NOVITA' FISCALI
Regime Iva del servizio di ricerca in materia di investimenti
Venerdì, 31 Agosto , 2018
A decorrere dal 3 gennaio 2018 la Direttiva MIFID II ha introdotto rilevanti modifiche alle condizioni di ricevibilit del servizio di ricerca in materia di investimenti reso dai negoziatori agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale di portafogli. Unassociazione chiede di conoscere se il servizio di ricerca in materia di investimenti reso ai gestori individuali di portafogli, il cui onere posto a carico dei clienti a prescindere dal volume e/o dal valore degli ordini eseguiti, possa continuare a beneficiare del regime di esenzione. Con le modifiche introdotte dalla Direttiva delegata 2017/593/Ue il servizio di ricerca in materia di investimenti, se finanziato da uno specifico onere di ricerca posto a carico del cliente, deve essere indipendente e separatamente identificabile rispetto agli altri servizi forniti dal negoziatore. Tale servizio deve essere distinto e autonomo anche sotto il profilo economico. Le modifiche introdotte dalla direttiva citata riguardano il servizio di ricerca fornito ai gestori individuali di portafogli ma non necessariamente quello reso ai gestori collettivi, i quali possono, invece, scegliere se continuare a ricevere la ricerca senza essere obbligati a definire un budget a carico degli OICR gestiti oppure se applicare le nuove regole di ricevibilit del servizio di ricerca. Ci posto, in ordine al trattamento fiscale del servizio di ricerca fornito agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale di portafogli, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 61/E dell8 agosto 2018 dellavviso che lo stesso non sia riconducibile ad alcuna fattispecie di esenzione e, in particolare, non possa essere inquadrato tra le prestazioni di mediazione, intermediazione e mandato. Il regime di esenzione delle prestazioni di intermediazione presuppone che le stesse siano finalizzate alla conclusione di operazioni di carattere finanziario. Nel servizio di ricerca in materia di investimenti il negoziatore si limita a rendere fruibile al gestore informazioni, dati e ricerche in ordine ad una strategia di investimento riguardante uno o diversi strumenti finanziari. Alla luce di quanto espresso la circolare ritiene che il servizio di ricerca in materia di investimenti fornito dai negoziatori agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale di portafogli, autonomamente remunerato secondo le nuove condizioni di ricevibilit del servizio (Direttiva 2017/593/UE), non possa continuare a fruire del regime di esenzione. Tale servizio deve essere assoggettato ad Iva ordinaria. Per quanto riguarda il trattamento fiscale del servizio di ricerca in materia di investimenti fornito dai negoziatori ai gestori collettivi, qualora detto servizio sia separatamente identificato, sotto il profilo economico, rispetto allattivit di negoziazione, si ritiene che lo stesso possa fruire del regime di esenzione, purch il servizio sia inquadrabile nellambito della gestione dei fondi comuni di investimento. La Corte di giustizia europea, con la sentenza 4 maggio 2006, causa C-169/04 ha chiarito che non preclusa la possibilit che possano fruire dellesenzione Iva anche le gestioni di fondi comuni di investimento frazionate in servizi distinti forniti da un soggetto esterno al fondo. Tuttavia, per essere esenti, i servizi delegati forniti dal terzo devono formare un insieme distinto, valutato globalmente che abbia leffetto di adempiere le funzioni specifiche ed essenziali del servizio per il quale prevista lesenzione, vale a dire, della gestione del fondo.
(Vedi risoluzione n. 61 del 2018)

Super e iper ammortamento nuovi chiarimenti per gli investimenti in magazzini autoportanti
Venerdì, 31 Agosto , 2018
Con la risoluzione n. 62/E del 9 agosto 2018 lAgenzia delle Entrate risponde alle istanze di interpello riguardanti il trattamento agli effetti agevolativi, dei cosiddetti magazzini autoportanti. I chiarimenti riguardano, in particolare, i criteri per la corretta distinzione della componente immobiliare, suscettibile di attribuzione di rendita, rispetto alla componente mobiliare, priva di rilevanza ai fini catastali. Al fine di inquadrare correttamente la questione sotto il profilo catastale occorre distinguere fra ci che configurabile come costruzione, da includere nella stima catastale, da ci che riconducibile alla parte impiantistica. I magazzini autoportanti si configurano come strutture, di solito di grandi dimensioni, destinate allo stoccaggio di merci eterogenee (stoccaggio estensivo). La loro caratteristica peculiare risiede nella scaffalatura che costituisce parte del sistema costruttivo dellintero fabbricato, progettata e realizzata per assolvere la funzione di struttura portante, a cui sono connessi gli elementi di copertura e tamponatura. Dunque, le strutture costituenti le scaffalature dei magazzini autoportanti rappresentano elementi propri del fabbricato come le fondazioni, i divisori, le pareti di tamponamento e le coperture e, in quanto tali, annoverabili tra le costruzioni, da includere nella stima catastale. Gli impianti elettrici, idrico-sanitari, di areazione, di climatizzazione, cos come i sistemi antincendio, rappresentano elementi strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni. Tali componenti conferiscono allimmobile una maggiore fruibilit e, come tali, sono influenti ai fini della rendita catastale. Di contro, i sistemi di automazione della movimentazione dei materiali stoccati (traslo-elevatori, satelliti, carrelli LGV a guida laser ecc.) costituiscono componenti annoverabili tra i macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo e come tali esclusi dalla stima catastale. Alla luce di ci si ritiene che siano agevolabili con il super/iper ammortamento le sole componenti impiantistiche dei magazzini autoportanti, ossia le componenti escluse dalla determinazione della rendita catastale.
(Vedi risoluzione n. 62 del 2018)

