NOVITA' FISCALI
Comunitŕ energetiche rinnovabili - Le regole per il Superbonus
Giovedì, 18 Marzo , 2021

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 18/E del 12 marzo 2021, fornisce chiarimenti in merito alla possibilitŕ per le comunitŕ energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o per i condoměni che aderiscono alle ‘configurazioni’ di cui all’articolo 42-bis del decreto legge n. 162/2019 di fruire della detrazione del Superbonus e delle detrazioni previste per la riqualificazione energetica degli edifici. Il documento si sofferma anche sul trattamento fiscale da riservare alle somme erogate dal Gestore dei servizi energetici (GSE) S.p.a. a condoměni, composti solo da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attivitŕ d’impresa, arti e professioni, che aderiscono alle predette configurazioni.

L’articolo 119 del decreto legge Rilancio che ha introdotto la detrazione del 110% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza sismica, ha previsto specifiche disposizioni in materia di ‘autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili’ e di ‘comunitŕ energetiche rinnovabili’.Per gli impianti a fonte rinnovabile gestiti da soggetti che aderiscono alle ‘configurazioni’ in esame, la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del Tuir, si applica fino alla soglia di 200 KW e per un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro. Per l’installazione di predetti impianti, di potenza massima di 20 KW, si applica il Superbonus a condizione che l’energia non autoconsumata in sito ovvero non condivisa per l’autoconsumo sia ceduta in favore del GSE.

Grazie alla legge di Bilancio 2021 il Superbonus si applica anche alle spese sostenute fino al 30 giugno 2022 o, per gli interventi posti in essere sulle parti comuni di edifici in condominio o composti da due a quattro unitŕ immobiliari di un unico proprietario o in comproprietŕ, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022, a condizione che entro la predetta data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati interventi per almeno il 60% del totale.

In merito alle questioni fiscali sollevate l’Amministrazione finanziaria fa presente che, con riferimento al primo quesito, per gli impianti a fonte rinnovabili, gestiti da soggetti che aderiscono alle ‘configurazioni’, la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del Tuir, si applica fino alla soglia di 200 KW e per un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro. La detrazione in questione si applica nella misura del 50% alle spese sostenute per interventi relativi alla realizzazione, su singole unitŕ immobiliari e su parti comuni, di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. La detrazione č ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Tra i lavori agevolabili, in base alla predetta disposizione, rientra anche l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, in quanto basati sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia. Pertanto, la detrazione in commento puň essere fruita anche dai soggetti che aderiscono alle ‘configurazioni’ per le spese sostenute per l’installazione e la gestione degli impianti, indipendentemente dalla natura giuridica degli stessi. La detrazione č comunque subordinata alla condizione che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dei componenti della configurazione medesima, la cui attivitŕ non costituisce svolgimento di attivitŕ commerciale abituale.

Ai sensi del comma 16-ter dell’articolo 119 del decreto Rilancio l’installazione degli impianti fino a 200 KW da parte di comunitŕ energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o da parte di condoměni che aderiscono alle configurazioni di cui all’articolo 42-bis, rientra tra gli interventi ammessi al Superbonus. La citata detrazione si applica per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici.

Il Superbonus spetta su un ammontare delle spese non superiore a 48.000 euro e, comunque, nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni KW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022.

La maxi detrazione al 110% č subordinata alla condizione che l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi ‘trainanti’ finalizzati al risparmio energetico o antisismici. Il Superbonus spetta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di 1.000 euro per ogni KWh di capacitŕ di accumulo del sistema di accumulo.

In merito al trattamento fiscale degli incentivi erogati dal GSE a condoměni composti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attivitŕ d’impresa, arti e professioni (secondo quesito), l’Agenzia delle Entrate evidenzia che l’articolo 42-bis del decreto Milleproroghe non disciplina la forma giuridica che devono assumere le configurazioni sperimentali, limitandosi a prevedere le condizioni alle quali sono subordinate le predette configurazioni ai fini dell’applicazione del medesimo articolo 42-bis.

