NOVITA' FISCALI
Regime fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) - I chiarimenti dellAgenzia delle Entrate
Venerdì, 14 Gennaio , 2022

Con la circolare n. 19/E del 29 dicembre 2021 lAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle novit apportate alla disciplina fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) ad opera del decreto legge n. 124/2019 e del decreto Rilancio e al credito dimposta previsto dalla legge di Bilancio 2021.

Il regime fiscale dei PIR prevede la non imponibilit, ai fini delle imposte sui redditi, dei proventi di natura finanziaria, derivanti da investimenti operati tramite piani individuali di risparmio a lungo termine che rispettino le caratteristiche previste dalla normativa, nonch la non imponibilit, ai fini dellimposta di successione, per il trasferimento mortis causa degli strumenti finanziari detenuti nel piano.

In sostanza una disciplina fiscale il cui intento quello di favorire la canalizzazione del risparmio delle famiglie verso investimenti in strumenti finanziari di imprese industriali e commerciali, italiane ed europee, presenti in Italia, bisognose di risorse finanziarie e per le quali, spesso, complicato lapprovvigionamento di liquidit mediante il canale bancario.

Con la circolare n. 3/E/2018 lAgenzia delle Entrate ha gi chiarito che il PIR un contenitore fiscale a cui destinare il risparmio, entro un determinato plafond, per un determinato periodo di tempo, seguendo i criteri stabiliti per legge. Lintento quello di garantire un adeguato bilanciamento tra gli obiettivi di politica economica e quelli di tutela del risparmiatore.

Il regime fiscale dei PIR interessa le persone fisiche residenti in Italia, in relazione ad investimenti detenuti al di fuori dellesercizio di unattivit di impresa. Sono detassati: i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria, percepiti da persone fisiche, derivanti da investimenti detenuti in PIR per almeno 5 anni; i redditi derivanti dagli investimenti detenuti in PIR da Casse di Previdenza e Fondi pensione.

La disciplina dei PIR stata introdotta dal periodo dimposta 2017 ma gi oggetto di diverse modifiche. La legge di Bilancio 2019, ad esempio, ha introdotto specifici vincoli nella composizione degli investimenti ammissibili nel PIR che sono stati soppressi ad opera del decreto legge n. 124/2019.

Tale ultimo decreto ha previsto nuovi criteri per lammissibilit degli investimenti qualificati per i PIR costituiti a decorrere dal 1gennaio 2020, nonch regole specifiche per le Casse di previdenza e i Fondi pensione.

Per rendere pi allettante lincentivo il decreto Rilancio ha poi introdotto i c.d. PIR Alternativi che rappresentano misure strutturali volte ad incentivare lafflusso di risorse alle imprese, non solo in capitale di rischio ma anche in capitale di debito, potenziando, inoltre, anche dal punto di vista quantitativo, le capacit dei PIR di convogliare risparmio privato verso il mondo delle imprese.

Il decreto Agosto ha successivamente innalzato il plafond degli investimenti in PIR Alternativi.

La legge di Bilancio 2021 ha apportato lultima modifica che ha previsto un credito dimposta pari alle eventuali minusvalenze derivanti dagli investimenti in strumenti finanziari qualificati effettuati entro il 31 dicembre 2021, in PIR Alternativi costituiti dal 1gennaio 2021, a patto che gli stessi investimenti siano detenuti per almeno 5 anni.

Negli anni si sono susseguite diverse tipologie di PIR in funzione della normativa fiscale applicabile. Attualmente possibile costituire esclusivamente PIR 3.0 , piani costituiti dal 1gennaio 2020 e PIR Alternativi, piani costituiti dal 19 maggio 2020. Inoltre, in caso di persone fisiche, queste possono detenere solo PIR ordinario ed un PIR Alternativo.