Conferimento da parte di un soggetto non residente in Italia di un ramo dazienda appartenente alla sua stabile organizzazione in Italia a favore di un altro soggetto residente
Venerdì, 31 Agosto , 2018
Al conferimento di ramo dazienda applicabile il regime di neutralit fiscale previsto dal combinato disposto degli articoli 178, comma 1, lettera c), e 179, comma 2, del Tuir ma a specifiche condizioni. LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 63/E del 9 agosto 2018, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento tributario da applicare al conferimento di un ramo dazienda intercorso tra una societ francese attiva nel campo assicurativo e la sua stabile organizzazione in Italia. Questultima svolgeva due attivit (qualificabili come rami dazienda) e intendeva conferire uno dei due rami a favore di una societ residente controllata dalla casa madre francese. Loperazione di conferimento prospettata prevede che la societ conferitaria (residente in Italia) aumenter il proprio capitale in misura pari al valore netto contabile del ramo dazienda conferito, mentre la corrispondente quota di partecipazione verr attribuita alla stabile organizzazione, senza essere trasferita o assegnata alla societ non residente. A conferimento avvenuto la stabile organizzazione iscriver nella sua contabilit una quota della partecipazione nella conferitaria italiana al valore corrispondente allaumento di capitale sociale conseguente al conferimento. La stabile organizzazione in Italia segnala che non ha intenzione di cedere a terzi o ad altre societ del gruppo, la partecipazione derivante dal conferimento n di trasferirla alla societ non residente dalla quale promana. Come anticipato lAgenzia delle Entrate dellavviso che al conferimento descritto sia applicabile il regime di neutralit fiscale previsto dal Tuir, ma limitatamente agli elementi patrimoniali della stabile effettivamente confluiti nella societ conferitaria, a patto che siano rispettate tutte le condizioni richieste dalla disciplina interna; in particolare, se la partecipazione nella conferitaria confluisce nella contabilit della stabile conferente da cui provengono gli asset conferiti. Qualora questo non avvenga o, successivamente al conferimento, le partecipazioni nella conferitaria siano trasferite o assegnate alla casa madre non residente, le partecipazioni si considereranno realizzate al valore normale.
(Vedi risoluzione n. 63 del 2018)

Aliquota Iva applicabile alle cessioni di tartufo congelato e alle cessioni di tartufo conservato, immerso in acqua salata o in olio
Venerdì, 10 Agosto , 2018
Con la risoluzione n. 59/E del 2 agosto 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito allapplicazione del regime Iva agevolato alle cessioni di tartufo congelato e surgelato o conservato mediante tecniche di stabilizzazione termica a cui sono sottoposti i contenitori in vetro o metallo, immerso in acqua salata o olio. LAmministrazione finanziaria specifica che al tartufo congelato si applica laliquota Iva ordinaria in quanto quella agevolata al 10% riservata esclusivamente al prodotto fresco, refrigerato e temporaneamente conservato. Laliquota Iva al 10% trova applicazione anche per il tartufo confezionato in barattoli di vetro trasparente e sottoposto al solo processo di sterilizzazione termica o conservato in barattoli di vetro con tappo in metallo con olio extravergine di oliva. Agevolabile al 10% pure il tartufo non cotto ma solo sterilizzato e quello conservato in olio doliva.
(Vedi risoluzione n. 59/E del 2018)

Questioni fiscali di interesse delle associazioni e delle societ sportive dilettantistiche
Venerdì, 10 Agosto , 2018
Con la circolare n. 18/E del 1agosto 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle agevolazioni fiscali previste per lo sport dilettantistico. Tra le precisazioni emerge che le associazioni e le societ sportive dilettantistiche senza fine di lucro che non hanno effettuato la comunicazione obbligatoria alla Siae non rischiano di uscire dal regime agevolato disciplinato dalla legge n. 398/1991 se hanno adottato un comportamento concludente e comunicato allAmministrazione finanziaria di volersi avvalere dellagevolazione. La mancata comunicazione, tuttavia, soggetta alla sanzione amministrativa da 250 a 2mila euro. La prima parte del documento di prassi amministrativa dedicato alla normativa che regolamenta il regime tributario del settore dello sport dilettantistico. In particolare viene analizzata lapplicazione del regime fiscale recato dalla legge n. 398/1991 per il quale possono optare le associazioni e le societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro che, nel corso del periodo dimposta precedente, hanno conseguito proventi derivanti da attivit commerciale per un importo non superiore a 400mila euro. Tale regime agevolativo prevede modalit di determinazione forfetaria del reddito imponibile e dellIva nonch previsioni di favore in materia di adempimenti contabili, di certificazione dei corrispettivi e dichiarativi. La circolare, inoltre, affronta alcune questioni concernenti lapplicazione, in favore delle medesime associazioni e societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro, del beneficio fiscale previsto dallarticolo 148, comma 3, Tuir che stabilisce la non imponibilit, ai fini delle imposte sui redditi, delle attivit svolte in attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti dei soci e di altre categorie di soggetti tassativamente indicati. La seconda parte del documento dedicata allanalisi degli effetti della riforma del Terzo settore sullapplicabilit del regime fiscale di cui alla legge n. 398 del 1991 e dellagevolazione di cui allart. 148, comma 3, del Tuir. Il legislatore, con la riforma citata, ha incluso le attivit sportive dilettantistiche tra gli enti del Terzo settore ma ha consentito alle associazioni e alle societ sportive dilettantistiche che operano al suo interno di conservare le agevolazioni fiscali gi esistenti. Ne deriva che le associazioni e le societ sportive dilettantistiche potranno scegliere se mantenere le agevolazioni fiscali per esse previste. In alternativa le stesse potranno entrare a far parte degli enti del Terzo settore e fruire dei relativi benefici tributari. Il Codice del Terzo settore ha modificato alcune disposizioni relative allambito soggettivo di applicazione del regime agevolativo di cui alla legge 398/1991, prevedendo, da un lato, la disapplicazione di detto regime per gli enti del Terzo settore e, dallaltro, labrogazione delle norme che attualmente estendono lapplicazione del regime alle associazioni senza fini di lucro, alle associazioni pro-loco ed alle associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare legalmente costituite senza fini di lucro. Tuttavia, queste modifiche saranno operative solo dal periodo dimposta successivo a quello in cui sar attivo il Registro unico nazionale del Terzo settore. Pertanto, fino ad allora, lambito soggettivo di applicazione del regime di favore di cui alla legge n. 398/1991, resta invariato. Successivamente a tale termine, il regime di cui alla legge 398/1991 non potr pi trovare applicazione n nei confronti delle associazioni e delle societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro che sceglieranno di assumere la qualifica di enti del Terzo settore iscrivendosi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, n nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle associazioni pro-loco nonch delle associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare legalmente costituite senza fini di lucro. Il regime in esame, invece, continuer a trovare applicazione per le associazioni e le societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro che non assumeranno la qualifica di enti del Terzo settore. Con riguardo, invece, agli effetti della riforma del Terzo settore sulla decommercializzazione prevista dallarticolo 148, comma 3, del Tuir, la circolare precisa che il Codice del Terzo settore stabilisce, da un lato, la disapplicazione dellintero articolo 148 nei confronti degli enti non profit, e, dallaltro, prevede una modifica delle disposizioni di cui al comma 3 dello stesso articolo 148 del Tuir. In virt di tale modifica, dal novero delle tipologie di enti non commerciali associativi destinatari dellagevolazione di cui allarticolo 148, comma 3, del Tuir, prevista leliminazione delle associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona. La norma, quindi, resta applicabile alle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose nonch le associazioni sportive dilettantistiche. Anche queste modifiche saranno efficaci solo dal periodo dimposta successivo a quello in cui sar attivo il Registro unico nazionale. Di conseguenza, solo le associazioni e le societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro che non assumeranno la qualifica di enti del Terzo settore potranno continuare ad avvalersi della previsione di decommercializzazione di cui allarticolo 148, comma 3, del Tuir. Diversamente, le associazioni e le societ sportive dilettantistiche che decideranno di assumere la qualifica di enti del Terzo settore non potranno pi essere destinatarie della previsione di decommercializzazione prevista dallarticolo 148, comma 3, del Tuir. La circolare prosegue analizzando le questioni connesse allapplicazione del regime fiscale di cui alla legge 398/1991.