In particolare, sono stabilite le condizioni e i requisiti per i consumatori di energia elettrica che vogliono divenire ‘autoconsumatori’ di energia rinnovabile e che agiscono collettivamente. Nello specifico, il comma 4 della direttiva Ue 2018/2001 stabilisce che i soggetti partecipanti producono energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 KW, entrati in esercizio dal 29 febbraio 2020, data di entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto Milleproroghe ed entro i 60 giorni successivi alla data di entrata in vigore del provvedimento di recepimento della direttiva Ue citata. Il termine di recepimento della direttiva č il 30 giugno 2021.

Č inoltre previsto che i clienti finali associati in una delle predette configurazioni possono scegliere il proprio venditore e possono recedere in ogni momento dalla configurazione di autoconsumo. I rapporti tra i partecipanti delle configurazioni sono regolati tramite un contratto di diritto privato che individua un responsabile del riparto dell’energia condivisa che puň, inoltre, essere delegato anche alla gestione delle partite di pagamento e di incasso verso i venditori e il GSE.

Sull’energia prelevata dalla rete pubblica dai clienti finali, si applicano gli oneri generali di sistema ai sensi dell’articolo 6, comma 9, secondo periodo, del decreto legge n. 244/2016 convertito dalla legge n. 19/2017.

Gli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle predette configurazioni, inoltre, accedono ad un meccanismo tariffario di incentivazione; il ministero dello Sviluppo Economico individua con decreto la ‘tariffa incentivante’, volta a premiare l’autoconsumo istantaneo e l’utilizzo di sistemi di accumulo, erogata dal GSE per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle ‘configurazioni sperimentali’.

Alle configurazioni di autoconsumo collettivo e alle comunitŕ energetiche rinnovabili realizzati con impianti a fonti rinnovabili il GSE riconosce una ‘tariffa incentivante’ quale ‘tariffa premio’. Tale tariffa č finalizzata ad incentivare l’autoconsumo istantaneo da parte di questi soggetti che aderiscono alle configurazioni e non la cessione di energia, al fine di ridurre l’immissione in rete di energia non autoconsumata. La tariffa č, infatti, applicata al minor valore, calcolato per ciascuna ora, tra l’energia elettrica immessa in rete dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili facenti parte della configurazione e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali della configurazione.

Il GSE effettua, inoltre, la restituzione delle componenti tariffarie disciplinate in via regolata, nonché di quelle connesse al costo della materia prima energia, che non risultano tecnicamente applicabili all’energia condivisa, in quanto energia istantaneamente autoconsumata sulla stessa porzione di rete a bassa tensione e, per tale ragione, equiparabile all’autoconsumo fisico in situ.

Per effetto di tale ultimo richiamo, il GSE riconosce un corrispettivo per la vendita dell’energia, nella misura in cui l’energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilitŕ del referente della configurazione, con facoltŕ di cessione al GSE medesimo. In base a quanto previsto nelle ‘Regole tecniche per l’accesso al servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia elettrica condivisa’ del 22 dicembre 2020, predisposte dal GSE le somme sono corrisposte al referente delle configurazioni sperimentali.

Nel caso dell’autoconsumo collettivo, il referente č il condominio che agisce per il tramite del suo amministratore o di un suo rappresentante. Le somme corrisposte dal GSE al condominio saranno poi attribuite a ciascun condomino, in base ai criteri stabiliti dalle delibere assembleari. In tale contesto, si ritiene che nei confronti dei clienti finali, persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attivitŕ d’impresa, arti e professioni della configurazione:

  • la ‘tariffa premio’ non assume rilevanza reddituale;
  • le componenti tariffarie restituite non siano fiscalmente rilevanti, trattandosi di un ‘contributo aggiuntivo dovuto alle perdite di rete evitate’;
  • il corrispettivo per la vendita dell’energia, nella misura in cui l’energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilitŕ del referente della configurazione, con facoltŕ di cessione al GSE medesimo, sia fiscalmente rilevante, configurando un reddito diverso di cui all’articolo 67, comma 1, lett. i) del Tuir.


(Vedi risoluzione n. 18 del 2021)

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