NOVITA' FISCALI
Chiarimenti in tema di ravvedimento operoso in presenza di violazioni derivanti da condotte fraudolente
Mercoledì, 18 Maggio , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 12 maggio 2022, fornisce chiarimenti in merito alla possibilit di procedere al ravvedimento operoso in presenza di violazioni derivanti da condotte connotate da frode.

I chiarimenti tengono conto delle richieste pervenute dagli uffici operativi delle Entrate ma anche da operatori e contribuenti e mirano a rendere coerenti le disposizioni intervenute che hanno riguardato larticolo 13 del decreto legislativo n. 472/1997 e le norme contenute nel decreto legislativo n. 74/2000.

RAVVEDIMENTO OPEROSO E INDICAZIONI CONTENUTE NELLA CIRCOLARE N. 180/E/1998

La circolare n. 180/E/1998 precisava che la finalit del ravvedimento quella di consentire allautore (o agli autori) ed ai soggetti solidamente obbligati di rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarit commesse, beneficiando di una consistente riduzione delle sanzioni amministrative previste o, addirittura, della non applicazione delle stesse. Tuttavia la possibilit del ravvedimento preclusa in caso di comportamenti antigiuridici che non abbiano origine da un errore o da unomissione. Sulla base del decreto legislativo n. 472/1997 non possibile sostenere che sia stato commesso un semplice errore o un'omissione da chi abbia emesso o utilizzato una fattura a fronte di unoperazione inesistente. Analoghe considerazioni valgono per altre violazioni caratterizzate da condotte fraudolente.

La legge di Stabilit 2015 ha rimodulato le modalit ed i termini del ravvedimento operoso. Lestensione dellarco temporale del ravvedimento fino alla scadenza dei termini di accertamento nonch il novero dei comportamenti oggetto di ravvedimento, permette, per i tributi amministrati dalle Entrate, la possibilit di ricorrere allistituto, a prescindere dal fatto che la violazione sia gi stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, restando il solo limite della notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del Dpr n. 600/1973 e successive modificazioni e 54-bis del Dpr n. 633/1972 e successive modificazioni. Inoltre, la disciplina dei reati tributari individuati nel Dlgs n. 74/2000, stata pi volte modificata, da ultimo nel 2020, incidendo significativamente sugli effetti del ricorso al ravvedimento operoso in sede penale.

EVOLUZIONE NORMATIVA DEL DECRETO LEGISLATIVO 10 MARZO 2000 N. 74

La riforma del sistema sanzionatorio tributario, sostituendo integralmente lart. 13 del Dlgs n. 74/2000, ha introdotto nel sistema penale tributario talune cause di non punibilit per alcune fattispecie di reato.

Il nuovo comma 1 del citato articolo 13 dispone che per i reati di omesso versamento di ritenute dovute o certificate, di omesso versamento Iva e di indebita compensazione di crediti non spettanti, disciplinati dal Dlgs n. 74/2000, esclusa la punibilit se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese le sanzioni e gli interessi, sono estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti per mezzo delle speciali procedure conciliative o di adesione allaccertamento nonch del ravvedimento operoso.

Ad oggi, dopo la riforma intervenuta con il Dlgs n. 158/2015, lestinzione del debito tributario mediante pagamento del quantum dovuto, a seconda del tipo di reato tributario commesso, pu consentire lesclusione della punibilit oppure lapplicazione di una circostanza attenuante.

Il ricorso al ravvedimento operoso costituisce una causa di esclusione della punibilit semprech sia intervenuto prima che lautore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni e verifiche o dellinizio di qualunque attivit di accertamento amministrativo o di procedimenti penali e se sia intervenuto prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Sempre il ravvedimento operoso costituisce uno dei presupposti per la richiesta del patteggiamento.

Lesclusione della punibilit ricorre anche nei casi di presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo dimposta successivo, al verificarsi di precise condizioni. A riguardo bene rilevare che qualora la dichiarazione sia omessa, perch presentata oltre i 90 giorni previsti dal Dpr n. 322/1998, le sanzioni ad essa relative non possono essere oggetto di spontanea regolarizzazione mediante ravvedimento operoso e, pertanto, vanno corrisposte in misura piena.

PARZIALE SUPERAMENTO DEI CHIARIMENTI CONTENUTI NELLA CIRCOLARE N. 180/E/1998

Levoluzione normativa ha disciplinato, nelle ipotesi di estinzione del debito tributario, lestensione delle cause di non punibilit anche ai reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. la conferma della volont del legislatore di incentivare il ricorso al ravvedimento operoso ai fini degli effetti penali, senza alcuna distinzione circa la tipologia di reato tributario contestato.

Il Dlgs n. 74/2000 nella versione oggi vigente legittima, quindi, laccesso al ravvedimento operoso anche per le condotte dichiarative fraudolente, regolandone le conseguenze penali e precisando le condizioni alle quali tali effetti si realizzano. Disciplinando gli effetti penali prodotti dal ravvedimento la norma ammette di fatto la legittimit del ravvedimento anche sotto il profilo sanzionatorio amministrativo. Resta fermo che la legittimit del ravvedimento in ambito amministrativo non soggiace ai limiti posti dalla normativa sanzionatoria penale.

Alla luce delle modifiche normative, deve ritenersi superata la preclusione al ravvedimento in presenza di condotte fraudolente, riconoscendo al contribuente la possibilit di accedere al ravvedimento operoso per regolarizzare anche le violazioni fiscali connesse a condotte fraudolente.

La possibilit di ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare violazioni fiscali anche connesse a condotte fraudolente:

  1. incontra i limiti propri di tale istituto, come previsti negli articoli 13 e 13-bis del Dlgs n. 472/1997, e cio il rispetto delle regole amministrative previste, a prescindere dalle valutazioni che competono al giudice in sede penale;
  2. deve comunque tener conto delle situazioni concretamente in essere e dei relativi riflessi sul quantum della sanzione base;
  3. non pregiudica in alcun modo le valutazioni sullefficacia e gli effetti del ravvedimento amministrativo o su quelli dellestinzione totale o parziale del debito in ambito penale demandate allAutorit giudiziaria, rimanendo peraltro fermo lobbligo per gli Uffici di procedere, al ricorrere dei requisiti di legge, alla denuncia della notitia criminis.


(Vedi circolare n. 11 del 2022)

Meccanismi transfrontalieri soggetti allobbligo di comunicazione - Dlgs n. 100/2020 (recepimento Direttiva DAC 6) - Risposte a quesiti
Mercoledì, 18 Maggio , 2022

Tenendo conto dei contributi pervenuti a seguito della pubblica consultazione, lAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 2/E/2021 ha fornito i Primi chiarimenti in tema di meccanismi transfrontalieri soggetti allobbligo di comunicazione per una corretta applicazione del decreto legislativo n. 100/2020 e del decreto del Mef del 17 novembre 2020.

Con la circolare n. 12/E del 13 maggio 2022 lAmministrazione finanziaria vuole fornire ulteriori chiarimenti su questioni poste nellambito dei contributi ricevuti che per la loro specificit hanno richiesto una trattazione separata.

Al fine di rendere pi chiara lesposizione delle tematiche, i singoli paragrafi hanno lo stesso titolo di quelli contenuti nella prima circolare ed il loro contenuto stato organizzato secondo il modello risposte a quesiti.

I macro argomenti sui quali interviene il documento di prassi amministrativa sono:

  1. Intermediari
  2. Meccanismo Transfrontaliero: aspetti definitori
  3. Standard di conoscenza
  4. Riduzione dimposta e criterio del vantaggio fiscale principale
  5. Termini di presentazione
  6. Profili sanzionatori
  7. Elementi oggetto di comunicazione
  8. Pagamenti transfrontalieri deducibili tra imprese associate (C.1)
  9. Elementi distintivi specifici riguardanti lo scambio automatico di Scambio informazioni e la titolarit effettiva
  10. Beni Immateriali di difficile valutazione
  11. Trasferimento transfrontaliero infragruppo di funzioni e/o rischi e/o attivit

In ciascuno di questi macro argomenti le Entrate forniscono risposte ad una serie di quesiti.

Intermediari

Lintermediario esonerato dagli obblighi di comunicazione se pu provare che le medesime informazioni concernenti il meccanismo transfrontaliero siano state comunicate allAgenzia delle Entrate da un altro intermediario. Ci avviene attraverso una copia della comunicazione trasmessa alla competente Autorit fiscale. Occorre ribadire che la causa di esonero di cui trattasi ricorre solamente qualora la comunicazione effettuata da altro intermediario contenga tutte le informazioni che lintermediario, che intende far valere lesonero, avrebbe dovuto fornire secondo le disposizioni dello Stato italiano o disposizioni equivalenti .

In tema di segnalazioni sospette non sussiste responsabilit per eventuali violazioni del segreto professionale in caso di comunicazioni effettuate dagli intermediari per le finalit previste dalla norma e in buona fede. Le stesse, infatti, non costituiscono violazioni allarticolo 39 del decreto legislativo n. 231/2007 che garantisce la riservatezza delle segnalazioni.

I pareri rilasciati dal fornitore di servizi in merito ai rischi di natura fiscale del meccanismo transfrontaliero sono irrilevanti se resi successivamente al momento in cui lo schema stato attuato, anche se il meccanismo continua a produrre effetti fiscali, semprech non si determini un aggiornamento o miglioramento del meccanismo stesso. Ne consegue che sono rilevanti ai fini dellobbligo di comunicazione i pareri pro veritate sulla conformit o meno di una fattispecie alle disposizioni e ai principi dellordinamento fiscale nazionale resi in una fase anteriore alla completa attuazione del meccanismo.

Qualora una banca depositaria di una societ di gestione del risparmio eserciti una mera funzione di vigilanza sulle attivit svolte dalla societ di gestione del risparmio, senza intervenire in attivit di assistenza o consulenza riguardo allelaborazione o gestione dellattuazione del meccanismo transfrontaliero, non si configurano obblighi di comunicazione e ci indipendentemente dal fatto che le predette funzioni siano rese in un momento successivo o antecedente allattuazione dello stesso.

Gli organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) non costituiscono di per s un meccanismo rilevante ai fini della disciplina DAC6. Di conseguenza, il soggetto gestore non si qualifica quale intermediario, salve le ipotesi di strumentalizzazione o utilizzo distorto dellOICR, ovvero qualora intervenga in attivit di assistenza o consulenza riguardo alla elaborazione o messa a disposizione ai fini dellattuazione o gestione di un meccanismo transfrontaliero.

Gli intermediari sono individuati in funzione del ruolo svolto nella elaborazione, commercializzazione, organizzazione o messa a disposizione ai fini dellattuazione di un meccanismo transfrontaliero. La relazione illustrativa del decreto legislativo chiarisce che in caso di svolgimento delle attivit suddette sono incluse nella categoria degli intermediari anche le societ di gestione del risparmio (SGR).

Con specifico riferimento allipotesi in cui esponenti della SGR partecipino al Consiglio di Amministrazione della target, la circolare ritiene che detta circostanza integri unipotesi di assistenza o consulenza alla gestione dellattuazione del meccanismo sia nellipotesi in cui la SGR svolga, pur attraverso il proprio esponente nel CdA o altrimenti, un ruolo effettivo di impulso o di consulenza rispetto al meccanismo, sia nei casi in cui essa si atteggi a mero socio e dunque si limiti a valutare ed approvare o meno loperazione sottoposta al CdA.

Anche in tali casi, infatti, la valutazione e lapprovazione o meno del meccanismo da parte dellesponente della SGR acquisiscono valore ai fini della formazione della volont della target e, pertanto, sono da ritenersi rilevanti nel qualificare la SGR come intermediario soggetto agli obblighi di comunicazione DAC6.

Standard di conoscenza

A patto che loperazione di volta in volta considerata non integri un meccanismo transfrontaliero soggetto a notifica, in quanto tale o in quanto parte di uno schema pi ampio, vi possono essere attivit tipicamente svolte dalla Societ fiduciaria che possono essere considerate di natura routinaria.