Il documento di prassi amministrativa fa il punto sulle regole che i privati investitori e gli operatori finanziari devono tenere conto considerata anche la complessit tecnica della materia. LAgenzia delle Entrate, ad esempio, precisa che le quote di Srl possono rientrare tra gli investimenti oggetto di agevolazione nei Piani ordinari solo se offerte al pubblico. Inoltre, non vi sono limitazioni per le quote detenute nei Piani Alternativi, ossia in quelli costituiti a partire dal 19 maggio 2020. La circolare aggiunge, poi, che il regime dei PIR e il regime fiscale degli investimenti in start-up e in PMI possono essere applicati insieme visto che non sono alternativi tra loro.

Le Casse di previdenza e i Fondi pensione possono detenere pi PIR. Per tali soggetti prevista la detassazione dei redditi derivanti dagli investimenti nei Piani, a condizione che siano rispettati i vincoli di investimento delle risorse destinate agli investimenti qualificati e gli investimenti siano mantenuti per almeno 5 anni.

Viene previsto che nel rispetto delle norme e delle disposizioni anche le Casse di previdenza e i Fondi pensione possono essere titolari di PIR 3.0 e dei PIR Alternativi. Non trovano applicazione i limiti allentit dellinvestimento annuo e quello complessivo. In ogni caso i predetti soggetti sono tenuti al rispetto delle condizioni come il requisito temporale e i vincoli di composizione, concentrazione e liquidit.

Le Casse di previdenza e i Fondi pensione sono chiamate a rispettare il limite quantitativo del 10% dellattivo patrimoniale risultante dal rendiconto dellesercizio precedente. Tale limite costituisce il tetto massimo complessivo da considerare anche per gli investimenti qualificati ex art. 89, articolo 1, legge di Bilancio 2017. La diminuzione dellattivo patrimoniale impedisce, invece, la possibilit di effettuare ulteriori investimenti qualificati.

In ogni caso, linvestimento incrementale effettuato negli esercizi successivi pu essere disposto sino al raggiungimento del tetto del 10% dellattivo patrimoniale risultante dal rendiconto dellesercizio precedente, qualora nellesercizio trascorso gli investimenti siano avvenuti sotto soglia.

Le novit contenute nella legge di Bilancio 2021: il credito dimposta

In relazione ai PIR Alternativi costituiti dal 1gennaio 2021, la legge di Bilancio 2021 ha introdotto un credito dimposta pari alle eventuali minusvalenze derivanti dagli investimenti in strumenti finanziari qualificati effettuati entro il 31 dicembre 2021, a condizione che gli stessi siano detenuti per almeno 5 anni e il credito dimposta non ecceda il 20% delle somme investite negli strumenti finanziari medesimi.

Le persone fisiche titolari di un PIR Alternativo hanno diritto ad un credito dimposta pari alle minusvalenze, perdite e differenziali negativi realizzati relativamente agli strumenti finanziari qualificati detenuti nel Piano per almeno 5 anni.

Il requisito temporale va rispettato in relazione allo strumento finanziario relativamente al quale si realizza la minusvalenza.

Pertanto, non concorrono alla determinazione del credito dimposta eventuali minusvalenze derivanti dalla cessione di strumenti finanziari qualificati che sono detenuti a seguito di reinvestimenti di somme derivanti da strumenti rimborsati o ceduti, entro il quinquennio. In altri termini, assumono rilevanza ai fini della determinazione del credito dimposta solo le minusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso o dal rimborso di strumenti finanziari qualificati oggetto di investimento nel 2021 e detenuti ininterrottamente nel Piano per almeno 5 anni.

Le eventuali minusvalenze derivanti dalla cessione o dal rimborso di strumenti finanziari qualificati prima del decorso dei 5 anni di detenzione potranno essere utilizzate in deduzione, non oltre il quarto periodo dimposta successivo a quello di realizzo, dalle plusvalenze, proventi e differenziali positivi secondo le modalit stabilite dalla legge di Bilancio 2017.