Mancata comunicazione alla Siae dellopzione per il regime di cui alla legge 398/1991

Come anticipato, nel caso di mancata comunicazione alla Siae dellopzione per il regime di cui alla legge 398/1991 gli enti sportivi non decadono dal regime agevolato in presenza di comportamento concludente e di regolare comunicazione allAgenzia delle Entrate dellesercizio dellopzione. Tuttavia, la mancata comunicazione soggetta alla sanzione amministrativa di cui allart. 11 del Dlgs 471/1997.

Contributi erogati da enti pubblici

I contributi erogati da enti pubblici a una associazione sportiva dilettantistica per lo svolgimento convenzionato di attivit aventi finalit sociali non rilevano nel calcolo del plafond dei proventi commerciali di 400mila euro. Ci, a prescindere che i contributi siano a fondo perduto o assumano la natura di corrispettivi. Se, tuttavia, assumono tale natura sar per dovuta lIva secondo il regime di favore di cui alla legge 398 del 1991.

Tracciabilit dei pagamenti e dei versamenti

Nel caso di quote di iscrizione a corsi o di quote di affiliazione, di importo esiguo, incassate in contanti dallassociazione o dalla societ sportiva dilettantistica senza fini di lucro e poi versate cumulativamente sul proprio conto corrente per un importo pari o superiore a 1.000 euro, la circolare precisa che al fine di rispettare lobbligo di tracciabilit previsto dalla legge n. 133/1999, lente tenuto a rilasciare una quietanza per ogni singola quota di iscrizione, a conservarne copia e ad annotare in un registro i dati relativi ai soggetti che hanno effettuato i versamenti, gli importi incassati e gli importi pagati.

Decadenza dal regime agevolato nel caso di superamento del limite di 400mila euro

Nellipotesi in cui nel corso dellultimo mese del periodo dimposta venga superato il plafond dei 400mila euro, il regime agevolativo trova applicazione per tutto il periodo dimposta in cui avvenuto il superamento. Per lanno successivo, invece, si applicher il regime ordinario, ai fini Ires e Iva.

Effetti della mancata tenuta del modello previsto dal decreto del Min. delle Finanze 11 febbraio 1997 sulla fruibilit del regime fiscale di favore

Il mancato rispetto dellobbligo contabile di annotare i proventi nel modello di cui al decreto del Min. delle Finanze 11 febbraio 1997 non comporta la decadenza dalle agevolazioni previste dalla legge 398/1991, purch lassociazione sportiva dilettantistica o la societ sportiva dilettantistica senza scopo di lucro sia in grado di fornire gli opportuni riscontri contabili ai verificatori in caso di controllo.

Applicabilit del regime di cui alla legge 398/1991 alle Federazioni Sportive Nazionali ed alle Discipline Sportive Associate

Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive associate non perseguono fini di lucro. Lart. 9-bis del dl 417/1991 ha stabilito che alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco si applicano le disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991 n. 398. Ma il Codice del Terzo settore ha previsto labrogazione dellarticolo 9-bis del decreto legge citato, a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello di autorizzazione e, comunque, non prima del periodo dimposta successivo di operativit del Registro Unico nazionale del Terzo settore. Pertanto, le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate possono tuttora optare per il regime di favore di cui alla legge 398/1991 ma dal momento in cui avr effetto labrogazione dellart. 9-bis del decreto legge 417/1991 non potranno pi optare per il regime di cui alla legge 398/1991.

Quote ricevute dallassociazione o societ sportiva dilettantistica senza fini di lucro per garantire la custodia delle attrezzature e dei beni ed il ricovero degli animali utilizzati nella pratica sportiva dilettantistica

Le prestazioni di custodia delle attrezzature e dei beni o di ricovero degli animali (ad esempio i cavalli) affidati allassociazione o societ sportiva dilettantistica senza fini di lucro dai soci o dagli altri soggetti autorizzati possono considerarsi svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali della stessa associazione o societ sportiva dilettantistica se siano connaturate ed essenziali allattivit principale svolta da tali enti. Per la verifica di questo requisito baster escludere che la custodia delle attrezzature e dei beni o il ricovero degli animali non si risolva in un mero espediente per ottenere tali prestazioni a condizioni pi vantaggiose in ragione del regime fiscale di favore di cui godono gli enti sportivi dilettantistici. Inoltre sar importante verificare che le attrezzature e i beni custoditi nonch gli animali ricoverati siano idonei alla pratica sportiva da parte della Federazione Sportiva Nazionale di appartenenza.