Sul punto la circolare ha elencato una serie di operazioni bancarie e finanziarie che possono essere considerate come routinarie in quanto si assume abbiano le caratteristiche della discrezionalit minima delloperatore, siano standardizzate e di frequente esecuzione. Tali operazioni possono riscontrarsi anche nellattivit ordinaria di altri intermediari finanziari, ivi comprese le societ fiduciarie.

Il modello OCSE non impone al service provider (lattuatore) obblighi di due diligence ulteriori rispetto a quelli ordinariamente gi richiesti ai fini regolamentari o commerciali e non richiede al service provider di impiegare un livello di expertise superiore a quello richiesto per fornire il servizio. Ad esempio, il modello non richiede le comunicazioni da parte delle istituzioni finanziarie quando effettuano transazioni bancarie di routine. La circolare conferma che sono considerabili di routine le transazioni caratterizzate da discrezionalit minima delloperatore, da procedure standardizzate e di frequente esecuzione. Si precisa inoltre che le transazioni bancarie e finanziarie di routine sono qualificabili come tali salvo prova contraria.

Riduzione dimposta e criterio del vantaggio fiscale principale

Ai fini della determinazione della riduzione potenziale dimposta occorre porre a confronto gli effetti fiscali in presenza del meccanismo con quelli che si verificherebbero in sua assenza. Ci determina che il confronto debba essere effettuato con lipotesi in cui il meccanismo non sia attuato, non rilevando a tal fine altre operazioni alternative.

Nelle ipotesi in cui il meccanismo non rispetti i limiti e le condizioni previste dalle pertinenti normative agevolative ovvero rientri in un pi ampio schema di pianificazione fiscale aggressiva, allora assumer rilevanza nel calcolo della riduzione dimposta anche il beneficio fiscale connesso allagevolazione ed al ricorrere degli altri requisiti il meccanismo dovr essere comunicato.

Rilevanza delle ritenute dimposta in uscita nel calcolo della riduzione dimposta

La circolare chiarisce che qualora un meccanismo determini un pagamento deducibile in Italia e un corrispondente componente positivo di reddito soggetto a tassazione in un altro Stato Ue, ai fini del calcolo del vantaggio fiscale del contribuente collegato con il territorio italiano dovranno essere considerate anche le imposte pagate allestero.

Tanto premesso, occorre rilevare che il Considerando 2 della Direttiva DAC6 riconosce nella necessit di proteggere le basi imponibili degli Stati membri uno dei principi generali su cui poggia la disciplina riguardante lobbligo di comunicazione dei meccanismi transfrontalieri soggetti a notifica.

Il sistema delle ritenute alla fonte, operate da uno Stato Ue sui redditi pagati a soggetti residenti in Paesi terzi, appare coerente con detto principio e dunque pu essere valorizzato ai fini dellapplicazione delle disposizioni rilevanti.

Ne consegue, che nel caso di ritenute pagate a titolo definitivo sui redditi corrisposti a soggetti esteri da parte di un contribuente italiano, dette ritenute possono essere considerate nel calcolo da operare ai fini della determinazione del vantaggio fiscale ancorch il beneficiario sia residente o localizzato in uno Stato non MDR.

Rilevanza delle imposte nel calcolo del vantaggio principale (MBT)

Ai fini della determinazione dei vantaggi extrafiscali per il calcolo dellMBT, occorre considerare i benefici connessi agli aspetti economici dellimpresa oggettivamente determinabili al lordo delle imposte.

La verifica dellMBT affidata ad una formula matematica che pone in relazione il vantaggio fiscale conseguibile con linsieme dei vantaggi fiscali ed extrafiscali derivanti dallattuazione del meccanismo.

I vantaggi di natura extrafiscale devono essere oggettivamente determinabili al momento in cui sorge lobbligo di comunicazione e comprovabili attraverso adeguata documentazione contabile o extracontabile.

La modalit di esecuzione dellMBT test non soffre alcuna eccezione, pertanto anche il fornitore di servizi sar tenuto alla verifica dello stesso sulla base delle informazioni prontamente disponibili in ragione dellattivit di assistenza o consulenza espletata nei confronti del cliente.

Ne consegue che non potr costituire elemento valido ai fini di attestare il superamento o meno dellMBT test una mera dichiarazione del cliente che dichiari la prevalenza di vantaggi extrafiscali.

Termini di presentazione del meccanismo transfrontaliero

Il termine per la comunicazione del meccanismo transfrontaliero in caso di fornitore di servizi decorre dal giorno seguente a quello in cui stata fornita, direttamente o attraverso altre persone, assistenza o consulenza ai fini dellattuazione del meccanismo transfrontaliero soggetto allobbligo di comunicazione. Pertanto, rileva la circostanza che il mandato fiduciario fosse in essere nel momento in cui sorto lobbligo di comunicazione.

I fornitori dei servizi sono tenuti alla comunicazione allAgenzia delle Entrate entro 30 giorni a decorrere dal giorno seguente a quello in cui hanno fornito, direttamente o attraverso altre persone, assistenza o consulenza riguardo allelaborazione, commercializzazione, messa a disposizione ai fini dellattuazione del meccanismo da comunicare. Il momento rilevante ai fini della decorrenza dei termini per la comunicazione da individuare esclusivamente con riferimento allatto conclusivo della attivit di consulenza o assistenza.

Profili sanzionatori

Le comunicazioni effettuate nellambito del regime delladempimento collaborativo non possono considerarsi sostitutive della comunicazione delle informazioni previste dallarticolo 2 del decreto ministeriale.

Ci premesso, nellambito del regime di adempimento collaborativo, un contribuente potrebbe ritenere non comunicabile un meccanismo transfrontaliero diversamente dalla posizione dellAmministrazione. In tali casi, laddove sia contestata lomessa o incompleta comunicazione da ritenersi applicabile larticolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 128/2015, a condizione che il rischio fiscale sul quale si incorsi nella violazione risulti mappato nella versione della Mappa dei rischi comunicata allUfficio Adempimento collaborativo in data antecedente allomessa o incompleta comunicazione ai sensi della disciplina DAC6.

Parimenti, risulter necessario che la Mappa dei rischi fornisca evidenza degli specifici presidi ricollegabili alla fattispecie concreta o, qualora questi siano ricompresi in unapposita procedura, indichi, con esattezza, i riferimenti della medesima. Le violazioni connesse a rischi non individuati in Mappa dei rischi in modo puntuale, per i quali allinterno della stessa non siano indicati gli specifici presidi e/o le relative procedure, restano, quindi, esclusi dal regime di favore previsto dallart. 6, comma 3, del Dlgs n. 128/2015.

Il beneficio della riduzione sanzionatoria risulter spettante solo per le violazioni incorse che impattano su periodi di imposta inclusi nel regime di Adempimento collaborativo. Ne consegue che per le eventuali violazioni che impattano in periodi di imposta non inclusi nel regime non si potr beneficiare della riduzione a met delle sanzioni amministrative, anche se il relativo rischio fiscale risulti regolarmente mappato nella versione della Mappa dei rischi comunicata in data antecedente alla violazione.

Sanzioni in caso di mancata conservazione della documentazione relativa alle attivit degli intermediari e dei contribuenti

Nel caso di violazione dellobbligo di conservazione della documentazione trova applicazione la disposizione di cui allarticolo 9, comma 1, del decreto legislativo n. 471/1997 per cui chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalle leggi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto ovvero i libri, i documenti e i registri, la tenuta e la conservazione dei quali imposta da altre disposizioni della legge tributaria, punito con la sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 euro.

Sanzioni in caso di mancata comunicazione al contribuente di una causa di esonero da parte dellintermediario

Non sono sanzionate le ipotesi in cui lintermediario non comunichi la causa di esonero ad altri intermediari o, in assenza di questi ultimi, al contribuente interessato; di contro sanzionabile il contribuente che violi lobbligo di notifica del meccanismo allAgenzia delle Entrate, in assenza di comunicazioni da parte dellintermediario.

Comunicazione scartata dal sistema dellAgenzia delle Entrate per eventuali errori o anomalie di tipo tecnico

La comunicazione scartata dal sistema dellAgenzia delle Entrate per eventuali errori o anomalie di tipo tecnico e non rinnovata entro il periodo delladempimento equivale ad una comunicazione omessa, sanzionabile ai sensi dellarticolo 12 del decreto legislativo. Il soggetto obbligato pu comunque avvalersi del ravvedimento operoso.

Elementi oggetto di comunicazione

Non esiste una nomenclatura ufficiale dei meccanismi transfrontalieri. Tuttavia, nella prassi stata riscontrata la presenza di alcune denominazioni ricorrenti, utilizzate per identificare specifici meccanismi.

La comunicazione del nome del meccanismo ha lo scopo di fornire un nome comprensibile alla disclosure, con evidenti vantaggi in termini di trasparenza sia per il contribuente che per lAmministrazione.

In caso di esonero dallobbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi il contribuente non tenuto a presentare comunque la dichiarazione al solo fine di comunicare il numero di riferimento del meccanismo transfrontaliero.

Rilevanza del saldo dei conti finanziari ai fini della configurabilit di un meccanismo transfrontaliero

Non sono soggetti ad obbligo di comunicazione i meccanismi che determinano il trasferimento di attivit finanziarie di valore non superiore al 50% della giacenza media annuale registrata dal singolo conto finanziario al 31 dicembre dellanno solare precedente o, in caso di conto aperto successivamente alla predetta data, di altro adeguato periodo di rendicontazione alla clientela.

La suddetta soglia non riferibile alla singola operazione bens al meccanismo, per cui il superamento della stessa potrebbe avvenire in virt di pi operazioni effettuate nel corso dellanno solare di riferimento. In tale evenienza, lobbligo di comunicazione decorre dal giorno successivo a quello in cui stata eseguita loperazione che comporta il superamento della soglia.

Rilevanza del saldo dei conti finanziari ai fini della configurabilit di un meccanismo transfrontaliero

Non sono soggetti ad obbligo di comunicazione i meccanismi che determinano il trasferimento di attivit finanziarie di valore non superiore al 50% della giacenza media annuale registrata dal singolo conto finanziario al 31 dicembre dellanno solare precedente o, in caso di conto aperto successivamente alla predetta data, di altro adeguato periodo di rendicontazione alla clientela.

La suddetta soglia, tuttavia, non riferibile alla singola operazione bens al meccanismo, per cui il superamento della stessa potrebbe avvenire in virt di pi operazioni effettuate nel corso dellanno solare di riferimento. In tale evenienza, lobbligo di comunicazione decorre dal giorno successivo a quello in cui stata eseguita loperazione che comporta il superamento della soglia.

Trasferimento transfrontaliero infragruppo di funzioni e/o rischi e/o attivit

In tema di trasferimento transfrontaliero infragruppo di funzioni e/o rischi e/o attivit non si prevedono particolari formalit, tuttavia resta ferma la necessit di dare evidenza dellattendibilit dei dati e delle informazioni utilizzate nonch della ragionevolezza delle assunzioni poste a base delle previsioni.

Ai fini della comunicabilit del meccanismo transfrontaliero rilevano esclusivamente le previsioni, ragionevolmente attendibili, riguardanti lEBIT effettuate entro i termini di comunicazione del meccanismo previsti dallarticolo 7 del decreto legislativo e con riferimento ai tre anni successivi a quello in cui avviene il trasferimento. Non assumono rilevanza gli eventi riguardanti lattivit del dante causa successivi al suddetto periodo.


(Vedi circolare n. 12 del 2022)

Detrazioni fiscali per interventi edilizi - comunicazione delle opzioni di cui allart. 121 Dl Rilancio
Giovedì, 12 Maggio , 2022

Il decreto legge n. 4/2022 convertito nella legge n. 25 del 28 marzo 2022 ha previsto che, per le spese sostenute nel 2021, nonch per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, le comunicazioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura, dovevano essere trasmesse allAgenzia delle Entrate entro lo scorso 29 aprile.

Sul punto sono arrivate segnalazioni allAgenzia delle Entrate da contribuenti, professionisti e associazioni di categoria, nelle quali si evidenziava che anche a seguito di modifiche normative, sono state scartate numerose comunicazioni trasmesse entro il 29 aprile 2022, data di scadenza per inviare le opzioni.

