chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di capitali che hanno optato per la tassazione catastale
Venerdì, 13 Aprile , 2018
Con la risoluzione n. 28/E dell’11 aprile 2018 l’Agenzia delle entrate risponde ai quesiti formulati da una società agricola (una Srl) che ha chiesto chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di capitali che hanno optato per il regime c.d. ‘catastale’. Il primo dei quesiti ai quali l’ufficio risponde è quello che appare di maggiore interesse. La società istante, una Srl, ha tutti i requisiti per applicare le disposizioni contenute nella legge 296/2006 che consentono alle società agricole di adottare ai fini delle imposte sui redditi il sistema di tassazione catastale. La società fa presente di non aver esercitato nella prima dichiarazione Iva annuale, l’opzione prevista per il predetto regime. L’Amministrazione finanziaria chiarisce che le società agricole in possesso dei requisiti per la determinazione del reddito su base catastale, possono applicare il principio del comportamento concludente in caso di assenza di manifestazione di opzione. Dunque, l’ufficio salvaguardia il principio recato dall’articolo 1 del Dpr 442/1997 ferma restando la sanzionabilità (in via residuale) della circostanza afferente la mancata espressione dell’opzione. Sempre le società agricole possono far parte di un consolidato e, nella determinazione del reddito, procedere alla rateizzazione delle plusvalenze conseguite per la cessione degli immobili.
(Vedi risoluzione n. 28 del 2018)

Premi di risultato e welfare aziendale – le novità della legge di Bilancio 2018
Venerdì, 6 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 5/E del 29 marzo 2018 alla detassazione dei premi di risultato e al nuovo regime fiscale d’incentivo al welfare aziendale. I chiarimenti concernono la detassazione, prevista dalla legge di Stabilità 2016, sui premi di risultato collegati ad incrementi di produttività. La misura è stata oggetto di modifica ad opera della legge di Bilancio 2017 e, successivamente, dal dl 50/2017, convertito con modificazioni nella legge n. 96/2017. Anche la legge di Bilancio 2018 si è espressa a riguardo. I lavoratori dipendenti del settore privato possono beneficiare dell’imposta sostitutiva per i premi di risultato, a condizione che nell’anno precedente a quello di percezione del premio abbiano maturato reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro. Il nuovo limite (prima era di 50mila euro annui) si applica a partire dai premi di risultato erogati nel 2017, anche se maturati in precedenza. La legge n. 232/2016 ha innalzato, dal 2017, l’importo del premio assoggettabile a imposta sostitutiva a 3mila euro o 4mila euro in caso di premio erogato da aziende che adottano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Per queste aziende il dl 50/2017 ha previsto, riguardo ai contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017, in luogo dell’innalzamento del limite agevolabile (a 4mila euro), la riduzione dell’onere contributivo su una parte del premio. Al datore di lavoro è concesso di ridurre il proprio carico contributivo di 20 punti percentuali relativamente a una porzione di premio del risultato agevolabile non superiore a 800 euro, e al lavoratore di non versare su tale importo i contributi a proprio carico. Al fine di potenziare l’accesso al regime sostitutivo, dal 2017, è stata riconosciuta al lavoratore la facoltà di convertire il premio anche in benefit aziendali, ossia uso dell’auto aziendale, prestiti dal datore di lavoro, alloggi gratuiti e biglietti ferroviari. Tali benefit, erogati a richiesta del dipendente in sostituzione e nei limiti di valore del premio agevolabile, sono assoggettati a tassazione ordinaria. Accanto agli incentivi fiscali, previsti a favore dei lavoratori, la legge prevede uno sgravio contributivo a vantaggio di datori di lavoro e lavoratori. La detassazione e la decontribuzione sono riservate solo al settore privato e unicamente ai lavoratori dipendenti. Abbiamo già parlato della misura degli incentivi riservati ai titolari di reddito di lavoro dipendente. E’ bene, tuttavia, precisare che la decontribuzione si applica solo ai premi di risultato erogati in esecuzione di contratti, aziendali o territoriali, stipulati dopo l’entrata in vigore del dl 50/2017, cioè dopo il 24 aprile 2017. Il doppio incentivo, fiscale e contributivo, si applica anche ai contratti modificati o integrati dopo il 24 aprile 2017 al fine di prevedere il coinvolgimento dei lavoratori. Il primo incentivo, di tipo fiscale, prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 10%, in luogo dell’Irpef ordinaria. Il secondo, di tipo contributivo, riconosce lo sgravio a favore dei datori di lavoro e dei lavoratori fino a un importo massimo di 800 euro di premio erogato. La detassazione si applica ai premi di risultato la cui corresponsione è legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione; alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; allo scambio di premi/utili con benefit aziendali. La decontribuzione si applica solo a premi e utili. Il premio di risultato può essere differente perché tiene conto delle performance individuali. La condizione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva è il conseguimento da parte dell’azienda di un risultato incrementale. Dal 2017 non concorrono a formare il reddito d lavoro dipendente i contributi e/o i premi versati dal datore di lavoro per le polizze vita volte ad assicurare le terapie di lungo corso e le malattie gravi. La legge di Bilancio 2018 ha previsto la non imponibilità del valore degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale forniti, anche sotto forma di anticipazione o rimborso parziale o integrale, al lavoratore o ai suoi familiari fiscalmente a carico. L’erogazione del premio di risultato deve avvenire solo dopo la verifica del risultato conseguito dall’azienda. Il datore di lavoro che accerti ex post che il premio erogato è conforme ai presupposti di legge, può applicare l’imposta sostitutiva conguagliando le maggiori trattenute operate, o con la prima retribuzione utile o entro la data di effettuazione delle operazioni di conguaglio. Se, per circostanze oggettive, tale verifica non possa essere eseguita prima delle operazioni di conguaglio, l’azienda, per consentire al dipendente di usufruire dell’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi, emetterà una nuova Certificazione unica, che andrà ritrasmessa alle Entrate. In tal caso, per il tardivo invio della nuova Cu non si applicheranno le sanzioni. Inoltre, la circolare precisa che il regime fiscale agevolato può trovare applicazione anche all’acconto di premio di risultato a patto che sia riscontrabile al momento della relativa erogazione un incremento in linea con l’obiettivo individuato dal contratto. Se al termine del ‘periodo congruo’ non si registra nessun incremento, il datore di lavoro che abbia già versato acconti di premio dovrà emettere una nuova Cu e recuperare le minori imposte versate in applicazione dell’imposta sostitutiva o indicare al dipendente di provvedervi in sede di dichiarazione.
(Vedi circolare n. 5 del 2018)