Conseguenze in caso di tardiva presentazione del Modello EAS (7.7)

In caso di presentazione del Modello EAS oltre i termini ordinari nonch oltre il termine per beneficiare dellistituto della c.d. remissione in bonis, lassociazione o societ sportiva dilettantistica senza fini di lucro non pu avvalersi del regime agevolativo in relazione allattivit realizzata precedentemente alla data di presentazione del Modello. Potr farlo, tuttavia, per le operazioni compiute successivamente alla presentazione dello stesso, anche se ricadenti nel medesimo periodo di imposta in cui avviene la comunicazione. E bene ricordare che il Modello EAS deve essere presentato entro 60 giorni dalla costituzione dellente.

Trattamento fiscale della cessione, da parte di associazioni e societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro, dei diritti alla prestazione sportiva dellatleta (7.8)

Le attivit rese, verso corrispettivo, da un atleta appartenente a una associazione o societ sportive dilettantistica senza fini di lucro in diretta attuazione degli scopi istituzionalinon si considerano commerciali se effettuate nei confronti di altre associazioni che svolgono la medesima attivit ossia che facciano parte della medesima organizzazione locale o nazionale. E necessario, tuttavia, che latleta abbia svolto nellambito dellassociazione o societ sportiva dilettantistica non lucrativa cedente uneffettiva attivit volta ad apprendere e migliorare la pratica sportiva dilettantistica. Si applicano, invece, le regole generali di tassazione se la cessione di un giocatore tra queste categorie di enti costituisce un trasferimento avente finalit meramente speculative. La cessione, inoltre, sar ugualmente tassabile secondo le regole generali se la destinataria non unaltra associazione o societ sportiva dilettantistica senza fini di lucro affiliata alla stessa Federazione Sportiva della cedente.

Trattamento fiscale della cessione, da parte di associazioni e societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro, di diritti alla partecipazione al campionato

In caso di cessione, da parte delle associazioni e societ sportive dilettantistiche senza fini di lucro, del diritto alla partecipazione al campionato, potr trovare applicazione la previsione agevolativa della decommercializzazione a condizione che la cessione avvenga a favore di unaltra associazione o societ sportiva e che entrambe siano affiliate alla medesima Federazione Sportiva. Inoltre necessario che lassociazione o la societ sportiva dilettantistica non lucrativa che pone in essere la cessione continui comunque, seppure in una categoria inferiore, a partecipare ai campionati.

Esenzione dallimposta di bollo

Godono della esenzione da imposta di bollo tutti i documenti, comprese le ricevute per indennit, rimborsi spese analitici, rimborsi spese forfettari, richiesti a fronte di somme erogate dalle federazioni sportive e dagli Enti di Promozione Sportiva.
(Vedi circolare n. 18/E del 2018)

Cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza energetica nonch per gli interventi relativi alladozione di misure antisismiche
Venerdì, 10 Agosto , 2018
Con la circolare n. 17/E del 23 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle modalit di applicazione delle disposizioni in materia di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza energetica nonch per gli interventi relativi alladozione di misure antisismiche effettuati su edifici. Gi, con la circolare n. 11/E/2018 lAmministrazione finanziaria si espressa in materia di cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di efficienza energetica chiarendo che la cessione deve intendersi limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria e che per altri soggetti privati devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori che siano collegati al rapporto dal quale ha avuto origine la detrazione. La medesima circolare ha chiarito che, nel caso di interventi condominiali, la detrazione pu essere ceduta agli altri condomini ma mai agli istituti di credito e agli intermediari finanziari. Con questa circolare lAgenzia fornisce cinque chiarimenti.
  1. Allinterrogativo se le cessioni del credito trattate possano ritenersi applicabili anche agli interventi realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico, lAgenzia risponde positivamente per gli interventi realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1. E, analogamente a quanto previsto per gli interventi di efficienza energetica, il credito pu essere ceduto anche ai soggetti che hanno effettuato gli interventi (fornitori e imprese costruttrici). Ai soggetti beneficiari di dette detrazioni resta tuttavia preclusa la possibilit di cedere il credito corrispondente alla detrazione agli istituti di credito e agli intermediari finanziari.
  2. Nel secondo quesito la circolare precisa che nel caso di lavori effettuati da unimpresa appartenente ad un consorzio o ad una Rete di impresa, il credito corrispondente alla detrazione pu essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al consorzio o alla Rete. Sono escluse le cessioni a favore degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.
  3. Nel terzo quesito viene chiarito che se il fornitore del servizio si avvale di un sub-appaltatore per eseguire lopera, la cessione del credito pu essere effettuata anche a favore di questultimo o, ancora, a favore di chi ha fornito i materiali necessari per eseguire lopera.
  4. Nel quarto chiarimento lAmministrazione precisa che la cessione del credito dimposta pu essere effettuata anche a favore dei soggetti che hanno eseguito lintervento agevolabile, lavori che in s considerati non danno diritto alle detrazioni cedibili, semprech questi soggetti rientrino nel medesimo contratto dappalto da cui originano le detrazioni.
  5. Con il quinto chiarimento si precisa che il collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione deve essere valutato sia con riferimento alla cessione originaria che a quella successiva.

(Vedi circolare n. 17/E del 2018)

Aliquota Iva applicabile alla cessione di alimenti per cani e gatti
Venerdì, 10 Agosto , 2018
Sconta laliquota Iva in misura ordinaria la commercializzazione di alimenti per cani e gatti. LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 60/E del 7 agosto 2018, ha escluso lapplicazione dellIva agevolata per i prodotti N e C della societ istante. I prodotti in questione sono classificabili al Capitolo 23 della Tariffa Doganale Residui e cascami delle industrie alimentari; alimenti preparati per gli animali, alla voce 2309: Preparazione dei tipi utilizzati per lalimentazione degli animali e in particolare alla sottovoce 230910 quali Alimenti per cani o gatti, condizionati per la vendita al minuto. I prodotti classificati nella suddetta sottovoce, stante lattuale normativa, sono espressamente esclusi dallapplicazione dellaliquota Iva ridotta al 10%.
(Vedi risoluzione n. 60/E del 2018)