AllAmministrazione finanziaria chiedevano se e come poter ovviare alle criticit.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 21/E del 5 maggio 2022, ha sostenuto che per consentire la sistemazione delle comunicazioni scartate o errate sar possibile, dal 9 al 13 maggio, inviare le comunicazioni sostitutive e lannullamento delle comunicazioni trasmesse e accolte dal 1 al 29 aprile 2022, per le rate residue delle spese del 2020 e le spese del 2021. Gli interessati potranno anche ritrasmettere le comunicazioni scartate dal 25 al 29 aprile 2022, per le rate residue delle spese del 2020 e del 2021.

Entro il 13 maggio 2022 dovranno essere inderogabilmente inviate le comunicazioni sostitutive o gli annullamenti di comunicazioni trasmesse dal 9 al 13 maggio 2022.

I crediti collegati alle comunicazioni correttamente ricevute dal 1 al 29 aprile 2022 e dal 9 al 13 maggio 2022 saranno caricati entro il 17 maggio 2022 sulla piattaforma dellAgenzia delle Entrate.

Resta fermo il caricamento sulla piattaforma, entro il 10 maggio 2022, dei crediti emergenti dalle comunicazioni relative alle spese del 2022, correttamente ricevute nel mese di aprile 2022, per le quali eventuali sostituzioni e annullamenti devono essere trasmessi entro il giorno 5 del mese successivo. Quindi, il 5 maggio 2022.


(Vedi risoluzione n. 21 del 2022)

Modifiche al regime fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR)
Giovedì, 5 Maggio , 2022

PREMESSA

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la disciplina dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) con lo scopo di innalzare la soglia dei limiti di investimento nei PIR ordinari, di escludere specifici vincoli per i PIR Alternativi e modificare la disciplina del credito dimposta per le minusvalenze realizzate nei PIR Alternativi, rimodulandone lammontare e il termine di utilizzabilit.

Lapplicazione del regime fiscale PIR consente al titolare di fruire dellesenzione dalla tassazione per i redditi finanziari derivanti dagli investimenti inseriti nel piano, a patto che questi ultimi siano detenuti per almeno 5 anni.

Gli investimenti che compongono il PIR devono rispettare precisi limiti quantitativi di investimento, determinate caratteristiche, specifici vincoli di composizione e limiti.

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 10/E del 4 maggio 2022, ha fornito i chiarimenti in merito alle predette modifiche apportate alla disciplina dei PIR.

Le diverse tipologie di PIR

In base alla normativa vigente al momento dellapertura del piano distinguiamo diverse tipologie di PIR:

  • PIR 1.0, piani costituiti dal 1gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, a cui si applicano le regole previste dalla legge di Bilancio 2017;
  • PIR 2.0, piani costituiti dal 1gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, a cui si applicano le regole previste dalla legge di Bilancio 2017, come modificate dalla legge di Bilancio 2019;
  • PIR 3.0, piani costituiti dal 1gennaio 2020 in applicazione dellart. 13-bis Dl n. 124/2019, cui si applicano anche le disposizioni previste dalla legge di Bilancio 2017 e dalla legge di Bilancio 2019, se compatibili;
  • PIR Alternativi, piani costituiti dal 19 maggio 2020, in applicazione del comma 2-bis del predetto articolo 13-bis, cui si applicano anche le disposizioni previste dalla legge di Bilancio 2017 e dalla legge di Bilancio 2019, in quanto compatibili.
Attualmente, pertanto, possibile costituire esclusivamente PIR 3.0 e PIR Alternativi. Inoltre, nel caso di persone fisiche, tali soggetti possono detenere un solo PIR ordinario (PIR 1.0, 2.0 o 3.0) e, per effetto delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2022, pi PIR Alternativi.

Nuovi limiti di investimento dei PIR ordinari

La legge di Bilancio 2022 intervenuta sulla legge di Bilancio 2017 modificando i limiti di investimento previsti per i PIR ordinari ovvero quelli gi costituiti al 1gennaio 2022, al fine di potenziare lutilizzo del PIR per convogliare lafflusso del risparmio verso leconomia reale.

Prima delle modifiche dellultima manovra, la legge di Bilancio 2017 prevedeva che limporto investito nel PIR ordinario non potesse superare complessivamente 150 mila euro, con un limite, per ciascun anno solare, di 30 mila euro.

Con le modifiche della legge di Bilancio 2022 le somme e i valori che le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia possono destinare ai PIR ordinari non possono superare il plafond complessivo di 200 mila euro, con un limite di plafond annuo di 40 mila euro.

I nuovi limiti di investimento si applicano agli investimenti effettuati nei PIR ordinari a decorrere alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2022, ossia dal 1gennaio 2022, a prescindere dalla data di costituzione del piano.

Modifiche ai PIR Alternativi

In merito ai PIR Alternativi le modifiche normative hanno interessato la deroga al principio di unicit, secondo il quale era possibile detenere un solo PIR ordinario e un solo PIR Alternativo, nonch una rimodulazione dellammontare del credito dimposta e il termine entro cui detto credito pu essere utilizzato.

Deroga al principio di unicit

La manovra 2022 introduce modifiche alla normativa dei PIR Alternativi, ossia i PIR costituiti a decorrere dal 19 maggio 2020 che investono prevalentemente in strumenti finanziari con lintento di favorire lafflusso di risorse verso le PMI.

La principale novit introdotta dalla legge di Bilancio 2022 riguarda lesclusione - limitatamente ai PIR Alternativi - dei vincoli allinvestimento previsti dalla legge di Bilancio 2017. Con la modifica possibile ora detenere, contemporaneamente, un PIR ordinario e pi PIR Alternativi. Questultimi, tuttavia, non possono essere cointestati a pi persone.

Nellipotesi di una pluralit di PIR Alternativi, il titolare dei piani non potr destinare somme e valori in misura eccedente il limite annuale di 300 mila euro e quello complessivo di 1.500.000 euro.

Sar onere del titolare dei piani monitorare il rispetto del plafond annuale e complessivo, non potendo i singoli intermediari presso i quali sono aperti i medesimi conoscere lammontare delle risorse destinate nei piani detenuti presso altri soggetti. A tal fine, la persona fisica titolare del piano dovr autocertificare il rispetto di tali limiti al momento dellapertura del piano e ad ogni versamento successivo, nonch comunicare a ciascun intermediario presso il quale detiene un PIR Alternativo il raggiungimento del plafond annuale e complessivo.

I dati relativi alla tipologia di PIR sottoscritto e necessario alla verifica del rispetto del plafond annuale e complessivo saranno oggetto di comunicazione, da parte dellintermediario in qualit di sostituto dimposta presso cui costituito il PIR, in sede di presentazione del modello 770.

Modifiche al credito dimposta

Per i PIR Alternativi costituiti dal 1gennaio 2021, le disposizioni della legge di Bilancio 2021 prevedono, a beneficio delle persone fisiche titolari di PIR Alternativi, un credito dimposta pari alle eventuali minusvalenze, perdite e differenziali negativi realizzati relativamente agli strumenti finanziari qualificati effettuati nel corso del 2021, a condizione che gli investimenti siano detenuti per almeno 5 anni e il credito dimposta non ecceda il 20% delle somme investite negli strumenti finanziari medesimi. Il requisito temporale deve essere rispettato in relazione allo strumento finanziario relativamente al quale si realizza la minusvalenza.

Detto credito dimposta costituisce un beneficio fiscale riconosciuto alla persona fisica titolare di un PIR Alternativo in luogo dellutilizzo delle eventuali minusvalenze, perdite o differenziali negativi realizzati a seguito della cessione o del rimborso degli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano medesimo per almeno 5 anni.

Lultima manovra economica ha previsto un credito dimposta anche in relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022, rimodulando sia lammontare del credito sia il termine entro cui detto credito pu essere utilizzato. Il credito dimposta in relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022 pari al 10% dellammontare degli investimenti medesimi; detto credito deve essere utilizzato in 15 anni, in quote di pari importo.

Ai fini della determinazione dellammontare massimo di credito dimposta spettante in relaziona agli investimenti effettuati nel 2021, la circolare n. 19/E/2021 ha chiarito che tale credito dimposta non pu eccedere il 20% dellintera somma investita negli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano, fino al momento di realizzazione della minusvalenza. Pertanto, ai fini della determinazione dellammontare massimo di credito dimposta spettante, rilevano non solo le somme investite negli strumenti finanziari qualificati nel corso del 2021, ma anche le somme investite, sempre negli strumenti finanziari qualificati, negli anni successivi risultanti alla data di realizzo della minusvalenza.

Pertanto, ai fini della determinazione del credito dimposta spettante nella misura del 10% sugli investimenti effettuati nel 2022 occorre tener conto delle somme e valori investiti negli strumenti finanziari qualificati risultanti alla data di realizzo della minusvalenza. Detto credito dovr essere ripartito in 15 quote annuali.

Ulteriori considerazioni in merito al credito dimposta

Non cambiano le altre previsioni circa le modalit di utilizzo del credito dimposta in esame, per le quali continuano a trovare applicazione le indicazioni della circolare n. 19/E/2021. Il contribuente pu, quindi, scegliere se utilizzare il credito direttamente in sede di dichiarazione annuale dei redditi, a partire da quella relativa al periodo dimposta in cui le minusvalenze, perdite e differenziali negativi si considerano realizzati ovvero in compensazione mediante il mod. F24.

Inoltre gli investitori possono decidere di trasformare le eventuali minusvalenze realizzate in credito dimposta oppure di utilizzarle in deduzione delle plusvalenze dai proventi e altri differenziali positivi secondo le modalit ordinarie.

Qualora il contribuente decida di utilizzare le suddette minusvalenze come credito dimposta lo stesso deve essere utilizzato entro i limiti previsti dalla norma, mentre leventuale importo delle minusvalenze eccedenti il limite del 10% per gli investimenti effettuati dal 2022 (20% per gli investimenti del 2021) pu essere portato in deduzione dalle plusvalenze, proventi e differenziali positivi secondo le modalit di cui allart. 6 Dlgs n. 461/1997.


(Vedi circolare n. 10 del 2022)

Nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022
Giovedì, 5 Maggio , 2022

Con la nota informativa dello scorso 29 dicembre lISTAT ha reso noto la pubblicazione della nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022, decorrente dal 1gennaio 2022.

Le modifiche apportate alla classificazione Ateco 2007 riguardano laggiornamento di alcuni codici attivit. Gli aggiornamenti interessano 11 sezioni della classificazione, su un totale di 21; sono introdotti 20 nuovi codici e aggiornate oltre 60 note di inclusione e di esclusione.

Le sezioni interessate dalla modifica sono le seguenti:

  • Sezione A - Divisione 01
  • Sezione C - Classe 10.89 - Classe 16.23 - Classe 24.33 - Classe 27.40
  • Sezione F - Classe 43.21 - Classe 43.29
  • Sezione G - Classe 45.20 - Categoria 46.18.3 - Classe 46.90
  • Sezione I - Classe 55.20 - Classe 56.10
  • Sezione K - Classe 66.19
  • Sezione M - Classe 69.20 - Classe 71.20 - Classe 73.11 - Classe 74.90
  • Sezione N - Classe 77.39
  • Sezione R - Classe 90.01 - Classe 92.00 - Gruppo 93.2
  • Sezione S - Classe 96.01
  • Sezione T - Classe 97.00

Gli aggiornamenti consistono:

  1. nella eliminazione di codici Ateco e loro sostituzione con nuovi;
  2. nella istituzione di nuovi codici Ateco;
  3. nella modifica descrizione/contenuto di codici Ateco esistenti.

I contribuenti hanno la possibilit di verificare i codici Ateco collegati alla propria posizione fiscale e registrati in Anagrafe Tributaria accedendo alla propria area riservata del sito internet dellAgenzia delle Entrate utilizzando SPID, CNS o CIE. I professionisti possono accedere allarea riservata con le credenziali Entratel/Fisconline.

I contribuenti sono tenuti a valutare, in base alla nuova Classificazione Ateco 2007 pubblicata dallISTAT, se il codice comunicato in precedenza sia stato oggetto di variazione.

Tutti gli operatori interessati dallaggiornamento dei codici attivit sono tenuti ad utilizzare i nuovi codici negli atti e nelle dichiarazioni da presentare allAgenzia delle Entrate.