Il credito dimposta non pu eccedere il 20% dellintera somma investita negli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano, fino al momento di realizzazione della minusvalenza. Pertanto, ai fini della determinazione dellammontare massimo di credito spettante, rilevano non solo le somme investite nel corso del 2021, ma anche quelle investite negli anni successivi risultanti alla data di realizzo della minusvalenza.

Il credito dimposta in esame utilizzabile, in 10 quote annuali di pari importo, nelle dichiarazioni dei redditi a partire da quella relativa al periodo dimposta in cui le minusvalenze, perdite e differenziali negativi si considerano realizzati ovvero in compensazione mediante il mod. F24.

Ai fini dellutilizzo del credito in compensazione non sono previste limitazioni per cui lo stesso utilizzabile in compensazione anche con altre imposte diverse dallIrpef e con eventuali contributi dovuti dallinvestitore.

Ai fini dellutilizzo del credito in compensazione tramite mod. F24, non si applica il limite annuale di 250 mila euro n il limite massimo annuale dei crediti di imposta e dei contributi compensabili.

Tale credito dimposta non concorre alla formazione del reddito complessivo dellinvestitore e le minusvalenze, le perdite o i differenziali negativi oggetto del credito dimposta non possono essere utilizzati o riportati in deduzione ai sensi dellart. 68 del Tuir e dellart. 6 Dlgs n. 461/1997.

In altre parole il credito dimposta costituisce un beneficio fiscale riconosciuto allinvestitore titolare di un PIR Alternativo in luogo dellutilizzo delle eventuali minusvalenze, perdite o differenziali negativi realizzati a seguito della cessione o del rimborso degli strumenti finanziari qualificati detenuti nel Piano medesimo per almeno 5 anni.

Ne consegue che, qualora linvestitore intenda beneficiare del credito dimposta e limporto delle minusvalenze realizzate ecceda il 20% delle somme investite negli strumenti finanziari qualificati detenuti nel piano, limporto della minusvalenza eccedente pu essere portato in deduzione dalle plusvalenze, proventi e differenziali positivi secondo le modalit di cui allart. 6 Dlgs n. 461/1997.

Pertanto gli investitori possono decidere di trasformare le eventuali minusvalenze realizzate in credito dimposta oppure di utilizzarle in deduzione dalle plusvalenze, dai proventi e altri differenziali positivi secondo le modalit ordinarie.


(Vedi circolare n. 19 del 2021)

NOVITA'
BILANCIO CONSUNTIVO ESERCIZIO FINANZIARIO 2021
Fascicolo Bilancio consuntivo esercizio finanziario 2021
allegato
Esito elezioni 21 22 febbraio 2022
**************
allegato
16 maggio 2022
19 maggio 2022
20 maggio 2022
25 maggio 2022
31 maggio 2022
cOrganismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento elearning odcec MACERATA-CAMERINO
Chiarimenti in tema di ravvedimento operoso in presenza di violazioni derivanti da condotte fraudolente

PREMESSA

LAgenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 12 maggio 2022, ...continua

Meccanismi transfrontalieri soggetti allobbligo di comunicazione - Dlgs n. 100/2020 (recepimento Direttiva DAC 6) - Risposte a quesiti

Tenendo conto dei contributi pervenuti a seguito della pubblica consultazione, lAgenzia delle Entrate, ...continua

Detrazioni fiscali per interventi edilizi - comunicazione delle opzioni di cui allart. 121 Dl Rilancio

Il decreto legge n. 4/2022 convertito nella legge n. 25 del 28 marzo 2022 ha previsto che, per le spese ...continua

Modifiche al regime fiscale dei piani di risparmio a lungo termine (PIR)

PREMESSA

La legge di Bilancio 2022 ha modificato la disciplina dei piani di ...continua

Nuova Classificazione Ateco 2007 aggiornamento 2022

Con la nota informativa dello scorso 29 dicembre lISTAT ha reso noto la pubblicazione della nuova ...continua