Trattamento dei crediti tributari e contributivi nel concordato
Venerdì, 10 Agosto , 2018
Con la circolare n. 16/E del 23 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul trattamento dei crediti tributari nel concordato preventivo e nellaccordo di ristrutturazione del debito. Questo, alla luce delle modifiche legislative introdotte dalla legge di Bilancio 2017 e di taluni pi recenti indirizzi giurisprudenziali. Il documento di prassi amministrativa evidenzia che limprenditore in stato di crisi pu proporre allAmministrazione finanziaria il pagamento ridotto o dilazionato dei debiti tributari compresi quelli relativi allIva e alle ritenute. A tal fine chiamato a definire il trattamento dei debiti con le agenzie fiscali seguendo le nuove procedure dettate dal nuovo articolo 182-ter della legge fallimentare. Ma la falcidiabilit dellIva anche nel concordato in continuit costituisce una novit abbastanza recente. Per molti anni lAgenzia delle Entrate ha condiviso la tesi intransigente della Corte di cassazione. Tuttavia, nel 2016, con la sentenza del 7 aprile (causa C-546/2014) la Corte di giustizia europea ha ammesso il pagamento parziale del credito Iva nellambito del concordato preventivo affermando che la misura non contrasta con la normativa comunitaria. Dopo questa pronuncia la Cassazione a Sezioni unite ha limitato il divieto di falcidia dellIva alle sole ipotesi di concordato con transazione fiscale. Poi, come anticipato, la legge 232/2016 (legge di Bilancio 2017) ha riscritto lart. 182-ter della legge fallimentare che ha ammesso la possibilit di falcidiare tutti i debiti tributari allinterno del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, ivi compresi quelli relativi a Iva e a ritenute. La riforma fallimentare intende promuovere il ricorso alla rideterminazione concordata del debito al fine di permettere la conservazione dellimpresa, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela dei creditori. Con il documento di prassi amministrativa lAgenzia delle Entrate conferma lestensione al concordato in continuit del principio di falcidiabilit dellIva ma il ricorso allart. 182-ter della legge fallimentare non deve essere visto come una furtiva reintroduzione della transazione fiscale quale condizione di rideterminazione del debito tributario. Per la circolare si tratta, invece, di una procedura che consente una rideterminazione uniforme dei crediti tributari rispetto a quella offerta ai creditori estranei al Fisco. Allinterno della procedura di concordato preventivo viene precisato che se i crediti fiscali delle agenzie fiscali o degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie sono assistiti da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono risultare inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai creditori che hanno credito di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei. Il documento interviene anche sui crediti per tributi oggetto di contenzioso e precisa che il trattamento deve essere riferibile allammontare risultante dalla pronuncia che definisce il giudizio, con la possibilit di richiedere, a cura dellAmministrazione finanziaria, laccantonamento di un importo pari alla percentuale di soddisfacimento del credito contestato, tenendo conto delle modifiche di cui al dl 83/2015 ovvero del trattamento prioritario delle citate controversie.
(Vedi circolare n. 16/E del 2018)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti dimposta ceduti corrispondenti alle detrazioni spettanti per interventi di Ecobonus e Sismabonus
Venerdì, 10 Agosto , 2018
La legge prevede la possibilit di cedere i crediti dimposta corrispondenti alle detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e per quelli relativi alladozione di misure antisismiche (Sismabonus) effettuati su parti comuni degli edifici. Il credito ceduto pu essere ripartito in tante quote quante sono le quote annuali di pari importo (cinque per Sismabonus e dieci per Ecobonus). Le quote possono essere utilizzate dal cessionario esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 tramite i servizi telematici. Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite mod. F24, delle quote annuali dei crediti ceduti lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E del 25 luglio 2018, ha istituito i seguenti codici tributo: 6890 denominato Ecobonus Utilizzo in compensazione del credito dimposta ceduto ai sensi dellart. 14, commi 2-ter e 2-sexies, del DL 4 giugno 2013 n. 63 e successive modificazioni; 6891 denominato Sismabonus Utilizzo in compensazione del credito dimposta ceduto ai sensi dellart. 16, comma 1-quinquies, del DL 4 giugno 2013 n. 63 e successive modificazioni.
(Vedi risoluzione n. 58/E del 2018)