Ladozione della nuova Classificazione Ateco 2007 non comporta lobbligo di presentare unapposita dichiarazione di variazione dati.


(Vedi risoluzione n. 20 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici per lacquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite
Venerdì, 29 Aprile , 2022

Il decreto legge Rilancio ha riconosciuto, per lanno 2020, un credito dimposta pari al 10% della spesa sostenuta nellanno 2019 dalle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione per lacquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite. La misura stata riconosciuta anche per lanno 2021 dal decreto legge Sostegni-bis.

Il Dipartimento per linformazione e leditoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la circolare del 14 dicembre 2021, ha fornito chiarimenti e indicazioni per lattuazione dellagevolazione in parola.

Larticolo 8 della citata circolare prevede che il credito dimposta utilizzabile in compensazione, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate, pena lo scarto delloperazione di versamento, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dellelenco dei soggetti beneficiari da parte del Dipartimento per linformazione e leditoria.

Contestualmente alla pubblicazione il citato Dipartimento trasmette il suddetto elenco alla medesima Agenzia. Ciascun beneficiario pu visualizzare lammontare del credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.

Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite mod. F24, del credito dimposta di cui trattasi, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 19/E del 22 aprile 2022, ha istituito il codice tributo 6974 denominato Credito dimposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione per lacquisto della carta utilizzata per la stampa di testate edite - art. 188 del decreto legge n. 34/2020.


(Vedi risoluzione n. 19 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti dimposta a favore delle imprese a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per lacquisto di energia elettrica e di gas
Venerdì, 15 Aprile , 2022

Per compensare i maggiori oneri sostenuti dalle imprese per lacquisto di energia elettrica e di gas naturale il legislatore ha introdotto misure agevolative attraverso diversi provvedimenti legislativi. Ci riferiamo ai decreti energia, ossia al decreto legge n. 17 del 1marzo 2022 e al decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022.

Il decreto legge n. 17 prevede, allarticolo 4, il riconoscimento a favore delle imprese a forte consumo di energia elettrica di un contributo sotto forma di credito dimposta, pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022. Tale contributo stato innalzato al 25% dal decreto legge n. 21/2022.

Larticolo 5 prevede, invece, il riconoscimento di un contributo straordinario a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale. Il contributo, sotto forma di credito dimposta, pari al 15% della spesa sostenuta per lacquisto del medesimo gas, consumato nel secondo trimestre solare dellanno 2022. Anche tale contributo stato innalzato al 20% dal decreto legge n. 21/2022.

Il decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022 prevede, allarticolo 3, il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 12% della spesa sostenuta per lacquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dallanno 2022.

Larticolo 4 dello stesso decreto prevede invece il riconoscimento a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, pari al 20% della spesa sostenuta per lacquisto del gas, consumato nel secondo trimestre dellanno 2022.

I crediti dimposta sopra elencati, entro la data del 31 dicembre 2022, devono essere utilizzati in compensazione mediante modello F24, oppure ceduti a terzi.

Per consentirne lutilizzo in compensazione lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 18/E del 14 aprile 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 6961 denominato Credito dimposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) - Art. 4 Dl n. 17/2022.
  • 6962 denominato Credito dimposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 5 Dl n. 17/2022.
  • 6963 denominato Credito dimposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022) - Art. 3 Dl n. 21/2022.
  • 6964 denominato Credito dimposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 4 Dl n. 21/2022.

Il termine del 31 dicembre 2022 per lutilizzo in compensazione ovvero per la cessione dei crediti dimposta indicati si applica anche al credito dimposta di cui allart. 15 Decreto legge n. 4/2022, per la fruizione del quale stato istituito il codice tributo 6960.


(Vedi risoluzione n. 18 del 2022)

Commento alle novit fiscali - legge di Bilancio 2022 - Imposte dirette
Giovedì, 7 Aprile , 2022

LAgenzia delle Entrate dedica la circolare n. 9/E del 1aprile 2022 alle novit normative in materia di imposte dirette contenute nella legge di Bilancio 2022.

Proroga dellesenzione ai fini Irpef dei redditi agrari e dominicali

La proroga in discorso ha ad oggetto lesenzione fino al 31 dicembre 2022, ai fini Irpef e delle relative addizionali, dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.

La norma, introdotta dalla legge di Bilancio 2017, estende allanno dimposta 2022 la previsione per la quale non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dellIrpef i redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali. Lesenzione dalla tassazione si applica non solo ai terreni posseduti e condotti ma anche a quelli presi in affitto per curarne la conduzione.

Sono esclusi dal beneficio i soci delle snc e delle sas che abbiano optato per la determinazione del reddito su base catastale. Possono invece fruire dellagevolazione le societ semplici che attribuiscono per trasparenza redditi fondiari ai soci persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.

Proroga delle detrazioni per interventi di efficientamento energetico, di ristrutturazione edilizia e del bonus mobili

La legge di Bilancio 2022 proroga fino al 31 dicembre 2024 le detrazioni spettanti per le spese sostenute in merito agli interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per lacquisto di mobili (articoli 14 e 16 Dl n. 63/2013).

Per gli interventi di efficienza energetica (c.d. ecobonus) lart. 14 del Dl n. 63 citato ha previsto che possibile avvalersi della detrazione nella misura del 65% per le spese di: riduzione del fabbisogno energetico da riscaldamento; sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti a condensazione; realizzazione di interventi su edifici esistenti riguardanti strutture opache verticali o orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi; installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.

Per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino linvolucro delledificio con unincidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda delledificio stesso, la detrazione spetta nella misura del 70% e sale al 75% per gli interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva che conseguono almeno la qualit media di cui al decreto del Mise 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015.

bene, tuttavia, precisare che, con riferimento agli interventi sopra citati, per le spese sostenute dal 1gennaio 2018 la detrazione ridotta al 50% per lacquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

La detrazione sale invece al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti o impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.

Sempre la legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2024 il vecchio termine del 31 dicembre 2021 per avvalersi della detrazione per interventi di efficienza energetica nella misura del 50%, relativi allacquisto e alla posa di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino ad un valore massimo della detrazione di 30 mila euro.

In merito alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici, la legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2024 il vecchio termine del 31 dicembre 2021, per avvalersi della detrazione nella misura del 50% per le spese documentate relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici come pure per i lavori antisismici e per la messa in sicurezza statica degli stabili ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosit.

Per quanto concerne la detrazione per lacquisto di mobili e grandi elettrodomestici, la legge di Bilancio 2022 sostituisce integralmente la misura disciplinata dallarticolo 16, comma 2, Dl n. 63/2013 prevedendo il riconoscimento di una detrazione dallimposta lorda per le spese documentate sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per lacquisto appunto di mobili ed elettrodomestici bianchi finalizzati allarredo degli immobili oggetto degli interventi edilizi. La detrazione spetta nella misura del 50% delle spese sostenute ed calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10 mila euro per lanno 2022 e a 5 mila euro per gli anni 2023 e 2024.

Si ha diritto alla detrazione a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1 gennaio dellanno precedente a quello dellacquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici. Qualora gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano effettuati nellanno precedente a quello dellacquisto, ovvero siano iniziati nellanno precedente a quello dellacquisto e proseguiti in detto anno, il limite di spesa per lacquisto di mobili e degli elettrodomestici considerato al netto delle spese sostenute nellanno precedente per le quali si fruito della detrazione.

In altre parole significa che: per gli acquisti effettuati nel 2021, necessario che i lavori siano iniziati dal 1gennaio 2020 mentre, se sono iniziati nel 2019, la detrazione non spetta; per gli acquisti effettuati nel 2022, necessario che i lavori siano iniziati dal 1gennaio 2021, mentre se sono iniziati nel 2020, la detrazione non spetta.

Proroga del bonus verde

La legge di Bilancio 2022 proroga fino al 2024 il bonus verde introdotto dalla legge n. 205/2017. Si tratta della detrazione del 36% delle spese per la sistemazione a verde di aree scoperte private, comprese pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione e per la realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.

La detrazione del 36% dallimposta lorda delle spese sostenute ha un limite di spesa pari a 5 mila euro annui per unit immobiliare residenziale. Il bonus spetta anche per le spese sostenute per gli interventi sulle parti comuni esterne di edifici condominiali, entro lo stesso limite di 5 mila euro per unit immobiliare ad uso abitativo. In questo caso, la detrazione spetta al singolo condmino nel limite della quota a lui imputabile, a patto che essa sia stata effettivamente versata al condominio.

Danno diritto alla detrazione anche le spese di progettazione connesse agli interventi indicati mentre non spetta per le spese di manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non correlata ad un intervento innovativo come pure per i lavori in economia.

La detrazione del 36% relativa al bonus verde ripartita in dieci quote annuali di pari importo nellanno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Proroga del bonus facciate

La legge di Bilancio 2022 estende, fino al 31 dicembre 2022, la detrazione del bonus facciate riducendone la percentuale dal 90 al 60%. Possono beneficiare di questa detrazione anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 1444/1968.

Bonus affitto per i giovani

La legge di Bilancio 2022 riconosce, dallanno dimposta 2022, un bonus affitti a favore degli under 31 enni con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. Il contratto di locazione deve riguardare ununit immobiliare o parte di essa da destinare ad abitazione.

Linteressato ha diritto ad una detrazione dallimposta lorda di 991,60 euro per i primi 4 anni di durata contrattuale. Se superiore, la detrazione pari al 20% dellammontare del canone di locazione entro il tetto massimo di 2 mila euro di detrazione.

Rispetto alla vecchia disciplina la nuova aumenta da 30 a 31 anni non compiuti il requisito anagrafico per usufruire della detrazione. Come anticipato ammette la possibilit che il contratto di locazione abbia ad oggetto una porzione dellimmobile, ad esempio una stanza. Innalza il periodo di spettanza del beneficio dai primi tre ai primi quattro anni del contratto, purch il conduttore mantenga i requisiti anagrafici e reddituali previsti. Il requisito anagrafico soddisfatto anche se ricorre per una parte del periodo dimposta. Ad esempio, se linteressato compie 31 anni in data 30 giugno 2022 e stipula il contratto di locazione precedentemente a tale data, ha diritto a fruire della detrazione limitatamente al periodo dimposta 2022; qualora, invece, stipuli il contratto di locazione il 30 giugno 2022 o successivamente, non potr fruire della detrazione in parola.

Occorre ricordare che limmobile agevolato deve essere adibito a residenza del locatario. La modifica della legge di Bilancio 2022 prevede una detrazione maggiore pari al valore pi alto tra limporto forfetario di 991,60 euro e il 20% dellammontare del canone, comunque nel limite di 2 mila euro.

Per fruire del beneficio necessario stipulare un contratto di locazione ai sensi della legge n. 431/1998 e che limmobile adibito a residenza del locatario sia diverso dallabitazione principale dei genitori. Confermato il vigente limite di reddito: la detrazione spetta se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro.

Agevolazioni per lo sviluppo dello sport

La legge di Bilancio 2022 prevede diverse misure a favore dello sport. Sul piano fiscale, per gli anni 2022, 2023 e 2024, a vantaggio delle federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni, stabilisce che gli utili derivanti dallesercizio di attivit commerciali non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini Ires e il valore della produzione netta ai fini dellIrap.

Lagevolazione ha la finalit di favorire lo svolgimento dellattivit sportiva tenuto conto dei contenuti sociali, educativi e formativi dello sport, con particolare riferimento alla fase post-pandemia.

La misura pu essere fruita a patto che, in ciascun anno, le federazioni sportive destinino almeno il 20% degli utili allo sviluppo delle infrastrutture sportive, dei settori giovanili e della pratica sportiva dei soggetti con disabilit.

La legge di Bilancio 2022 prevede che la disciplina del credito dimposta per le erogazioni liberali in denaro per gli interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (c.d. bonus sport) si applichi per lanno 2022, limitatamente a favore dei soggetti titolari di reddito dimpresa, nel limite complessivo di 13,2 milioni di euro.

Il credito dimposta, ripartito in tre quote annuali di pari importo, deve essere utilizzato dai soggetti interessati mediante il meccanismo della compensazione.