Attribuzione del codice M403, nell’Archivio Comuni e Stati Esteri, per il nuovo Comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, istituito a seguito della fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano
Venerdì, 6 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 25/E del 30 marzo 2018, ha attribuito il codice amministrativo nazionale M403 al nuovo Comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, istituito a seguito della fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano. Il codice M403 è efficace dal 31 marzo 2018. Viene quindi aggiornato l’Archivio Comuni e Stati Esteri.
(Vedi risoluzione n. 25 del 2018)

Versamento tramite modello F24 delle somme dovute a titolo di imposte e interessi concernenti i PIR
Venerdì, 23 Marzo , 2018
Dopo le richieste di chiarimenti formulate dalle associazioni di categoria degli intermediari, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 23/E del 15 marzo 2018, precisa che i versamenti delle somme dovute a titolo di imposte e interessi concernenti i piani di risparmio a lungo termine (PIR) possono essere effettuati anche cumulativamente, senza la necessità di indicarne il codice fiscale nel modello F24. Il chiarimento arriva dopo la risoluzione n. 21/E/2018 con cui è stato istituito il codice tributo ‘1070’ e sono state fornite le istruzioni per consentire agli intermediari finanziari, bancari e assicurativi di effettuare il versamento delle somme dovute a titolo di imposte e interessi, a seguito della decadenza dal beneficio fiscale previsto per i redditi di capitale e diversi derivanti dagli investimenti nei PIR.
(Vedi risoluzione n. 23 del 2018)

NOVITA'
DOCUMENTO commissione "focus sisma"
QUESTIONI URGENTI:
Breve analisi delle principali criticità dei provvedimenti a carattere economico contenuti nel DL. 189/2016 e successivi provvedimenti
allegato
Assemblea approvazione Bilancio Consuntivo anno 2017
Oggi pomeriggio alle ore 15:00 presso la sala Multiplex 2000 di Piediripa di Macerata é stata concovata l'Assemblea degli Iscritti per l'approvazione del Bilancio Consuntivo anno 2017. In allegato viene pubblicato il fascicolo comprensivo dei Conti di Bilancio e delle relazioni allegate.
A seguire si terrà un incontro informativo avente ad oggetto "Corso Privacy: GDPR e Professionisti."
allegato
21 maggio 2018
25 maggio 2018
31 maggio 2018
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Trattamento Ires applicabile ai componenti positivi di reddito derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie a tempo determinato
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Iva. Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 7 maggio 2018, illustra le novità, in vigore dal ...continua

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Natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati (Sta)
Con la risoluzione n. 35/E del 7 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate risponde a un interpello in merito alla ...continua