La disciplina dei beni significativi alla luce della norma di interpretazione autentica introdotta dalla legge di bilancio 2018
Venerdì, 27 Luglio , 2018
Con la circolare n. 15/E del 12 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla disciplina dei c.d. beni significativi di cui allart. 7, comma 1, lettera b) della legge n. 488/1999 e al decreto del Mef 29 dicembre 1999, oggetto della norma di interpretazione autentica introdotta dalla legge di Bilancio 2018. La prima precisa che sono soggetti allimposta sul valore aggiunto con laliquota del 10% gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli di ristrutturazione edilizia realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Con il decreto del Mef, invece, sono stati individuati i beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nellambito delle prestazioni (beni significativi) ai quali laliquota ridotta si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa allintervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni. Scopo della norma agevolare le prestazioni di servizi aventi ad oggetto la realizzazione degli interventi di recupero. Lagevolazione, oltre a comprendere le prestazioni di servizi rese, racchiude anche le materie prime e semilavorate nonch i beni necessari per realizzare gli interventi, a condizione che siano forniti dal soggetto che ha eseguito i lavori. Il dm del 29 dicembre 1999 individua i seguenti beni significativi: ascensori e montacarichi, infissi, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dellaria, sanitari e rubinetterie da bagno, impianti di sicurezza. Si tratta di beni per i quali il valore assume una certa rilevanza rispetto a quello delle forniture effettuate nellambito degli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Lelenco tassativo, in quanto la limitazione allapplicazione dellaliquota Iva al 10% opera solo in relazione ai beni indicati dal decreto ministeriale. LAgenzia, tuttavia, precisa che vanno considerati beni significativi anche quelli che hanno le stesse funzionalit dei beni elencati. Pensiamo, ad esempio, alle stufe a pellet che se utilizzate per riscaldare lacqua possono essere assimilate alle caldaie, cio a beni significativi. Per tutti i beni diversi da quelli elencati nel dm 29 dicembre 1999 vale il principio generale in base al quale il valore relativo confluisce in quello della prestazione di servizi soggetto ad Iva con aliquota del 10%. Per quanto concerne le parti staccate dei beni significativi, solo se connotate da autonomia funzionale rispetto al manufatto principale non sono comprese nel valore del bene significativo, ai fini della verifica della quota di valore non soggetta ad aliquota al 10%. Diversamente, se la parte staccata concorre alla normale funzionalit dei beni significativi ed , dunque, priva di una propria autonomia funzionale, la stessa deve essere considerata parte integrante dei medesimi beni. In tal caso, il valore della parte staccata deve confluire, ai fini della determinazione del limite cui applicare lIva al 10%, nel valore dei beni significativi. A titolo di esempio pensiamo alla sostituzione del bruciatore della caldaia gi installata. Sebbene il bruciatore non presenti unautonomia funzionale rispetto alla caldaia, il valore dello stesso confluisce nel valore della prestazione di servizi; ci, in quanto nellintervento non viene fornito il bene significativo, cio la caldaia, ma solo un componente dello stesso. Dunque, il valore delle parti staccate del bene significativo confluisce in quello della prestazione solo se tali parti sono connotate da una propria autonoma funzione. Il documento di prassi amministrativa fornisce degli esempi in merito alla qualificazione di tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di sicurezza. Tali sistemi sono generalmente autonomi rispetto agli infissi e il loro costo non viene attratto da quello di questi ultimi. Ma nel caso in cui le tapparelle o le zanzariere siano strutturalmente integrate negli infissi, il loro valore, ai fini dellapplicazione dellaliquota agevolata, confluisce in quello dei beni significativi. Le grate di sicurezza non sono riconducibili ai beni significativi elencati nel dm e non possono essere considerate parti o componenti separate degli infissi. Pertanto ai fini dellapplicazione dellIva del 10% allintervento di manutenzione, il loro valore non assume autonoma rilevanza e non deve confluire nel valore degli infissi ma nel valore complessivo della prestazione soggetta allaliquota del 10%. In merito alla determinazione del valore da imputare ai beni significativi, la circolare precisa che da questo deve essere escluso il mark-up cio il margine aggiunto dal prestatore al costo di produzione o al costo di acquisizione del bene significativo per determinare il prezzo finale di cessione. Ci che rileva, dunque, solo il costo originario del bene significativo. Per quanto concerne le modalit di fatturazione dellintervento agevolato la circolare afferma che il prestatore tenuto ad indicare, oltre al corrispettivo complessivo delloperazione, comprensivo del valore dei beni significativi forniti nellambito dellintervento, anche il valore degli stessi beni, evidenziando separatamente lammontare dellimposta con applicazione dellaliquota del 10% e quello risultante dallapplicazione dellaliquota ordinaria. Avendo natura interpretativa la norma esplica efficacia retroattiva. Eventuali comportamenti difformi rispetto alle disposizioni previste dalla norma di interpretazione autentica, tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017, non possono essere contestati mentre andranno abbandonate le contestazioni gi operate. Resta precluso il rimborso dellimposta che sia stata applicata in misura maggiore sulle operazioni effettuate entro la predetta data.
(Vedi circolare n. 15 del 2018)

Studi di settore e parametri periodo di imposta 2017
Venerdì, 20 Luglio , 2018
Con la circolare n. 14/E del 6 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito allapplicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo dimposta 2017. Tale annualit sar lultima alla quale gli studi potranno essere applicati, poi entreranno in vigore gli Isa cio i nuovi indici sintetici di affidabilit fiscale. Il documento ricorda che la legge di Bilancio 2018 ha prorogato al 2018 lapplicazione degli Isa introdotti originalmente dal dl 50/2017 a partire dal periodo dimposta 2017. La circolare osserva che tutti i 193 studi in vigore per il periodo dimposta 2016 sono stati aggiornati per consentirne una corretta applicazione anche al periodo dimposta 2017. Tale aggiornamento ha riguardato anche i parametri. Il Mef, con il decreto del 23 marzo 2018, ha approvato, per il periodo dimposta 2017, cinque specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta lattivit economica e dei correttivi (di cassa) per le imprese minori in contabilit semplificata. Sul punto la circolare ricorda che questi correttivi si applicano solo per i contribuenti in regime dimpresa in contabilit semplificata, ad esclusione di quelli che hanno optato per lapplicazione del regime del registrato ai fini Iva. Gli interventi correttivi di cassa servono per tenere conto del passaggio dal regime contabile basato sul principio di competenza a quello improntato alla cassa. I correttivi di cassa si sono resi necessari per tenere conto delle nuove regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap e consentire la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori in regime di contabilit semplificata. Al fine di consentire la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori stata elaborata una metodologia, in relazione al solo periodo dimposta 2017 che prevede lobbligo di dichiarare nel modello degli studi di settore il valore delle rimanenze finali di magazzino. Per quanto concerne il valore da attribuire alle rimanenze finali, la circolare ricorda che andr indicato il valore effettivo delle merci presenti in magazzino al 31 dicembre 2017. Si tratta di un dato da determinarsi in via extracontabile, che attiene alleffettiva consistenza del magazzino a fine 2017, indipendentemente dallavvenuta manifestazione finanziaria del costo. Sempre in relazione alle novit riguardanti i dati contabili degli studi di settore per le imprese in semplificata in regime di cassa la circolare richiama lattenzione sulla necessit di compilare i righi da F42 a F44. Ci a vantaggio del contribuente perch dovrebbe contribuire ad abbassare la stima di Gerico. Non dovranno, invece, compilare i righi da F42 a F44, ma solo barrare il rigo F41 i contribuenti in semplificata che hanno optato per il regime del registrato. Con riferimento al regime premiale la circolare conferma che per il periodo dimposta 2017 trovano applicazione i medesimi criteri applicati per le annualit 2014, 2015 e 2016. In particolare, con il provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate del 1giugno 2018, stato disciplinato laccesso al regime premiale, per il solo periodo di imposta 2017, per 155 studi di settore.
(Vedi circolare n. 14 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo delle agevolazioni in riduzione dei versamenti da effettuarsi tramite F24 in favore delle micro e piccole imprese e dei professionisti localizzati nelle Zfu
Venerdì, 20 Luglio , 2018
Con la risoluzione n. 55/E del 12 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per lutilizzo in compensazione delle agevolazioni in riduzione dei versamenti da effettuarsi, ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, tramite modello F24, in favore delle micro e piccole imprese e dei professionisti localizzati nelle zone franche urbane di cui alla delibera CIPE n. 14 dell8 maggio 2009, non comprese nellex obiettivo Convergenza.
(Vedi risoluzione n. 55 del 2018)