Proroga delle agevolazioni fiscali per eventi sismici

La legge di Bilancio 2022 proroga al 31 dicembre 2021 le esenzioni ai fini Irpef e Ires previste in relazione ai redditi dei fabbricati, ubicati nei territori delle regioni del centro Italia interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016, purch distrutti o oggetto di ordinanze di sgombero, in quanto inagibili. I suddetti redditi non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dellIrpef e dellIres fino alla definitiva ricostruzione e agibilit dei fabbricati stessi e comunque fino allanno dimposta 2021.

Societ di capitali svolgenti attivit di locazione immobiliare in via prevalente non quotate

La legge finanziaria 2007 ha introdotto un regime fiscale agevolato per le societ di investimento immobiliare quotate in borsa (SIIQ), che svolgono in via prevalente lattivit di locazione immobiliare, in base al quale il reddito derivante da tale attivit esente da imposizione, sia ai fini Ires che Irap.

Ai fini dellapplicazione della disciplina opzionale non necessario lesercizio esclusivo dellattivit di locazione immobiliare, in quanto le societ che optano per il regime restano libere di svolgere, seppur in via marginale, altre attivit il cui reddito sar soggetto alle regole di tassazione in capo alla societ, anche ai fini Irap.

La societ di investimento immobiliare non quotata in borsa (SIINQ), invece, una societ per azioni, residente nel territorio dello Stato, non quotata, svolgente attivit prevalente di locazione immobiliare, la quale pu aderire al regime speciale a condizione che sia controllata, dunque anche indirettamente, da una SIIQ e sempre che:

  • il 95% dei diritti di voto nellassemblea ordinaria e il 95% dei diritti di partecipazione agli utili siano detenuti da una o pi SIIQ;
  • la SIINQ partecipi al consolidato fiscale della SIIQ controllante;
  • la SIINQ abbia esercitato lopzione congiunta con la consolidante SIIQ per il regime speciale in questione.

Ci premesso, la legge di Bilancio 2022 estende il potenziale perimetro di esercizio dellopzione congiunta per il regime agevolato. Infatti dispone che: possono esercitare lopzione congiunta le societ di capitali costituite anche nella forma di Sas e di Srl (oltre alle Spa), a condizione che abbiano un capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, qualora siano possedute per pi del 50% dei diritti di voto esercitabili nellassemblea ordinaria e pi del 50% dei diritti di partecipazione agli utili da una SIIQ o da una SIINQ; possono esercitare lopzione congiunta le societ di capitali costituite anche nella forma di Sapa e di Srl, a condizione che abbiano un capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, qualora siano possedute per almeno il 50% dei diritti di voto esercitabili nellassemblea ordinaria e almeno il 50% dei diritti di partecipazione agli utili da una o pi SIIQ o da una o pi SIINQ, a condizione che la restante percentuale sia detenuta da uno o pi FIA, c.d. immobiliari di cui allart. 12 del regolamento di cui al decreto del Mef 5 marzo 2015 n. 38.

In altre parole la legge di Bilancio 2022 stabilisce che il regime fiscale di favore possa essere esteso, in presenza di opzione congiunta, alle Spa, alle Sapa e alle Srl, con capitale sociale non inferiore a 50 mila euro, non quotate, residenti nel territorio dello Stato, svolgenti anchesse attivit di locazione immobiliare in via prevalente e partecipate nelle percentuali e dai soggetti previsti dalla novella normativa.

Per tutti i soggetti che aderiscono al regime speciale di gruppo resta lobbligo di redigere il bilancio desercizio in conformit ai principi contabili internazionali e di rispettare le disposizioni di cui dai commi 119 a 141 dellarticolo 1 della legge finanziaria 2007.

Estensione a ricercatori e docenti della possibilit di optare per lapplicazione delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la norma sul rientro dei cervelli.

In particolare dispone che i docenti o ricercatori, che siano stati iscritti allAire o che siano cittadini di Stati membri della Ue, che hanno gi trasferito in Italia la residenza prima dellanno 2020 e che alla data del 31 dicembre 2019 risultino beneficiari degli incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, possono optare per lapplicazione delle disposizioni di cui al comma 3-ter dellarticolo 44 del decreto legge n. 78/2010, previo versamento di:

  1. un importo pari al 10% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dellagevolazione Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, relativi al periodo dimposta precedente a quello di esercizio dellopzione, se il soggetto al momento dellesercizio dellopzione stessa ha almeno un figlio minorenne o diventato proprietario di almeno ununit immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro 18 mesi dalla data di esercizio dellopzione di che trattasi, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza lapplicazione di sanzioni.;
  2. un importo pari al 5% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dellagevolazione Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti allestero, relativi al periodo dimposta precedente a quello di esercizio dellopzione, se il soggetto al momento dellesercizio dellopzione ha almeno tre figli minorenni e diventa o diventato proprietario di almeno ununit immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei 12 mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro 18 mesi dalla data di esercizio dellopzione in parola, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza lapplicazione di sanzioni.

La disposizione in esame introduce anche per docenti e ricercatori rientrati in Italia fino al 2019 la possibilit di optare per lestensione dellambito di applicazione del regime agevolativo a otto, undici o tredici periodi di imposta complessivi, previo versamento di un'imposta forfetaria.

Per beneficiare di tale facolt gli interessati devono essere stati iscritti allAire o, in alternativa, essere cittadini di Paesi membri della Ue; devono aver gi trasferito in Italia la residenza fiscale prima dellanno 2020; devono risultare gi beneficiari, alla data del 31 dicembre 2019, dellagevolazione fiscale per docenti e ricercatori.

Enti sportivi operanti nella Provincia autonoma di Bolzano

La legge di Bilancio 2022 modifica il trattamento fiscale agevolato di redditi diversi di cui allarticolo 67, comma 1, lettera m), primo periodo del Tuir, riguardante, tra laltro, le indennit di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i compensi ai collaboratori tecnici per prestazioni non professionali presso attivit sportive dilettantistiche.

Anche per gli importi erogati dalle Federazioni delle associazioni sportive della Provincia autonoma di Bolzano e dall'Unione delle societ sportive altoatesine operanti prevalentemente nella provincia autonoma di Bolzano, la qualificazione fiscale come redditi diversi subordinata a due condizioni: deve trattarsi di importi non rientranti in altre categorie reddituali e, in particolare, di importi non conseguiti nellesercizio di arti e professioni n in relazione alla qualit di lavoratore dipendente; devono essere corrisposti a fronte di prestazioni riconducibili allesercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche.

Nella locuzione esercizio diretto di attivit sportive dilettantistiche sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e lassistenza allattivit sportiva dilettantistica.

Le somme che rientrano nellambito applicativo dellart. 67, comma 1, lettera m) del Tuir sono destinatarie del regime di tassazione agevolato.

Dal 1gennaio 2023 entreranno in vigore le modifiche alla disciplina relativa alla tassazione dei redditi di lavoro sportivo.

Limite crediti compensabili

La legge di Bilancio 2022 ha disposto che a decorrere dal 1gennaio 2022, il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, elevato a 2 milioni di euro. Il provvedimento modifica il limite previsto dallarticolo 34, comma 1, primo periodo, della legge n. 388/2000 e ne sancisce la stabilizzazione a regime nella misura di 2 milioni di euro a partire dal 2022.


(Vedi circolare n. 9 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta per lacquisto di sistemi di filtraggio acqua potabile
Giovedì, 7 Aprile , 2022

Allo scopo di razionalizzare luso dellacqua e ridurre il consumo di contenitori in plastica la legge di Bilancio 2021 ha istituito un credito dimposta, nella misura del 50% delle spese sostenute tra il 1gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023, per lacquisto e linstallazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

I soggetti in possesso dei requisiti per accedere al credito dimposta sono tenuti a comunicare allAgenzia delle Entrate, dal 1febbraio al 28 febbraio dellanno successivo a quello di sostenimento delle spese agevolabili, lammontare delle spese ammissibili sostenute nellanno precedente.

Come anticipato ciascun beneficiario ha diritto ad un credito dimposta del 50% delle spese complessive risultanti dallultima comunicazione validamente presentata.

Lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari al credito dimposta indicato nella comunicazione validamente presentata moltiplicato per la percentuale resa nota da un provvedimento del direttore dellAgenzia delle Entrate entro il 31 marzo di ciascun anno.

In relazione alle spese sostenute i beneficiari possono utilizzare il credito dimposta in compensazione; per le sole persone fisiche non esercenti attivit d'impresa o di lavoro autonomo valido lutilizzo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo dimposta di sostenimento delle spese agevolabili.

Ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento. Il credito dimposta utilizzato in compensazione non pu eccedere limporto disponibile, pena lo scarto del modello.

Ciascun beneficiario pu visualizzare il credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale accessibile dallarea riservata del sito internet dellAgenzia delle Entrate.

Per consentire ai beneficiari lutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 1aprile 2022, ha istituito il codice tributo 6975 denominato CREDITO DIMPOSTA PER LACQUISTO DI SISTEMI DI FILTRAGGIO ACQUA POTABILE - art. 1, commi da 1087 a 1089, della legge n. 178/2020.


(Vedi risoluzione n. 17 del 2022)

Tenuta della contabilit in forma meccanizzata
Venerdì, 1 Aprile , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 16/E del 28 marzo 2022, ha fornito chiarimenti sulla tenuta della contabilit in forma meccanizzata dopo la procedura semplificata introdotta dallarticolo 12-octies del decreto legge 30 aprile 2019 n. 34, aggiunto dalla legge di conversione 28 giugno 2019 n. 58.

Il decreto ricorda che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono possedere le caratteristiche dellimmodificabilit, integrit, autenticit e leggibilit. Vanno inoltre conservati affinch: siano rispettate le norme del codice civile e le disposizioni dellamministrazione digitale e delle relative regole tecniche e le altre norme tributarie concernenti la corretta tenuta della contabilit; siano consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici, in relazione al cognome, al nome, alla denominazione, al codice fiscale, alla partita Iva, alla data o associazioni logiche di questi ultimi, laddove tali informazioni siano obbligatoriamente previste.

I registri contabili in formato elettronico, ai fini della loro regolarit, non devono essere stampati sino al terzo mese successivo al termine di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi, salvo esplicita richiesta da parte degli organi di controllo in sede di accesso, ispezione o verifica. Entro lo stesso periodo vanno posti in conservazione nel rispetto delle norme relative alla conservazione digitale dei documenti.

Volendo fornire un quadro di insieme la risoluzione rimanda alle risposte gi fornite alle istanze dei contribuenti nn. 236 e 346, rispettivamente pubblicate il 9 aprile ed il 17 maggio 2021.

Come disposto dal Codice dellAmministrazione digitale, lecita la tenuta dei registri e delle scritture contabili su supporto informatico in alternativa a quella cartacea che dovr essere limitata, come anticipato, ai casi di accesso, ispezione o verifica degli organi di controllo.

La novit non ha modificato la conservazione delle scritture informatiche, che deve rispettare le prescrizioni del decreto del 17 giugno 2014 del Mef.

La corretta tenuta di registri e scritture contabili su supporto informatico si considera conclusa solo dopo lapposizione di un riferimento temporale opponibile a terzi sul pacchetto di archiviazione.

Il contribuente ha a disposizione tre mesi di tempo dal termine di presentazione delle relative dichiarazioni annuali per concludere correttamente il processo di conservazione. I tre mesi raddoppiano e diventano sei con riferimento al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2019 come previsto dallarticolo 5, comma 16, del decreto legge n. 41/2021 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 69 del 21 maggio 2021.


(Vedi risoluzione n. 16 del 2022)

Principali novit in materia di imposta di registro, Iva e Irap contenute nel decreto Milleproroghe 2022
Venerdì, 1 Aprile , 2022

PREMESSA

Con la circolare n. 8/E del 29 marzo 2022 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni relative allimposta di registro, Iva e Irap introdotte dal decreto Milleproroghe 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 25 febbraio 2022.