Imposta di bollo sullistanza per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative legislative popolari, petizioni ed istanze
Venerdì, 20 Luglio , 2018
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 56/E del 18 luglio 2018, chiarisce che le richieste di occupazione del suolo pubblico e le relative autorizzazioni rilasciate dai Comuni per la raccolta di firme possono essere esentate dal pagamento dellimposta di bollo. A tal fine tuttavia necessario che: siano finalizzate a sottoscrivere petizioni alle Camere, al Parlamento europeo, ai consigli regionali e delle province autonome e ai consigli degli enti locali; siano rivolte a promuovere la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare o di referendum. Le richieste di autorizzazione, finalizzate ad iniziative diverse da quelle sopra descritte sono soggette allimposta di bollo nella misura di euro 16,00. Per lapplicazione dellagevolazione rileva esclusivamente la circostanza che le richieste di occupazione del suolo pubblico e le relative autorizzazioni comunali siano riconducibili allesercizio dei diritti elettorali come sopra individuati e alle condizioni espresse.
(Vedi risoluzione n. 56 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti dellautorit giudiziaria richieste dallAgenzia delle Entrate. Ridenominazione dei codici tributo istituiti con la risoluzione n. 16/E/2016
Venerdì, 20 Luglio , 2018
Per consentire il versamento, tramite modello F24, di tutte le somme dovute in relazione alla registrazione degli atti dellautorit giudiziaria richiesti dagli uffici del fisco, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 57/E del 18 luglio 2018, ha istituito il codice tributo AAGG denominato Registrazione atti giudiziari somme liquidate dallufficio. Il versamento di tali somme pu essere effettuato utilizzando il modello precompilato disponibile sul sito internet delle Entrate e allegato allavviso di liquidazione emesso dallufficio. Qualora il contribuente intenda versare solo una quota dellimporto complessivamente richiesto, pu utilizzare i nuovi codici tributo A196 e A197 nonch i codici tributo istituiti per altre imposte dalla risoluzione n. 16/E72016 appositamente ridenominati dal presente documento di prassi amministrativa. Le spese di notifica relative agli avvisi di liquidazione emessi dagli uffici sono versate con il codice tributo 9400 spese di notifica per atti impositivi.
(Vedi risoluzione n. 57 del 2018)

Residenza fiscale allestero prima dellimpatrio per i soggetti di cui allart. 16, comma 2, del Dlgs 147/2015
Venerdì, 13 Luglio , 2018
LAgenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 51/E del 6 luglio 2018 al regime speciale per i lavoratori impatriati disciplinato dallarticolo 16 del Dlgs n. 147/2015. Scopo del provvedimento incentivare il trasferimento in Italia di lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni. Lincentivo fiscale previsto rende imponibile nella misura del 50% il reddito prodotto in Italia dai soggetti che vi trasferiscono la residenza. Lagevolazione si applica a decorrere dal periodo di imposta in cui il soggetto si trasferisce in Italia e per i quattro periodi di imposta successivi. Le condizioni per accedere allincentivo prevedono il possesso di un titolo di laurea e laver svolto continuativamente attivit lavorativa allestero negli ultimi 2 anni oppure, aver eseguito attivit di studio fuori dallItalia negli ultimi 24 mesi, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post laurea. Per accedere al regime agevolativo necessaria la residenza allestero per almeno due periodi di imposta. E bene ricordare che si considerano residenti in Italia le persone fisiche che per almeno 183 giorni sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza. Nel caso prospettato sussistono le condizioni per lapplicazione del regime speciale in quanto il soggetto interessato cittadino dellUnione europea, in possesso di un titolo di laurea e ha svolto continuativamente unattivit di lavoro dipendente fuori dallItalia per almeno 24 mesi.
(Vedi risoluzione n. 51 del 2018)

Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati ridenominazione e soppressione delle causali contributo per il versamento dei contributi di spettanza dellEnte
Venerdì, 13 Luglio , 2018
Con la risoluzione n. 52/E del 9 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate ha ridenominato e soppresso gran parte delle causali contributo per il versamento, tramite modello F24, dei contributi di spettanza dellEnte di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati. Le causali contributo E069 ed E070 sono state ridenominate rispettivamente EPPI Capitale e/o spese legali art. 8, c. 4 e 6, Regolamento per lattuazione delle attivit di previdenza e EPPI Interessi di mora e sanzioni e/o spese legali art. 8, c.. 5 e 6, Regolamento per lattuazione delle attivit di previdenza. Le causali contributo E066, E067 , E068 ed E071 sono soppresse a decorrere dal 18 luglio 2018.
(Vedi risoluzione n. 52 del 2018)

Ente Bilaterale UNCI-Confsal sospensione della causale contributo EBUC
Venerdì, 13 Luglio , 2018
LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 9 luglio 2018, rende noto che a partire dal 18 luglio 2018 non sar pi possibile lutilizzo della causale contributo EBUC nel modello F24 per il versamento dei contributi a favore dellEnte Bilaterale UNCI-Confsal. Ci, in quanto lInps con la nota protocollo dell11 giugno 2018 ne ha chiesto la sospensione.
(Vedi risoluzione n. 53 del 2018)