Il documento di prassi amministrativa dedica il primo paragrafo alla sospensione dei termini per lapplicazione dellagevolazione prima casa. Il secondo invece riservato alla proroga dei versamenti per i soggetti che svolgono attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo nelle aree soggette a restrizioni sanitarie a causa di influenza aviaria e peste suina africana. Il terzo ed ultimo paragrafo concerne la proroga del termine per versare lIrap non corrisposta a causa dellerrata applicazione dellesonero introdotto dal decreto Rilancio.

SOSPENSIONE DEI TERMINI AGEVOLAZIONE PRIMA CASA

La conversione in legge del decreto Milleproroghe 2022, ha prorogato, dal 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022, i termini di scadenza in merito agli adempimenti da effettuare per non perdere lagevolazione prima casa ottenuta in sede di rogito notarile.

Lagevolazione concerne lapplicazione dellimposta agevolata al 2% alla compravendita dell immobile da destinare ad abitazione principale. La sospensione dei termini introdotta dalla legge n. 15/2022 investe anche i mesi di gennaio e febbraio 2022 che erano rimasti fuori dalle proroghe.

Per la pandemia da Covid-19 il legislatore aveva, dapprima con il decreto Liquidit, proceduto alla sospensione dei termini per 313 giorni, ossia dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020. Successivamente con il decreto Milleproroghe 2021, convertito nella legge n. 21/2021, la scadenza del 31 dicembre 2020 slittata al 31 dicembre 2021. Come gi anticipato, il decreto legge n. 228/2021 ha prorogato la scadenza del 31 dicembre 2021 al 31 marzo 2022. Tuttavia questultimo provvedimento entrato in vigore lo scorso 1marzo, lasciando scoperti i due mesi di gennaio e febbraio.

Con la circolare in parola lAgenzia delle Entrate ha parificato tutti i contribuenti facendo in modo che tutti possano beneficiare dellagevolazione, anche coloro che ritenendo decaduto il beneficio prima casa per decorso dei termini decadenziali abbiano versato maggiori somme a titolo di imposta, interessi e sanzioni. Questi contribuenti hanno pertanto diritto al rimborso.

Parlando di benefici prima casa ci siamo soffermati sulla sospensione dei termini agevolativi, ossia sul periodo in base al quale il contribuente chiamato a compiere le attivit che sono subordinate al mantenimento del bonus. Per fare un esempio, ogni contribuente tenuto a trasferire la residenza nel comune in cui ubicata labitazione oggetto di atto traslativo agevolato entro 18 mesi dal rogito.

PROROGA DEI VERSAMENTI PER I SOGGETTI CHE ESERCITANO ATTIVITA DI ALLEVAMENTO AVICUNICOLO E SUINICOLO NELLE AREE SOGGETTE A RESTRIZIONI SANITARIE

Per alcune categorie di allevatori la legge n. 15/2022, avente decorrenza dal 1marzo 2022, prevede la proroga, fino al 31 luglio 2022, dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte, alle trattenute riguardanti laddizionale regionale e comunale allIrpef effettuate dai sostituti dimposta, nonch dei versamenti Iva, le cui scadenze ordinarie cadono nel periodo 1gennaio - 30 giugno 2022.

La finalit della legge quella di sostenere le attivit economiche colpite dalle recenti emergenze sanitarie, prevedendo il rinvio di alcune scadenze fiscali per le imprese che operano in aree soggette a particolari restrizioni.

Beneficiano della proroga gli esercenti attivit di allevamento avicunicolo e suinicolo che alla data di inizio del periodo di proroga dei termini, ossia al 1gennaio 2022, hanno la sede operativa in uno dei comuni rientranti nelle aree assoggettate a particolari restrizioni da ordinanze o disposizioni delle autorit competenti a seguito della verifica di casi di peste suina africana o di influenza aviaria.

Non beneficiano dellagevolazione in commento coloro che, alla data del 1gennaio 2022, avevano sede operativa in un comune in cui era cessata lefficacia delle restrizioni dovute allemergenza.

La proroga trova applicazione anche qualora le restrizioni vengono disposte dalle autorit competenti in data successiva al 1gennaio 2022, ma solamente con riferimento ai versamenti che scadono nel periodo compreso tra la data di decorrenza delle restrizioni sanitarie e il 30 giugno 2022.

In merito allambito soggettivo di applicazione della norma la circolare ritiene che rientrano tra i soggetti che svolgono attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo coloro che, indipendentemente dalla forma giuridica adottata, esercitano lattivit in via non marginale rispetto allattivit complessivamente svolta. A tal fine, per il riscontro del requisito della non marginalit, pu farsi riferimento al volume daffari del periodo dimposta precedente a quello in cui sono state emanati lordinanza o il dispositivo che hanno dichiarato le restrizioni. In particolare, le attivit di allevamento avicunicolo o suinicolo possono considerarsi non marginali nellipotesi in cui abbiano generato un volume daffari non inferiore al 10% di quello complessivo.

Come gi detto lagevolazione ha ad oggetto la proroga dei termini di versamento di adempimenti, come quelli citati, in un arco temporale pi ampio. Non beneficiano della proroga i versamenti dovuti a seguito di atti emessi dallAgenzia delle Entrate o dallAgenzia delle Entrate-Riscossione come pure i versamenti delle somme da ravvedimento operato nel periodo dal 1gennaio al 30 giugno 2022.

Pur non essendo espressamente previsto, atteso che si tratta di una proroga del termine per leffettuazione dei versamenti, la cui scadenza normativamente fissata al 31 luglio 2022, si ritiene che in relazione a tali versamenti non sono dovuti interessi fino a tale data.

Gli eventuali versamenti gi effettuati nei mesi di gennaio e febbraio 2022, ossia prima della data di decorrenza della disposizione, non potranno essere oggetto di rimborso.

PROROGA DEL TERMINE PER VERSARE LIRAP NON CORRISPOSTA PER ERRATA APPLICAZIONE DELLESONERO PREVISTO DAL DECRETO RILANCIO

Il decreto Milleproroghe 2022 intervenuto sul decreto Agosto, posticipando dal 31 gennaio 2022 al 30 giugno 2022 il termine entro cui pagare, senza applicazione di sanzioni e interessi, il saldo Irap 2019 e il primo acconto Irap 2020, non versati a causa dellerrata applicazione delle misure di esonero contenute nel decreto Rilancio, in relazione alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno delleconomia nellattuale emergenza del Covid-19 (c.d. Temporary Framework).

Il legislatore, con lart. 24 del decreto Rilancio, aveva previsto che i soggetti con un volume di ricavi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo dimposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto Rilancio, nonch i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi, non fossero tenuti al versamento:

  • del saldo dellIrap relativo al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2019;
  • della prima rata dellacconto Irap dovuto per il periodo dimposta successivo.

Il citato decreto Agosto ha riconosciuto la possibilit di procedere, entro il 30 novembre 2020, al pagamento, senza applicazione di sanzioni e interessi, dellIrap non versata a causa dellerrata applicazione delle previsioni di esonero contenute nel decreto Rilancio. Tale termine stato prorogato pi volte. Lultimo rinvio stato operato dal decreto Milleproroghe 2022 che ha fissato al 30 giugno 2022 il termine per il saldo Irap 2019 e per il primo acconto 2020.

Con il decreto dell11 dicembre 2021 il Mef ha stabilito le modalit di attuazione ai fini della verifica del rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalle Sezioni 3.1 e 3.12 della comunicazione della Commissione europea, entro la quale possibile beneficiare dellaiuto.

Il Direttore dellAgenzia delle Entrate, con un provvedimento in corso di emanazione, individuer termini, modalit e contenuto dellautodichiarazione con la quale il beneficiario degli aiuti di Stato dovr attestare che limporto complessivo degli aiuti fruiti non supera i massimali di legge.


(Vedi circolare n. 8 del 2022)

Modalit e termini per la rettifica della rendita catastale proposta e relative annotazioni negli atti del catasto - efficacia e applicabilit della rendita attribuita
Giovedì, 24 Marzo , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 7/E del 17 marzo 2022, ha fornito alcuni chiarimenti sia per quanto concerne la natura del termine di dodici mesi previsto dal decreto del Mef n. 701/1994 per la determinazione della rendita catastale definitiva, sia sullambito applicativo della disposizione di cui allart. 74 della Legge n. 342/2000, relativo allefficacia della notifica degli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali.

Il documento di prassi amministrativa si occupa, in particolare, della gestione del procedimento di verifica della rendita proposta ai sensi del decreto ministeriale citato.

Quadro normativo di riferimento e prassi

Il decreto del Mef n. 701/1994 ha introdotto la procedura informatica denominata DOCFA che consente al contribuente di formulare una proposta di rendita per le unit immobiliari oggetto di dichiarazione in catasto fabbricati. La procedura permette, naturalmente, anche laggiornamento della banca dati catastale con il classamento e la relativa rendita.

Il dichiarante che ha la titolarit del bene propone liscrizione in catasto con lattribuzione della categoria, classe e relativa rendita catastale. Si tratta di una rendita proposta fino a quando lufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione alla determinazione della rendita catastale definitiva.

Il Dipartimento del Territorio, con le circolari n. 189/T del 1996 e n. 83/T del 1999, ha fornito istruzioni in merito alle norme di semplificazione delle attivit correlate allaccertamento del valore fiscale ai fini delle diverse imposte. I documenti pi recenti risalgono al 2005 e al 2012.

In tema di efficacia della rendita iscritta negli atti catastali, lart. 74 della legge n. 342/2000 stabilisce che dal 1gennaio 2000 gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali di terreni e fabbricati sono efficaci a decorrere dalla loro notificazione, a cura dellufficio competente per territorio, ai soggetti intestatari della partita. Dallavvenuta notificazione decorre il termine di cui allart. 21 Dlgs n. 546/1992 per proporre ricorso.

Modalit e termini per la rettifica della rendita catastale proposta. Orientamenti giurisprudenziali di legittimit

Il termine di dodici mesi per la determinazione della rendita catastale definitiva non ha natura perentoria e non stabilito a pena di decadenza. Lo dice la Suprema corte nella sentenza n. 34246/2019.

I giudici del Palazzaccio chiariscono che in tema di catasto dei fabbricati lintroduzione della procedura DOCFA consente al dichiarante di proporre la rendita dellimmobile. Tale procedura serve a rendere pi rapida la formazione del catasto o il suo aggiornamento attribuendo alla dichiarazione presentata la funzione di rendita proposta fino a quando lufficio non provveda alla determinazione della rendita definitiva. Il termine di un anno assegnato allufficio, dunque, non ha natura perentoria con conseguente decadenza dellamministrazione dal potere di rettifica ma meramente ordinatoria.

La Corte di cassazione ribadisce che il decorso del termine di un anno per la determinazione della rendita catastale definitiva, non comporta la decadenza per lamministrazione dal potere di verifica. Se lamministrazione non provvede a definire la rendita del bene, valgono le dichiarazioni presentate dal contribuente, fino a quando lufficio non proceda alla determinazione della rendita definitiva.

Notifica atti attributivi o modificativi delle rendite catastali. Orientamenti giurisprudenziali di legittimit

Lart. 74 della legge n. 342/2000 al paragrafo 1 ha stabilito che dal 1gennaio 2000 gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci a decorrere dalla loro notificazione ai soggetti intestatari.

In merito si posto il dubbio sullutilizzabilit, a fini impositivi, della rendita attribuita o modificata con riferimento ai periodi anteriori alla notifica del relativo atto attributivo o modificativo.

In merito la Cassazione ha chiarito che lespressione contenuta nellart. 74 secondo cui gli atti sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va intesa nel senso che la notifica degli atti attributivi soltanto condizione della loro efficacia: laggettivo efficacia non intende conferire volont legislativa di attribuire alla notifica del provvedimento attributivo della rendita una forza costitutiva.

Linciso solo a decorrere dalla loro notificazione indica limpossibilit giuridica di utilizzare una rendita se non notificata ma non esclude la utilizzabilit della rendita (una volta) notificata a fini impositivi anche per annualit dimposta sospese o suscettibili di accertamento e/o liquidazione e/o rimborso.

Lart. 74 va dunque interpretato nel senso che dalla notifica decorre il termine per limpugnazione dellatto attributivo o modificativo, ma ci non esclude lapplicabilit della rendita anche al periodo precedente, stante la natura dichiarativa e non costitutiva dellatto attributivo della rendita.