Iva Chiarimenti sulle modalit di presentazione delle istanze di interpello finalizzate alla esclusione o alla inclusione di soggetti passivi dimposta in un Gruppo Iva
Venerdì, 13 Luglio , 2018
La partecipazione di pi soggetti passivi dimposta ad un Gruppo Iva richiede la coesistenza tra gli stessi di vincoli finanziari, economici ed organizzativi. Sono escluse dal perimetro del Gruppo Iva le societ per le quali il vincolo finanziario stato acquisito nellambito di operazioni di conversione di crediti in partecipazione, poste in essere con finalit conservative e non sulla base di specifiche scelte dinvestimento. Per dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo tra soggetti passivi dimposta presunto in presenza di quello finanziario, o per dimostrare la ricorrenza di quello economico presunto insussistente per i soggetti per i quali il vincolo finanziario stabilito in dipendenza di operazioni di conversione di crediti in partecipazioni, prevista la presentazione allAgenzia delle Entrate di apposita istanza di interpello. Alla presentazione dellistanza di interpello lAgenzia fornisce risposta nel termine di 120 giorni. Si pone il problema di verificare se debba ritenersi ammissibile la presentazione dellinterpello anche nel periodo anteriore alla costituzione del Gruppo Iva. Con la risoluzione n. 54/E del 10 luglio 2018 lAgenzia delle Entrate ritiene che il previo esercizio dellopzione per la costituzione del Gruppo Iva non costituisca condizione per la valida presentazione degli interpelli. La inammissibilit di istanze antecedenti la formazione di un soggetto passivo dimposta unico determinerebbe, infatti, la inclusione nel Gruppo Iva di soggetti passivi privi dei requisiti gi al momento della opzione. La legittimazione alla presentazione delle istanze di interpello riconosciuta sia al soggetto passivo dimposta rispetto al quale si voglia dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo o la sussistenza di quello economico, sia al rappresentante del Gruppo Iva costituendo o costituito. Questo nonostante la legge preveda il ricorso allo strumento dellinterpello solo per ottenere risposte riguardanti casi concreti e personali. Dunque le risposte fornite dal fisco alle istanze di interpello sono suscettibili di incidere sul Gruppo considerato nel suo complesso. Per la regolare presentazione dellinterpello richiesta la sottoscrizione sia del rappresentante del Gruppo Iva costituito o del futuro rappresentante del Gruppo Iva costituendo, sia del membro di cui si vuole provare il difetto o il possesso di un requisito di partecipazione. La presentazione dellistanza di interpello da parte del futuro rappresentante non obbliga questultimo allesercizio dellopzione di costituzione del Gruppo Iva. Per agevolare valutazioni complessive si ammette la presentazione di ununica istanza per la espunzione di pi soggetti passivi dimposta da uno stesso Gruppo Iva o per la inclusione nel medesimo. Le istanze ad oggetto plurimo andranno sottoscritte, oltre che dal rappresentante del Gruppo Iva, da ciascuno dei membri rispetto ai quali si voglia fornire prova contraria alla operativit delle presunzioni.
(Vedi risoluzione n. 54 del 2018)

Credito di imposta per investimenti in attivit di ricerca e sviluppo
Venerdì, 29 Giugno , 2018
Con la risoluzione n. 46/E del 22 giugno 2018 lAgenzia delle Entrate risponde allinterpello formulato da una societ in merito allambito applicativo del credito di imposta per gli investimenti in attivit di ricerca e sviluppo. Loggetto sociale della societ quello di sostenere le attivit volte allorganizzazione di manifestazioni fieristiche e di attivit congressuali finalizzate alla diffusione e alla conoscenza di beni e servizi, nonch alla loro commercializzazione. Il progetto di ricerca e sviluppo si articola nella realizzazione di software, di servizi web, app e di impianti tecnologici, destinati a supportare lintero processo di produzione fieristica. Listante chiede se le attivit descritte siano ammissibili al credito di imposta R&S. LAmministrazione finanziaria per rispondere ha interpellato il Ministero dello Sviluppo Economico tenendo conto degli investimenti effettuati dalla societ il cui programma di riorganizzazione aziendale era improntato in una logica di smart factory. Obiettivo degli investimenti era quello di integrare la catena logistica di produzione della fiera includendo tutti i processi relativi a visitatori, espositori e fornitori in una prospettiva di aumenti di efficacia e di efficienza nonch quello di avvicinare i servizi alle persone creando servizi innovativi attraverso lInternet of Things. Parliamo, in sostanza, di una serie di tecnologie gi disponibili e ampiamente diffuse tese ad accompagnare e realizzare la trasformazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi produttivi secondo il paradigma Industria 4.0. Il Ministero interpellato ha escluso che gli investimenti posti in essere dalla societ possano qualificarsi come attivit di ricerca e sviluppo perch mancherebbe sia il requisito della novit che quello del rischio finanziario. Per il Ministero le attivit poste in essere dalla societ costituiscono ordinarie attivit realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso, cio investimenti in beni strumentali impiegati nella realizzazione delle attivit caratteristiche dellimpresa. Le considerazioni espresse valgono anche per gli investimenti in acquisizione di licenze di software e sviluppi di software.
(Vedi risoluzione n. 46 del 2018)

Opzione Iri per lanno dimposta 2017 slittamento termini di applicazione regime versamento carente acconti Irpef
Venerdì, 29 Giugno , 2018
Con la risoluzione n. 47/E del 22 giugno 2018 lAgenzia delle Entrate risponde ad un interpello in cui il rappresentante legale di una societ chiedeva chiarimenti in merito alle modalit di versamento degli acconti Irpef per coloro che gi dal 2017 hanno optato per lassoggettamento allIri (Imposta sul reddito dimpresa) in luogo del regime di trasparenza fiscale. Il nuovo regime prevede che il reddito dimpresa prodotto dalle imprese individuali, dalle societ di persone e dalle societ a responsabilit limitata a ristretta base sociale, non concorra alla formazione del reddito complessivo dei soci secondo il criterio generale di tassazione per trasparenza previsto per i soggetti Irpef ma venga assoggettato a tassazione separata con la medesima aliquota prevista per i soggetti Ires (24%), nella misura in cui lo stesso rimanga nel circuito aziendale. La tassazione invece operata ordinariamente se gli utili prodotti o precedentemente reinvestiti sono prelevati dallimprenditore o distribuiti ai soci. La legge 205/2017 ha tuttavia rinviato il debutto dellIri al 1gennaio 2018. Listante, che aveva effettuato lopzione e calcolato gli acconti dovuti per il 2017 su base previsionale, si trovato, di fatto, ad aver versato acconti in misura insufficiente. LAgenzia delle Entrate ha chiarito che laddove il versamento risulti insufficiente solo per effetto dello slittamento dellapplicazione dellIri, non contestabile la sanzione per carente versamento.
(Vedi risoluzione n. 47 del 2018)

NOVITA'
DOCUMENTO commissione
QUESTIONI URGENTI:
Breve analisi delle principali criticità dei provvedimenti a carattere economico contenuti nel DL. 189/2016 e successivi provvedimenti
allegato
17 SETTEMBRE 2018
19 SETTEMBRE 2018
20 SETTEMBRE 2018
25 SETTEMBRE 2018
30 SETTEMBRE 2018
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