Le annotazioni iscritte negli atti catastali relativamente allart. 1, comma 3, del D.M. 701/1994

Alla luce dei pronunciamenti della Cassazione e dei chiarimenti formulati in merito alla natura del termine e dellefficacia e utilizzabilit delle rendite catastali, la circolare precisa che le procedure di gestione delle dichiarazioni Docfa saranno adeguate a quanto previsto dal presente documento, al fine di consentire linserimento, negli atti informatizzati, di specifiche locuzioni in relazione alle fattispecie ricorrenti.


(Vedi circolare n. 7 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle imprese energivore
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il decreto legge n. 4/2022 prevede il riconoscimento a favore delle imprese ad alto consumo di energia elettrica di un contributo straordinario sotto forma di credito dimposta, nella misura del 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.

Il credito dimposta in parola utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante modello F24.

Per consentire lutilizzo in compensazione di questo credito dimposta, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 21 marzo 2022, ha istituito il codice tributo 6960 denominato credito dimposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) - art. 15 del decreto legge 27 gennaio 2022 n. 4.


(Vedi risoluzione n. 13 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante di cui allart. 9-quater del Dl Ristori
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il Decreto legge Ristori ha previsto, per lanno 2021, il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore del locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, che riduca il canone del contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020 del locatario per il quale limmobile costituisca labitazione principale. Tale contributo arriva al 50% della riduzione del canone, entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 14/E del 21 marzo 2022, ha istituito i codici tributo per consentire la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante e per il versamento di sanzioni ed interessi tramite il mod. F24 Versamenti con elementi identificativi (c.d. F24 ELIDE).

I nuovi codici tributo sono: 8143 denominato Contributo a fondo perduto per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - CAPITALE - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020; 8144 denominato Contributo a fondo per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - INTERESSI - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020; 8145 denominato Contributo a fondo perduto per riduzione del canone di locazione - Restituzione spontanea - SANZIONE - art. 9-quater, comma 1, Dl n. 137/2020.


(Vedi risoluzione n. 14 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta in favore dei titolari di impianti pubblicitari destinati allaffissione di manifesti e ad analoghe installazioni pubblicitarie commerciali
Giovedì, 24 Marzo , 2022

Il decreto legge Sostegni-bis, allarticolo 67-bis, ha previsto il riconoscimento di un credito dimposta in favore dei titolari di impianti pubblicitari privati o concessi a soggetti privati, destinati allaffissione di manifesti e ad analoghe installazioni pubblicitarie di natura commerciale, anche attraverso pannelli luminosi o proiezioni di immagini.

I soggetti in possesso dei requisiti per accedere al credito dimposta in parola sono tenuti a comunicare allAgenzia delle Entrate limporto dovuto per lanno 2021 a titolo di canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione tributaria, per la diffusione di messaggi pubblicitari per un periodo non superiore a sei mesi. A tal fine deve essere preso in considerazione il canone in concreto versato dal contribuente.

Lammontare massimo del credito dimposta fruibile pari allimporto del canone risultante dallultima comunicazione presentata, in assenza di successiva rinuncia, moltiplicato per la percentuale resa nota dallAgenzia delle Entrate.

Il credito dimposta utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che rende nota la percentuale.

Ai fini dellutilizzo in compensazione, il mod. F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento. Il credito dimposta utilizzato in compensazione non pu eccedere limporto disponibile, tenuto conto delle fruizioni gi avvenute o in corso, pena lo scarto del mod. F24.

Con il provvedimento del 18 marzo 2022 il Direttore dellAgenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha determinato la percentuale di fruizione del credito dimposta che pari al 100%.

Ciascun beneficiario pu visualizzare lammontare del credito dimposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 22 marzo 2022, ha istituito il codice tributo per consentire ai beneficiari di utilizzare in compensazione il credito dimposta in parola. Il nuovo codice tributo il seguente: 6973 denominato CREDITO DIMPOSTA IMPIANTI PUBBLICITARI - art. 67-bis Dl n. 73/2021.


(Vedi risoluzione n. 15 del 2022)

Istituzione del codice tributo per lutilizzo del credito dimposta a favore delle farmacie per lacquisto e il noleggio di apparecchiature di telemedicina
Giovedì, 17 Marzo , 2022

Il decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020 (meglio noto come decreto Ristori) ha previsto il riconoscimento, a favore delle farmacie, di un contributo sotto forma di credito dimposta nella misura del 50%, utilizzabile esclusivamente in compensazione, per lacquisto e il noleggio, nellanno 2021, di apparecchiature necessarie per le prestazioni di telemedicina.

Ai fini dellutilizzo in compensazione del credito dimposta in parola, il modello F24 va presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dellAgenzia delle Entrate, pena il rifiuto delloperazione di versamento, a decorrere dal giorno 15 del mese successivo a quello in cui stata data comunicazione al beneficiario del riconoscimento del credito da parte del ministero della Salute.

Per consentire lutilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito dimposta di cui trattasi, lAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 11/E del 14 marzo 2022 ha istituito il codice tributo 6959 denominato Credito dimposta a favore delle farmacie per favorire laccesso a prestazioni di telemedicina nei piccoli centri - art. 19-septies del decreto legge n. 137/2020.

Il Ministero della Salute trasmette allAgenzia delle Entrate, entro il giorno 5 di ciascun mese e con modalit telematiche, lelenco dei soggetti che nel mese precedente sono stati ammessi a fruire dellagevolazione e limporto del credito dimposta concesso, nonch le eventuali variazioni e revoche.

In fase di elaborazione dei mod. F24 presentati lAgenzia delle Entrate verificher che i contribuenti che hanno presentato i modelli siano gli stessi presenti nellelenco dei beneficiari e che lammontare del credito dimposta utilizzato in compensazione non ecceda limporto indicato in tale elenco, pena lo scarto del modello F24.

Lammontare del credito dimposta utilizzabile in compensazione pu essere consultato dai beneficiari accedendo al cassetto fiscale attraverso i servizi telematici messi a disposizione dallAgenzia delle Entrate.


(Vedi risoluzione n. 11 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per lutilizzo dei crediti relativi alle detrazioni cedute e agli sconti praticati ai sensi dellart. 121 del decreto legge Rilancio
Giovedì, 17 Marzo , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 12/E del 14 marzo 2022, ha istituito i codici tributo per lutilizzo in compensazione, tramite il modello F24, dei crediti relativi alle detrazioni cedute e agli sconti in fattura praticati.

Lo sconto sul corrispettivo dovuto o la cessione di un credito dimposta di pari ammontare possono essere esercitate in relazione alle spese sostenute per interventi di: recupero del patrimonio edilizio; efficienza energetica (ecobonus e superbonus); adozione di misure antisismiche (sismabonus e superbonus); installazione di impianti fotovoltaici; installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici; superamento ed eliminazione di barriere architettoniche.

Si rimanda alla risoluzione per lindividuazione dei singoli codici tributo. I crediti cedibili o utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dalle comunicazioni di esercizio delle opzioni di cui allart. 121 del decreto Rilancio, inviate allAgenzia delle Entrate nelle modalit e nei termini previsti.

Affinch i crediti possano essere utilizzati in compensazione, oppure ulteriormente ceduti, necessario che il fornitore o il cessionario confermino lesercizio dellopzione, utilizzando la Piattaforma cessione crediti disponibile nellarea riservata delle Entrate.

Attraverso questa Piattaforma, in alternativa allutilizzo in compensazione tramite mod. F24, i fornitori e i cessionari possono cedere i crediti ad altri soggetti.

In fase di elaborazione dei modelli F24 ricevuti, sulla base dei dati risultanti dalle comunicazioni delle opzioni e dalle eventuali successive cessioni, lAgenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati allo scopo di verificare che lammontare dei crediti utilizzati in compensazione da ciascun soggetto non ecceda limporto della quota disponibile per ciascuna annualit, pena lo scarto del modello F24.


(Vedi risoluzione n. 12 del 2022)

Chiarimenti in merito alle discipline della rivalutazione e del riallineamento di cui allart. 110 del decreto Agosto e della rivalutazione per i settori alberghiero e termale di cui allart. 6-bis del decreto Liquidit
Venerdì, 11 Marzo , 2022

Con la circolare n. 6/E del 1marzo 2022 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al regime fiscale della rivalutazione e del riallineamento contenuto nellarticolo 110 del decreto legge Agosto (Dl n. 104/2020), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126/2020.

Alla luce delle criticit segnalate dai contribuenti, dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria nelle istanze di interpello, il documento di prassi amministrativa interviene utilizzando lo schema della domanda-risposta.

La parte prima della circolare dedicata ai profili sostanziali. La parte seconda contiene, invece, specifici chiarimenti in ordine alla disciplina della rivalutazione dei beni prevista per i settori alberghiero e termale. La parte terza verte sugli aspetti procedurali.

Tenuto conto che la disciplina prevista dal citato articolo 110 rinvia a previsioni gi presenti nei precedenti regimi di rivalutazione e riallineamento, si applicano, in quanto compatibili, i chiarimenti forniti nei diversi documenti di prassi come la circolare n. 14/E/2017 che, a sua volta, rimanda alle circolari n. 18/E/2006, n. 11/E/2009 e n. 13/E/2014.

Rispetto alla bozza diffusa lo scorso novembre il documento presenta diverse novit ed integrazioni a riprova della complessit dei temi trattati. E proprio in considerazione di questa complessit lAgenzia rassicura che non saranno previste sanzioni per gli errori commessi sulla disciplina delle rivalutazioni e dei riallineamenti.

La rassicurazione del direttore Ruffini motivata anche dal fatto che la circolare arrivata fuori tempo massimo per presentare le dichiarazioni integrative emendative. Il 28 febbraio scaduto, infatti, il termine di invio delle dichiarazioni. Il documento precisa che gli uffici valuteranno caso per caso la non applicabilit delle sanzioni qualora riscontrino condizioni di obiettiva incertezza in relazione a comportamenti difformi eventualmente adottati dai contribuenti anteriormente alla pubblicazione della presente circolare.

LAgenzia, nel suo documento dedicato alle discipline della rivalutazione e del riallineamento, tiene conto delle novit contenute nella legge di Bilancio 2022 e precisa che in considerazione dei rilevanti impatti sulle decisioni di investimento delle imprese, in via opzionale, consente agli interessati di revocare, anche parzialmente, lapplicazione della disciplina dellarticolo 110 del decreto Agosto, esercitando il diritto alla restituzione delle imposte sostitutive versate secondo modalit e termini che saranno resi noti con un provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate in corso di predisposizione.

Rispetto alla bozza il documento di prassi cambia orientamento in merito alla base imponibile per lapplicazione dellimposta sostitutiva del 10% ai fini dellaffrancamento della riserva in sospensione dimposta. La circolare prende atto che la Corte di cassazione ha pi volte affermato che la base imponibile costituita dallimporto della riserva iscritto in bilancio, al netto della sostitutiva pagata per la rivalutazione o il riallineamento. Chi, dunque, avesse versato pi del dovuto ha la facolt di richiedere il rimborso.

In merito al trattamento della riserva in sospensione dimposta, in caso di operazioni straordinarie, la circolare riconosce che, contrariamente al passato, il regime di riserva tassabile solo in caso di distribuzione non pu determinare limponibilit di una riserva che non deve per forza essere ricostituita, a condizione che, nel caso specifico non sia possibile ipotizzare una attribuzione ai soci.

Il corposodocumento precisa, tra laltro, che la rivalutazione di un bene applicabile anche nellipotesi di societ che hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti. Non invece rivalutabile il bene riscattato dal leasing nellesercizio 2020 ancorch il termine per il riscatto fosse stato fissato nellesercizio 2019. Impossibile la rivalutazione di una porzione di un bene immobile identificato al Catasto come unico bene.

Particolarmente interessante il chiarimento in merito all'impossibilit di rivalutare un bene iscritto nel bilancio della societ incorporante nel corso dellesercizio 2020 a seguito della fusione il cui valore era gi stato oggetto di incremento mediante lutilizzo del disavanzo da annullamento. Per le Entrate il bene non sarebbe rivalutabile dalla incorporante in quanto nel bilancio di riferimento relativo allesercizio chiuso il 3 dicembre 2020 non sarebbe stata iscritta alcuna riserva di rivalutazione n incrementato il proprio capitale sociale in contropartita dei maggiori valori degli asset iscritti in bilancio. Questi ultimi risulterebbero accresciuti solo in conseguenza dellimputazione del disavanzo di fusione e, pi in generale, della contabilizzazione delloperazione straordinaria.

Alla societ incorporante non sar consentito neanche di accedere al regime del riallineamento con riferimento ai valori relativi ai beni iscritti per effetto dellimputazione del disavanzo di fusione.

Come anticipato, la parte seconda della circolare contiene specifici chiarimenti in ordine alla disciplina della rivalutazione dei beni prevista per i settori alberghiero e termale. La rivalutazione gratuita dei soggetti operanti in questi settori riconosciuta a prescindere dal tipo di attivit e investe il proprietario dellimmobile destinato a struttura alberghiera concesso in locazione ad un soggetto operante nel settore. LAgenzia spiega che i maggiori valori rivalutati possono essere ammortizzati gi a decorrere dal periodo dimposta chiuso al 31 dicembre 2020.


(Vedi circolare n. 6 del 2022)

Ulteriori chiarimenti in merito alla Stp esercente attivit di assistenza fiscale
Venerdì, 11 Marzo , 2022

LAgenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 10/E del 4 marzo 2022, ha stabilito che i soci di S.t.p. (Societ tra professionisti) che risultano validamente costituite ed iscritte nel registro delle imprese e nel relativo ordine professionale, possono rilasciare il visto di conformit anche quando la maggioranza del capitale sociale non detenuta da professionisti iscritti agli albi. Ci, a condizione che i soci certificatori detengano il controllo dei diritti di voto della S.t.p. come disposto nei patti parasociali.

Tale assetto societario delle S.t.p. risulta in linea con le disposizioni normative che regolano la disciplina e garantisce il presidio della qualificazione professionale e della fede pubblica della S.t.p.

Pertanto, devono ritenersi superate le indicazioni di prassi contenute nella risoluzione n. 23/E/2016 in base alle quali, equiparando di fatto la S.t.p. alle societ di servizi, si riteneva necessario che, per liscrizione del socio professionista di una S.t.p. nellelenco dei soggetti abilitati al visto di conformit, i soci professionisti dovessero costituire la maggioranza e detenere la maggioranza del capitale sociale della S.t.p..

Il chiarimento era doveroso in quanto secondo le precedenti indicazioni sui requisiti necessari per lapposizione del visto di conformit da parte dei professionisti soci di una S.t.p. la risoluzione n. 23/E citata sosteneva che il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale degli stessi dovesse essere tale da determinare la maggioranza di ⅔ nelle deliberazioni o decisioni dei soci.

LAgenzia, alla luce dellintervento normativo contenuto nella legge di Stabilit 2012 e tenuto conto dellinformativa adottata dal Cndcec, ritiene possibile linserimento nellelenco dei soggetti abilitati al visto di conformit anche ai professionisti soci di S.t.p. validamente costituite, anche quando la maggioranza del capitale sociale non detenuta da professionisti iscritti nei relativi albi, purch tali soci detengano il controllo dei diritti di voto della S.t.p..


(Vedi risoluzione n. 10 del 2022)

Principali novit in materia Iva contenute nel Dl fisco-lavoro convertito nella legge n. 215/2021
Sabato, 5 Marzo , 2022

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 25 febbraio 2022, fornisce chiarimenti in merito alle disposizioni relative allIva introdotte dal decreto legge fisco-lavoro (Dl n. 146/2021), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 215/2021.

Le previsioni normative in commento sono suddivise sulla base del contenuto che le caratterizza e la relativa disciplina Iva esaminata nellambito dei corrispondenti paragrafi, ossia:

  1. operazioni nei confronti di organismi della Ue per rispondere al Covid-19;
  2. operazioni effettuate da enti associativi;
  3. servizi di trasporto internazionale effettuati da subvettori.

NON IMPONIBILITA DELLE CESSIONI DEI CD. BENI ANTI-COVID E CONNESSE PRESTAZIONI DI SERVIZI A ORGANISMI UE

Al fine di recepire la direttiva comunitaria 2021/1159 il legislatore, con il decreto legge fisco-lavoro, ha apportato modifiche al Dpr n. 633/1972. La direttiva modifica la precedente 2006/112/CE per fronteggiare le misure varate a causa della pandemia e fornire un maggior supporto fiscale nellacquisto di beni o servizi effettuato dalla Commissione europea o da unagenzia o un organismo al fine di rispondere alla pandemia da Covid-19. Lagevolazione ha unapplicazione retroattiva e scatta a partire dalle operazioni effettuate dal 1gennaio 2021.

Dunque, fra le operazioni non imponibili ai fini Iva trovano posto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Commissione europea o di unagenzia o organismo, qualora questi organi acquistino beni e servizi al fine di contrastare la pandemia.

Per espressa previsione di legge, invece, i predetti beni e servizi sono imponibili laddove utilizzati, immediatamente o in seguito, dalla Commissione o dagli altri organi specificati per ulteriori cessioni o prestazioni a titolo oneroso.

Come anticipato, il nuovo regime di non imponibilit si applica alle operazioni compiute dal 1gennaio 2021, quindi, retroattivamente.

Per le operazioni assoggettate ad Iva prima del 21 dicembre 2021 i soggetti fornitori potranno emettere note di variazione in diminuzione dellimposta a suo tempo addebitata con riferimento alle forniture di beni e servizi per le quali siano a conoscenza della destinazione duso. Il comma 2 dellarticolo 26 del Dpr n. 633/1972 consente di portare in detrazione limposta corrispondente alla variazione.

Laddove il fornitore sia a conoscenza della destinazione dei beni e servizi alle finalit previste dalla norma in commento:

  • la data entro cui emettere la nota di variazione in diminuzione deve essere individuata nel termine per la presentazione della dichiarazione Iva relativa al 2021, ossia entro il 2 maggio 2022;
  • la data entro cui esercitare il diritto alla detrazione, invece, deve essere individuata nella data della liquidazione periodica Iva relativa al mese o trimestre in cui la nota viene emessa o, al pi tardi, in sede di dichiarazione Iva relativa allanno di emissione della nota.

Se la nota emessa nel periodo 1gennaio - 2 maggio 2022, la detrazione pu essere operata nellambito della liquidazione periodica Iva relativa al mese o trimestre in cui la nota viene emessa, ovvero direttamente in sede di dichiarazione annuale relativa allanno 2022.

Stante leccezionalit della fattispecie - avente ad oggetto operazioni regolarmente fatturate con Iva, ma divenute retroattivamente non imponibili per espressa previsione normativa - si ritiene che il fornitore possa emettere ununica nota cumulativa per ciascun cessionario/committente individuato dalla norma, che richiami le singole fatture alle quali si riferisce e le relative somme.

La nota di variazione pu essere redatta anche in modalit semplificate, ma qualora il cedente/prestatore non riuscisse comunque ad operare la variazione in diminuzione entro il termine del 2 maggio 2022, il recupero dellimposta consentito secondo le istruzioni fornite con la circolare n. 20/E/2021 secondo cui, una volta spirati i termini per lemissione della nota di variazione, nellimpossibilit di presentare una dichiarazione integrativa Iva a favore, per recuperare limposta a suo tempo versata, il contribuente, in presenza dei presupposti applicativi, potr avvalersi dellart. 30-ter del Dpr n. 633/1972.

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IVA DEGLI ENTI ASSOCIATIVI

In sede di conversione in legge del decreto fiscale il legislatore ha modificato la disciplina dellIva, con particolare riferimento alla rilevanza delle operazioni effettuate da taluni enti non commerciali di tipo associativo.

La legge di Bilancio 2022 ha tuttavia posticipato lentrata in vigore delle nuove disposizioni che trovano applicazione solo per le operazioni effettuate dal 1gennaio 2024.

Larticolo 5, comma 15-quater, del decreto ha modificato gli articoli 4 e 10 del Dpr n. 633/1972 riguardanti, rispettivamente, le operazioni che si considerano effettuate nellesercizio dimpresa, rilevante ai fini Iva, e le operazioni esenti dallimposta.

In particolare il legislatore ha disposto che le prestazioni rese dagli enti non commerciali a carattere associativo possono beneficiare dellesenzione dal regime Iva a condizione che gli stessi possiedano specifici requisiti soggettivi. Il riferimento attiene allassenza di finalit lucrative dellente. Lesenzione vale anche per le prestazioni di servizi connesse con la pratica dello sport rese da associazioni sportive dilettantistiche come pure la somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di indigenti da parte delle associazioni di promozione sociale.

Restano fuori campo Iva le operazioni svolte da associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato con ricavi annui fino a 65 mila euro.

Qualora, al 1gennaio 2024 le disposizioni del codice del Terzo settore riguardanti il trattamento fiscale di organizzazioni di volontariato (Odv) e associazioni di promozione sociale (Aps) non abbiano ancora trovato applicazione, a partire da tale data le Odv e le Aps che nel periodo dimposta precedente abbiano conseguito ricavi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65 mila euro, usufruiranno, ai soli fini dellIva, della disciplina prevista per i contribuenti del regime c.d. forfetario previsto dalla legge n. 190/2014.

SERVIZI DI TRASPORTO INTERNAZIONALE EFFETTUATI DA SUBVETTORI

Larticolo 5-septies del Dl n. 146/2021 in considerazione della sentenza - causa C-288/16 del 29 giugno 2017, ha apportato modifiche allart. 9 del Dpr n. 633/1972 per ridurre, a partire dallo scorso 1gennaio, il trattamento di non imponibilit Iva previsto per i trasporti internazionali di beni soltanto alle prestazioni rese nei confronti di determinati soggetti. Parliamo dellesportatore, del titolare del regime di transito, dellimportatore, del destinatario di beni o del prestatore di servizi di spedizione.

Pertanto, le prestazioni rese a soggetti diversi, a partire dal 1gennaio 2022, sono operazioni imponibili. Ne deriva che le prestazioni di trasporto internazionale connesse alle importazioni e alle esportazioni saranno imponibili per i subvettori che realizzano servizi nei confronti di un soggetto diverso dallimportatore, dallesportatore o dal destinatario dei beni, come gi anticipato. Vettore principale pu anche essere un consorzio, una societ cooperativa a cui aderiscono o di cui sono soci i subvettori, incaricati di svolgere il trasporto.

Per determinare loperativit della misura occorre verificare la posizione del committente e leffettuazione delloperazione. Rientrano, pertanto, nel nuovo e pi ristretto ambito della non imponibilit ad Iva i servizi di trasporto connessi agli scambi internazionali resi ai soggetti sopra elencati (esportatore, titolare del regime di transito, importatore, destinatario dei beni, prestatore di servizi di spedizione) effettuati dal 1gennaio 2022 da:

  • soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, a condizione che, in data non anteriore al 1gennaio 2022, per tali servizi sia stato pagato il corrispettivo o per cui, anteriormente al pagamento, sia stata emessa fattura da parte del fornitore;
  • soggetti che non sono ivi stabiliti, a condizione che tali servizi a partire dal 1gennaio 2022 siano stati a tutti gli effetti ultimati o che per essi il committente abbia pagato la prestazione.
Sono fatti salvi i comportamenti dei contribuenti che antecedentemente al 1gennaio 2022 si siano adeguati alle indicazioni fornite dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue sopra richiamata, ossia che abbiano gi applicato lIva alle prestazioni di subvezione nei trasporti internazionali territorialmente rilevanti in Italia, con conseguente diritto di detrazione in capo ai committenti.


(Vedi circolare n. 5 del 2022)

NOVITA'
BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO FINANZIARIO 2021
Fascicolo Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2021
allegato
Esito elezioni 21 22 febbraio 2022
**************
allegato
16 maggio 2022
19 maggio 2022
20 maggio 2022
25 maggio 2022
31 maggio 2022
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Chiarimenti in tema di ravvedimento operoso in presenza di violazioni derivanti da condotte fraudolente

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